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Comitato a difesa dell'Oglio
Po, audizione in Regione: gli
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Il territorio (con i sindaci che alla fine hanno posato con la fascia tricolore, sino a quel momento quasi nascosta) ha già dato, e non è disposto a dare oltre. Questo hanno specificato i referenti, al di là delle bandiere. La lotta continua!

MILANO – L’incontro si chiude, con la sensazione che da una parte vi sia una maggioranza determinata a portare avanti la chiusura e dall’altra un territorio combattivo, che proverà ogni strada per poter far cambiare idea. Il territorio (con i sindaci che alla fine hanno posato con la fascia tricolore, sino a quel momento quasi nascosta) ha già dato, e non è disposto a dare oltre. Questo hanno specificato i referenti, al di là delle bandiere. La lotta continua!

16.45 – Chiude Antonella Forattini, che presiede la Commissione (a Giuseppe Torchio è stato negato l’intervento per i tempi divenuti lunghi dell’audizione: il sindaco di Bozzolo se ne è risentito e non l’ha mandata a dire al termine della seduta). “Ci sono tutte le condizioni per riproporre la richiesta di deroga al Ministero e da qui bisogna partire. Daremo battaglia su questo perché l’Oglio Po ha già sofferto e non può continuare a soffrire. E’ stato già impoverito per le infrastrutture quindi su questo puntiamo i piedi per rivedere tutta la situazione. Noi partecipiamo anche all’incontro di domani con Gallera per ribadire le motivazioni del Comitato, che sono quelle di tutto un territorio. Porteremo i vostri spunti di riflessione”.

16.42 – Parla Gian Antonio Girelli (PD, consigliere Regionale). E “vota” per il sì ad un ripensamento: “Da consigliere di una zona di montagna so cosa vuole dire essere periferia. Il primo consiglio è relazionare sull’ambito sperimentale Oglio Po. Inoltre dobbiamo pensare a come organizzare le strutture sul territorio. E quali decisioni come Regione vogliamo prendere. Ok il discorso dei numeri ma si valutino anche la geografia di un territorio e le sue difficoltà. L’Oglio Po non è Milano città dove le offerte debordano. In alcuni territori l’offerta è invece troppo scarsa: viviamo tra due eccessi”.

16.39 – E’ il turno di Alessandra Cappellari (Lega). Nessun ripensamento sulla chiusura, bisogna guardare oltre: “E’ giusto combattere per il territorio. Preciso che la giunta regionale ha convocato tutti i consiglieri per rassicurare sulla volontà di potenziare il vostro presidio ospedaliero. E c’era anche Caparini, Assessore al bilancio che ha il portafoglio e i soldi, quindi può spenderli. Occorre partire con il tavolo prima della chiusura del Punto nascite per potenziare l’ospedale. Si parta da qui. Le madri comunque non verranno lasciate sole né prima né dopo il parto. Domani parlate di questo a Gallera e chiedete che questo tavolo per potenziare l’Oglio Po venga istituito già prima che chiuda il Punto nascite”. Cappellari ricorda la legge statale sui 500 parti come soglia minima del 2000 con Bindi poi ripresa da Lorenzin nel 2015. “L’incontro di domani è molto importante! Ci saremo anche noi come consiglieri regionali”.

16.35 – Parla Marco Degli Angeli (M5S, consigliere regionale): “Occorre essere concreti e fare promesse che si possono mantenere. Giusto dare le colpe per il discorso consultori partendo dal direttore della Asst che doveva portare avanti un progetto e non lo ha fatto, ma anche Regione Lombardia che non ha vigilato a suo tempo è colpevole. Il problema esiste infatti già da due anni”.

16.33 – E’ il momento di Andrea Fiasconaro (M5S, consigliere regionale): “Questa è un’audizione importante ma Gallera ha già fatto la sua delibera. Almeno dategli il verbale di questa riunione subito, così nell’incontro di domani saprà di cosa abbiamo parlato e cosa abbiamo proposto. Un tavolo non si nega a nessuno, ma almeno ho visto una certa apertura. E allora il punto fondamentale che fa la differenza sono le proposte concrete che il Comitato ha fatto. E sono proposte valide! Fatele avere a Gallera subito! Vengano inoltre inviati i documenti al Ministero per il discorso della richiesta di deroga insieme alle proposte concrete qui emerse. Non vogliamo dare false speranze ma prendere l’impegno di essere concreti: quindi in primis si faccia una richiesta di deroga corretta. Il territorio fa bene ad arrabbiarsi con la politica perché questa non dà risposte”.

