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Elezioni e referendum: affluenza
a San Martino sotto il 60%,
Cà d'Andrea meglio di Torre

A San Martino alle 23, orario di chiusura dei seggi, ha votato il 59.71%, in netto calo rispetto al 2013 quando alle urne si recò il 66.88%. Referendum: Torre si è fermato al 44.91%, con Cà d'Andrea invece che si è attestato al 59.61%.
Foto di repertorio

Sono tre i comuni al voto in questa domenica 10 giugno nel comprensorio Oglio Po, seppur con motivazioni differenti. Da un lato San Martino dall’Argine vota per rinnovare il sindaco e il consiglio comunale con la sfida tra Alessio Renoldi e Roberto Basché: alle ore 12 il dato dell’affluenza ha fatto registrare un crollo rispetto a cinque anni fa. Aveva votato infatti il 10.71% degli aventi diritto, contro il 17.84% del 2013. Tuttavia alle 19 la situazione si è ribaltata: al voto, infatti, è andato il 44.38% degli aventi diritto contro il 39.66% dell’ultima tornata elettorale e soprattutto sopravanzando di quasi il 3.5% il dato odierno dell’affluenza provinciale su Mantova. Alle 23, orario di chiusura dei seggi, ha votato il 59.71%, in netto calo rispetto al 2013 quando alle urne si recò il 66.88%, ma facendo meglio del dato provinciale fermo al 57.86%.

Dall’altro Torre dè Picenardi e Cà d’Andrea votano per ratificare, mediante referendum consultivo (senza quorum), la prima storica fusione in provincia di Cremona: a Torre dè Picenardi (doppio seggio) ha votato il 18.74% degli aventi diritto, a Cà d’Andrea (un solo seggio) invece il 21.72%. Alle ore 19 si tocca il 35% a Torre, mentre Cà d’Andrea fa ancora meglio superando il 44%, il che lascia pensare che in entrambi i paesi si supererà il 50%, comunque non necessario – va precisato – per raggiungere il quorum e ritenere valida la consultazione. Alle 23 in realtà Torre si è fermato sotto l’ipotetica soglia, ossia al 44.91%, con Cà d’Andrea invece che si è attestato al 59.61%. Un doppio dato dunque abbastanza diverso, in attesa dell’esito dello scrutinio.

G.G.

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