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Golena, Promessi Sposi
e Buchner: la magia del teatro
per gli studenti della Diotti

"Corsi di questo tipo vengono organizzati anche nelle scuole di manager di alto livello, perché si impara a lavorare di squadra e con regole chiare" spiega il direttore artistico del Teatro Comunale Giuseppe Romanetti. GUARDA IL SERVIZIO DEL TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – Tre diversi spettacoli e due repliche per ciascuno. Al Comunale di Casalmaggiore martedì mattina si è coronato un percorso che ha coinvolto i ragazzi della scuola media Diotti sin da settembre, dunque per l’intero anno scolastico: un laboratorio ben articolato dal titolo “Fare teatro nell’ottica della continuità”, che vari insegnanti della scuola casalese hanno seguito in prima persona coinvolgendo gli alunni.

E se Lucilla Valenti, Lucia Marinelli per quanto concerne l’aspetto più scientifico, Palmiro Froldi che ha lavorato sulle musiche e sui balletti assieme a Sonia Villani, che ha seguito da vicino gli strumentisti (dato che la colonna sonora è stata eseguita dal vivo), hanno seguito un programma, per così dire, istituzionale e quasi curricolare, alcuni ragazzi del maxigruppo si sono poi staccati e, sdoppiandosi per amore del teatro, hanno preso parte pure al progetto “Diottea”, laboratorio curato in prima persona da Giuseppe Romanetti, direttore artistico del Comunale di Casalmaggiore. E’ lo stesso Romanetti a illustrare il significato di laboratori di questo tipo, anche al di fuori del canonico orario scolastico. “Corsi di questo tipo vengono organizzati anche nelle scuole di manager di alto livello, perché si impara a lavorare di squadra e con regole chiare e soprattutto pure chi non diventerà attore o regista o drammaturgo impara a rapportarsi con gli altri”.

I tre spettacoli hanno coinvolto alunni di diverse età: in primis una storia inventata di ragazzi in golena, chiamati ad attraversare il fiume Po su una zattera fatta di rifiuti, in una storia di solidarietà e, in qualche caso, di scarsa collaborazione con la sottesa morale finale. Subito dopo il gruppo seguito da Lucilla Valenti ha messo in scena una trasposizione moderna dei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, con i personaggi e in qualche caso i costumi dell’epoca ottocentesca, ma al contempo la capacità di trasformare alcuni concetti con uno stile contemporaneo, con i “bravi” diventati ad esempio mafiosi o, nel caso migliore, bulli. Il terzo spettacolo, invece, curato da Romanetti, era ispirato a “Leonce e Lena” del drammaturgo tedesco Georg Buchner, testo ancora più impegnato. Le tre rappresentazioni verranno poi riproposte martedì sera alle ore 21 a Teatro ai famigliari e al pubblico.

Giovanni Gardani

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