16.27 – E’ il momento di Aldo Vincenzi (Sabbioneta). Duro il suo intervento: “Ci sentiamo già cittadini di serie b o serie c. Togliere il Punto nascita è il colpo di grazia per il nostro territorio. Cambiate paradigma: le zone di confine sono storicamente interessanti, invece per voi siamo margine dell’impero e se dovete tagliare, tagliate da noi”. Vincenzi ricorda il ponte e spiega che i motivi del calo di nascite in tal senso si possono benissimo rovesciare. “Il politico guarda alle elezioni, lo statista guarda alle generazioni: io spero che qui vi siano statisti”. Le infrastrutture sono pessime, aggiunge il sindaco della Piccola Atene: “Le strade provinciali sono un disastro da Sabbioneta a Mantova, altro che impiegare solo 45 minuti… E poi noi abbiamo già dato e razionalizzato da tempo. Accettate dunque la sospensiva!”

16.22 – Stefano Belli Franzini (Gussola): “Che disegno c’è per il comprensorio Oglio Po? Qui si stanno nascondendo dietro la questione sicurezza ma è evidente che c’è molto di più. E lo vediamo in ogni azione. La prima cosa da fare è sospendere la delibera di chiusura del Punto nascite e la seconda cosa riformulare la richiesta di deroga con caratteri corretti. Non può essere solo un discorso economico. L’Oglio Po è più sicuro di altri ospedali e Punti nascita che magari hanno più parti ma sono meno sicuri. La Lombardia non può non garantire il minimo di decenza dopo che si vanta della sua sanità ovunque. Chiediamo investimenti al plesso ospedaliero, e vogliamo che si investa realmente e non solo di facciata. La richiesta è giunta dai miei cittadini: molte mamme per esempio fanno piani parto e non sanno dove partoriranno se il bimbo nasce a ottobre o novembre”.

16.18 – Carlo Alberto Malatesta (Marcaria): “Qui dovremmo valorizzare un territorio che merita, invece siamo costretti a difendere la sua dignità. Le deroghe sono possibili partendo dalla sospensione della delibera con tanti motivi da aggiungere sul perché non si toccano i 500 parti. Tra questi ricordatevi del ponte. E dell’utenza parmense ed emiliana. Non vogliamo palliativi, vogliamo che la politica si muova perché ha gli strumenti per farlo e parlo per tutti i miei cittadini, non per un partito o una parte politica. Non vogliamo contentini”.

16.16 – Parla Filippo Bongiovanni (Casalmaggiore). “La situazione è grave. Se nascono comitati e associazioni è perché c’è carenza altrimenti non servirebbero. L’ospedale per acuti Oglio Po è troppo importate e la proposta operativa si può fare, perché è una re-istituzione, quindi è qualcosa che già c’era e va ripristinato, quindi è sostenibile. Sulla deroga non si è lavorato in modo serio per migliorare i numeri. La richiesta di deroga venne negata per due motivi: ossia l’indicazione dei 25 minuti di distanza che non è veritiera ed l’opera dei consultori con i ginecologi che fanno man bassa indirizzando verso altri ospedali”. Poi le infrastrutture: “Aspettiamo le grosse infrastrutture da secoli, Tibre, Cr-Mn, etc etc. Siamo sempre più destrutturati e quindi penalizzati. Vogliamo essere trattati come tutti gli altri lombardi e l’ospedale ha suoi servizi, lo ha dimostrato. Non chiediamo favori, ma di essere come gli altri”.

16.10 – Molto deciso e appassionato l’intervento di Annamaria Piccinelli, che va subito al dunque. Il discorso parte dalle cose che non sono state fatte. “Ragioniamo pure in termini economici, non è stato fatto nulla a livello di marketing per intercettare un mercato con gli 800 parti che ci sarebbero a disposizione. Scelta dunque anti economica e anti politica. Qualsiasi sistema potenzia i suoi confini, li rende robusti. Qui invece la Regione apre una falla sull’Emilia”. Piccinelli ricorda la richiesta di deroga dove si indicavano 25 minuti di auto di distanza da Cremona. “Errore clamoroso: 45 km non si fanno in quel tempo e con traffico e nebbia si può andare oltre l’ora di viaggio! Viviamo in un territorio massacrato. Trenord è un dispetto quotidiano, poi c’è il ponte chiuso, che è una piaga biblica”.

16.05 – Intervento di Annamaria Piccinelli (Comitato a Difesa dell’Oglio Po): 500 parti erano legati ad azioni precise che ci si era ripromessi di fare, con il decollo dell’ambito e l’interaziendalità. Ma queste cose non sono state messe in atto. Ci si proponeva di tornare ai 500 parti ma non è stato realizzato nel 70 per cento dei punti ciò che serviva per rilanciare davvero il Punto nascite del nosocomio casalasco.

