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Cimitero di Casalmaggiore,
il fossato a lato della strada di
nuovo utilizzato come discarica

L’unica speranza per fare sì che gli incivili non la facciano franca, può essere la presenza di documenti all’interno dei sacchi dell’immondizia.

CASALMAGGIORE – Quasi non si vedono, perché i sacchi sono neri, dunque ben mimetizzati (peraltro non più ammessi dai vari regolamenti), e perché l’erba alta dei fossi, oltre al fatto di trovarsi in una delle zone forse più calde della città, non aiuta a sostare e indagare con attenzione. Ma quei sacchi, cinque in tutto, ci sono. Uno, di colore bianco, si distingue dagli altri e alla fine svela il misfatto.

Una sorta di indizio rivelatore di un nuovo, ennesimo, episodio di inciviltà. Quel fossato, che si trova a lato del cimitero comunale di Casalmaggiore, su una strada in genere poco frequentata dalle auto e più da bicicletta e pedoni, e al confine con gli orti comunali, viene visto troppo spesso come una discarica. Chi non ha voglia di fare la raccolta differenziata, chi forse pensa di pagare di più, in modo erroneo peraltro perché i meccanismi del pagamento della bolletta sono stati ripetuti allo sfinimento da Casalasca Servizi, chi semplicemente scambia la pigrizia con il senso civico e quindi pensa di sbrigare la faccenda con una gita fuori porta che serve a liberarsi dello scomodo malloppo di rifiuti.

Una scena già vista – basti ricordare che proprio nella zona del cimitero e in quei fossati qualche mese fa il gruppo giovani del Listone ripulì sporcizia e rifiuti abbandonati incautamente – e purtroppo evidenziata non solo in questo punto della città di Casalmaggiore: si tratta sempre di periferia, lontano da occhi indiscreti, e magari anche da telecamere di sorveglianza, che in quel punto non ci sono: l’unica speranza per fare sì che gli incivili non la facciano franca, può essere la presenza di documenti all’interno dei sacchi dell’immondizia.

Basta una bolletta, un documento di qualsiasi genere dimenticato, perché il responsabile venga a galla o fornisca comunque un indizio. In alternativa ci sono le videotrappole in dotazione alle Guardie Ecologiche Volontarie che, mimetizzate nell’erba, possono scattare foto e individuare i colpevoli. Idee, soluzioni, qualche arma in più per contrastare un fenomeno ripetuto ma che nessuno dovrebbe stancarsi di denunciare.

redazione@oglioponews.it

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