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Mattinzoli (Sviluppo Economico)
in città, Bongiovanni e
Leoni, accoglienza 'frizzante'

La Regione ha rinunciato alla Società Lombardia Mobilità per la gestione delle strade, ebbene ci dica la Regione adesso qual'è la strategia. Cosa proponete di alternativo? Non si può pensare di demandare alle province

CASALMAGGIORE – Forse pensava, Alessandro Mattinzoli, assessore allo sviluppo economico della giunta Fontana ed il gruppo di tecnici venuti con lui, di giungere in una terra che li avrebbe accolti con il tappeto rosso, pronta a mettersi in posizione prona ascoltando qualunque cosa. Così non è stato perché, al di là della presentazione dei dati relativi al bando Sgravio Tari, l’aria in comune è stata – utilizzando un eufemismo – piuttosto frizzantina.

Difficile infatti venire a parlare di sviluppo con leggerezza e col sorriso in una terra prostrata da una contrazione del volume d’affari delle imprese, che si aggira mediamente – come spiegato dal sindaco Filippo Bongiovanni, dal 20% al 30%. Difficile farlo senza far girare un pochino gli attributi, in una terra in cui le infrastrutture sono quelle che sono, in cui le incertezze crescono e sull’ospedale al di là della chiusura del Punto Nascite, non restano null’altro che promesse. Una terra in cui anche la Regione ha la sua fetta di responsabilità, come sottolineato anche dallo stesso sindaco.

Ed è così che il ‘colloquio’ tra assessore regionale, sindaco e vice, Giovanni Leoni, è stato piuttosto spumeggiante. Con il primo che parlava delle tipicità di questa terra, dell’importanza delle infrastrutture, dello sforzo di Regione Lombardia, di Cremona Mantova, di coniugare ambiente e sviluppo economico con un particolare occhio di riguardo per il secondo, di bellezza, di Merkel e di Europa e gli altri due che lo hanno riportato a terra in più occasioni. Perché un conto è parlare da Milano e venire nel sud Lombardia di passaggio, un conto è vivere qui cercando di combattere problemi strutturali giganteschi con poche, anzi pochissime certezze. Ma procediamo con ordine.

BANDO SGRAVIO TARI – Si è concluso l’iter del bando per lo sgravio Tari promosso dal Comune di Casalmaggiore, in collaborazione con Regione Lombardia, che mira ad aiutare commercianti, artigiani e operatori nel settore turistico colpiti dalla chiusura del ponte di Casalmaggiore che si protrae da settembre 2017.

A valere sulla presente misura sono state avanzate 185 domande di cui 155 validamente ammesse per un contributo complessivo pari ad €. 73.096,67, importo che è stato detratto direttamente nella fattura di acconto della Tari, che è in fase di spedizione, ad esclusione di iva ed oneri annessi.

Tale misura vuole consentire proprio alle imprese che hanno accusato un calo di media del 20-25% del fatturato a causa della chiusura dell’infrastruttura sul fiume Po, di respirare e di trarre un piccolo vantaggio economico.

Con delibera del 12 gennaio scorso la Giunta Regionale aveva approvato la collaborazione tra Regione Lombardia e Comune di Casalmaggiore per la realizzazione di interventi sperimentali a favore delle imprese commerciali, artigiane e turistiche, disagiate dalla chiusura del ponte sul Fiume Po.

L’iniziativa, infatti, si rivolgeva nello specifico alle micro, piccole e medie imprese del comparto commerciale, artigiano e turistico, situate nel comune di Casalmaggiore, che hanno subito e continuano a subire gravi limitazioni dell’attività a causa della chiusura del ponte e che sono nel raggio di 5 km in linea d’aria dallo stesso. Il Comune tramite la partecipata Casalasca Servizi ha applicato uno sgravio sulla tassa rifiuti (TARI) nell’anno 2018 con l’uscita degli acconti tra maggio e giugno. Lo sconto medio per imprenditore ammesso è di 471 euro, i singoli importi dipendono ovviamente dall’ampiezza dei locali e dalla tipologia di attività esercitata. Comunque il bando ha consentito alle imprese di risparmiarsi il pagamento della

“Credo sia stata una proficua collaborazione tra Regione Lombardia e Comune di Casalmaggiore che ha portato un aiuto concreto agli imprenditori locali, un piccolo sollievo in mezzo ai tanti disagi” – dice il Sindaco di Casalmaggiore, Filippo Bongiovanni che continua – “non esistono esempi simili in zona e rari sono i casi regionali relativi a questa tipologia di ristori. Ringrazio l’ex assessore Parolini e il nuovo Mattinzoli, nonché il dg Paolo Mora e il suo staff del settore Commercio di Regione per la sensibilità dimostrata”.