16.02 – Accorata, e non priva di sostanza, la relazione del dottor Borghesi. Oltre alle richieste precedenti si chiede il rilancio dell’Oglio Po, che ha perso primariati come Ortopedia e Anestesia, che vanno ripristinati. Si chiede inoltre di mantenere Punto nascite con Ostetricia e Ginecologia. Inoltre il Centro di procreazione medica assistita deve essere spostato da Cremona all’Oglio Po. Quindi occorre sospendere la delibera famosa del 28 giugno, integrare il Punto nascite Oglio Po con il presidio ospedaliero di Asola, in modo che questi lavorino insieme e vengano mantenuti. Occorre insomma una rivalutazione da parte di Ats Valpadana sull’opportunità di chiudere un Punto nascita che è dotato di tutto.

15.57 – Il presidente del Comitato a difesa dell’Oglio Po mostra la cartina dei Punti nascita sparsi in Lombardia, dove è lampante la dislocazione degli stessi e la distanza rispetto agli altri: Casalmaggiore è distante dagli altri Punti nascita. “L’interaziendalità è positiva – rimarca Borghesi – ma l’integrazione tra Cremona e Mantova fatica a partire. Elementi positivi ci sono ma non vanno avanti. Oglio Po è unico ospedale per acuti sul territorio e si è formato nel 1992 chiudendo tre ospedali”. “Mantova è raggiungibile in 45 minuti – prosegue Borghesi – se le condizioni sono favorevoli ma in autunno c’è nebbia. Cremona idem. Parma e Guastalla sono più vicine ma sono in Emilia quindi la Lombardia può perdere molto se chiude il Punto nascite Oglio Po”. Su Parma peraltro grava la questione ponte. Le richieste di Borghesi, per iniziare, sono tre: rinnovare dopo dicembre 2018 (quando scadrà) e vitalizzare l’ambito distrettuale casalasco Viadanese, cioè farlo partire; realizzare tutto ciò che l’ambito prevede; istituire un tavolo tecnico istituzionale con la presenza dei comitati.

15.52 – Il dottor Luigi Borghesi chiede la possibilità di utilizzare diapositive per esporre il proprio pensiero. Poi ricorda il lavoro del Comitato e dell’associazione Amici dell’Oglio Po che ha raccolto 1 milione di euro. “La divisione a livello sanitario tra Cremona e Mantova è stata l’inizio dei problemi. Ora l’ambito sperimentale è come vecchia USL 50 di una volta senza divisione provinciale. Noi chiediamo il rilancio dell’ospedale e non solo il mantenimento del punto nascite”. Il dottore ricorda che si è riunito l’ambito ma si fatica a partire e dunque a lavorare. “Con l’integrazione dei consultori di Viadana e Bozzolo, avremmo avuto 500 parti senza problemi. Invece non abbiamo raggiunto il numero a causa di queste divisioni”.

15.40 – L’incontro è appena iniziato. Settanta minuti di ritardo, non male! Emanuele Monti, presidente della Commissione, se ne va prima ancora di ascoltare. Si parte. Il primo a relazionare è il dottor Luigi Borghesi.

15.30 – Un’ora di ritardo rispetto all’inizio preventivato, e qualcuno comincia a perdere la pazienza. Non c’è l’assessore alla Sanità Giulio Gallera, ma la sua presenza non era prevista. Il ritardo è dovuto ad un’altra audizione che si sta protraendo oltre il tempo dovuto.

15.23 – Dal Casalasco-Viadanese sono presenti il M5S Viadana con Stefano Capaldo. I Sindaci di Bozzolo Giuseppe Torchio, di Marcaria Carlo Alberto Malatesta, di Gussola Stefano Belli Franzini, di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, di Sabbioneta Aldo Vincenzi, oltre ai consiglieri regionali a 5 Stelle Andrea Fiasconaro e Marco Degli Angeli. Per Viadana è presente il vice sindaco Alessandro Cavallari. Per Casalmaggiore è presente anche il consigliere d’opposizione Pierluigi Pasotto. Presente pure Carlo Barbiani, consigliere d’opposizione a Spineda. Il comitato è rappresentato da Luigi Borghesi, Annamaria Piccinelli, Gloria Barilli. Sono già 50 i minuti di ritardo. I sindaci non hanno la fascia tricolore al petto. L’incontro è previsto in Sala Oriana Fallaci.

14.45 – Non è ancora iniziato, in III Commissione Sanità, al terzo piano del Pirellone, l’incontro tra i rappresentanti del Comitato per la difesa dell’Oglio Po e i rappresentanti regionali. A presiedere la seduta sarà Antonella Forattini (PD).

Giovanni Gardani-Nazzareno Condina

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