Un commento

Ponte chiuso da un anno?
I casalaschi si mobilitano per
il 7 settembre con l'AperiPonte

Un’azione pacifica sì, ma che numericamente faccia rumore, sposti persone - più delle ultime due manifestazioni - e costringa magari a un intervento esterno, quanto meno per attirare l’attenzione e porre i riflettori sulla questione.
Nella foto la manifestazione del 5 novembre 2017: il ponte era chiuso da quasi due mesi

CASALMAGGIORE – La popolazione casalasca si mobilita: e intende farlo, questa volta, con una protesta pacifica ma a suo modo clamorosa, soprattutto perché legata a una partecipazione numerica che si spera importante. “In occasione del primo compleanno della chiusura del ponte proponiamo un aperitivo sul ponte”. Questo l’invito che campeggia sul social network per eccellenza, Facebook, per l’appuntamento fissato per il 7 settembre 2018, esattamente dodici mesi dopo la decisione della chiusura definitiva al traffico del manufatto che solca il fiume Po e collega la Lombardia all’Emilia, Casalmaggiore a Colorno. Occorre, spiegano gli organizzatori “qualcosa che faccia almeno scomodare le forze dell’ordine per farci spostare dal ponte e che faccia rumore, qualcosa di grande! Chi ci sta è il benvenuto, se volete invitare amici, parenti e compagni di sventura basta aggiungerli”.

Questo il messaggio: insomma, un’azione pacifica sì, ma che numericamente faccia rumore, sposti persone – più delle ultime due manifestazioni, che a livello di partecipazione delusero un po’ le attese – e costringa magari a un intervento esterno, quanto meno per attirare l’attenzione e porre i riflettori sulla questione. Nessuna guerriglia, ci mancherebbe, ma un aperitivo sul ponte, come detto, arrivando però almeno a 200 persone, precisano gli organizzatori. Giusto ricordare, infatti, che il gruppo si chiama “Aperiponte” e che la struttura, pur sfruttata quotidianamente da ciclisti e pedoni in barba ai divieti, non sarebbe accessibile. Ecco perché una sorta di occupazione non violenta, in una data molto particolare, quella dell’anniversario, come primo obiettivo accenderebbe le luci dei riflettori su una questione che, nel quotidiano, sembra trascinarsi senza novità o colpi di coda sostanziali. Sperando che per il 7 settembre, quanto meno, il bando di assegnazione lavori sia già partito.

Giovanni Gardani

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Commenti
  • Pinuccia Zaini

    È molto inopportuna l’espressione “pendolari che SFRUTTANO la struttura “ . Evidentemente chi ha scritto è preparato ad organizzare aperitivi o altro ma non sa cosa significa cambiare vita da mattina a sera , e non capisce che quei pendolari non sono nati tali ma si sono dovuti adattare ad esserlo e se per abbreviare i tempi e ridurre le spese hanno pensato di usare la bici non sono certo persone che sfruttano la struttura o peggio persone che non rispettano i divieti. Cercano semplicemente di conservare il loro lavoro , la loro vita perché si sentono molto abbandonati dallo stato . Buon aperiponte