ALESSANDRO MATTINZOLI – Ex sindaco di lago, l’assessore è rimasto affascinato dal palazzo comunale. “C’è chi pensa che sia stata una fortuna essere sindaco di una città come Sirmione. Ma a Sirmione un palazzo così non ce lo abbiamo”. Poi ha iniziato il suo discorso. Ha parlato di cose che si vorrebbero fare e di conti che comunque vanno sempre fatti, e di una terra, quella Lombarda, ricca di particolarità, come in generale l’Italia: “Il nostro paese dovrebbe puntare di più sulla bellezza. Viviamo in una terra ricca di storia e di fascino”. L’esigenza è quella di conoscere le specificità di ogni territorio “L’unica maniera per poter dare risposte specifiche” per poi mettere le diversità in rete. Mattinzoli ha parlato delle difficoltà dei piccoli comuni nei confronti della burocrazia, e di sindaci di piccoli centri come missionari. “Se parliamo di burocrazia, leggi e norme con comuni di 30 mila abitanti, è un conto. Ma se pensiamo che questa è una realtà fatta di tanti piccoli comuni con 2 o 3 mila abitanti, la realtà è un’altra. La dotazione organica dei piccoli comuni non può sostenere il peso della burocrazia e pensare che un cittadino debba perdere i due terzi del suo tempo per uffici non è certo positivo. Stiamo pensando, come Regione, di venire incontro proprio ai piccoli comuni, di mettere in campo strumenti specifici in modo che il cittadino possa fare tutto magari in una volta sola”.

Poi si è giunti a parlare di crisi: “A volte sentiamo parlare di dati nazionali che non spiegano le specificità. Che ferite ha lasciato la crisi? Quante imprese per affrontare la crisi, soprattutto quelle piccole, hanno dovuto trasformarsi, accettare una gestione sempre più familiare? Quando l’impresa come avviene adesso deve resistere, e non pensare di svilupparsi c’è qualcosa che non quadra. Io non sono per una politica dell’emotività. Sono per una politica dell’ascolto, della risoluzione dei problemi nella considerazione che le risorse non sono infinite e vanno investite in maniera intelligente. Non ne faccio una questione di appartenenza: la politica deve dare discontinuità strategica e continuità nelle buone pratiche che non hanno colore politico”.

Ancora ambiente e infrastrutture: “Non esiste un paese senza le sue infrastrutture. L’ambiente non può essere una scelta ideologica, deve sempre essere chiara l’importanza dello sviluppo economico. La Cremona Mantova va fatta, perché é inutile avere le tecnologie se non hai le infrastrutture. La tecnologia non va subita, ma gestita, e non deve far paura. In questo senso va il bando Storevolution. Dobbiamo riuscire a fare rete, a mettere in rete quel che abbiamo puntando su innovazione, identità e bellezza. Siamo a cavallo di due epoche, e questa può essere una fortuna. Dobbiamo smettere di pensare che nel nostro perimetro ci siano le scelte vincenti. Compito della politica è quello di saper vedere più in là, senza pensare che quello che facciamo sia tutto giusto. Il punto debole del nostro paese è la formazione, dovremo puntare sempre di più su questo aspetto. Dobbiamo essere in grado di creare un sistema in cui ognuno ha la possibilità di sviluppare le proprie eccellenze. Potremo vincere le sfide solo se avremo un’identità forte”.

FILIPPO BONGIOVANNI – E’ partito in tromba il sindaco, di questo gliene va dato atto. Non ha preso tutto per oro colato per scelta di vicinanza. “Noi non abbiamo bisogno di tante cose – ha spiegato a Mattinzoli – basterebbe che nazione e regione non continuassero a toglierci risorse. Abbiamo bisogno che il ponte sia rifatto, e che ci si pensi subito. La Regione ha rinunciato alla Società Lombardia Mobilità per la gestione delle strade, ebbene ci dica la Regione adesso qual’è la strategia. Cosa proponete di alternativo? Non si può pensare di demandare alle province, che peraltro non hanno i soldi per gestire la partita. Dateci delle rassicurazioni, almeno quella che la 343 passerà ad ANAS. Siamo stanchi che si perda del tempo. Anche sull’ospedale, ci avete chiuso il Punto Nascite e al momento non sappiamo neppure cosa ci offrite di alternativo perché ad una riduzione deve per forza corrispondere la crescita di qualcosa d’altro”. Un po’ imbarazzato Mattinzoli, che ha sorriso senza però dare risposte. “Portateli i nostri problemi in giunta, quando ci andate, perché questi sono i nostri problemi. E non continuate ad andare in tutti i posti a parlare di Cremona Mantova come se fosse una scelta di vostra competenza. Lo sapete bene anche voi che la Cremona Mantova dipende dalla realizzazione della TiBre, e senza quella non c’è l’altra”. All’intervento accorato del sindaco si è aggiunto quello del vicesindaco Giovanni Leoni: “Abbiamo bisogno di certezze, e non delle solite cose. Ho partecipato a tantissimi incontri sulla navigazione del Po, sull’intermodalità. Sono anni che se ne parla, e non è stato fatto nulla. E nulla è stato fatto per il trasporto su ferro, che è importante per lo spostamento delle persone e delle merci. Ci parlate di intermodalità ma basterebbe che ci fosse il resto. Questo territorio, il nostro territorio, è stanco di credere alle promesse”.

Nazzareno Condina

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