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Punto Nascite, proposta sindacati
a Gallera. L'assessore: "Idea buona,
ma non possiamo derogare"

L’Assessore, pur impegnandosi a valutare la proposta sindacale, ha ribadito che non è né sua facoltà né di Regione Lombardia derogare ulteriormente al DM 70. Pertanto ritiene non praticabile la rivisitazione della Delibera Regionale del 28 giugno 2018.

CREMONA – Le Segreterie CGIL, CISL Asse del PO, UIL Confederazioni e categorie della Funzione Pubblica, hanno incontrato nel tardo pomeriggio di venerdì, presso la sede dell’ATS Valpadana di Cremona, l’Assessore al Welfare Giulio Gallera. La richiesta di incontro formulata dal sindacato cremonese e accolta dall’Assessore Regionale, ha consentito alle Organizzazioni Sindacali di rappresentare una proposta alternativa alla chiusura del Punto Nascite di Oglio Po.

Delle esperienze già avviate di collaborazioni fra le ASST di Cremona e l’ASST di Mantova per la gestione delle patologie neuorochirurgiche nel territorio mantovano e in ambito di emodinamica strutturale e di cardiochirurgia nel territorio cremonese, il sindacato ha  apprezzato le finalità condivise fra le due aziende: la prima, il consolidamento e lo sviluppo di reti interaziendali; la seconda, l’ampliamento delle unità di offerta rivolte ai cittadini dei due territori attraverso lo spostamento delle equipe di professionisti e non dei pazienti.

In analogia, come già annunciato venerdì nel primo pomeriggio al nostro giornale, le Segreterie ritengono che un progetto interaziendale sui dipartimenti materno infantili potrebbe evitare lo spostamento delle mamme per partorire e soddisfare i requisiti previsti dal DM 70. Da questa consapevolezza, dall’approfondimento della L.R 23, dalla mappature dei punti nascite esistenti nel territorio di ATS Valpadana, dall’analisi dei requisiti posseduti dal punto nascita dell’Oglio Po, il sindacato ha proposto:
– un apposito accordo di collaborazione fra le due ASST di Cremona e Mantova per l’avvio di un progetto di sperimentazione interaziendale fra i Dipartimenti Materno – infantili per la garanzia e per la tutela dei punti nascita esistenti;
– la realizzazione di tutte le azioni indicate nel progetto predisposto dall’ASST di Cremona e condiviso dall’ATS Valpadana finalizzato alla richiesta di deroga del Punto nascita;
– la concretizzazione del progetto sperimentale interaziendale del territorio casalasco viadanese;
– la garanzia della continuità assistenziale, della sicurezza e dell’appropriatezza dell’intero percorso nascita così come da mandato assegnato ad ATS Valpadana dalla DgR del 28 giugno 2018;
– l’adozione degli interventi utili a garantire un’adeguata dotazione di risorse umane/professionali tenuto conto delle inequivocabili criticità rispetto ai fabbisogni sia nei punti nascita sia nei consultori presenti nel territorio di competenza di ATS Valpadana ( Dgr del 28 giugno 2018).

L’Assessore, pur impegnandosi a valutare la proposta sindacale, ha ribadito che non è né sua facoltà né di Regione Lombardia derogare ulteriormente al DM 70. Pertanto ritiene non praticabile la rivisitazione della Delibera Regionale del 28 giugno 2018. Le organizzazioni sindacali, nella convinzione che richieste di merito e proposte costruttive possano trovare positivo riscontro a tutti i livelli istituzionali sempre nell’ottica di garantire e implementare i servizi ai cittadini, esprimono dissenso ad un approccio formale che non tiene conto delle potenzialità e delle garanzie qualitative già offerte dal Punto Nascite del POOP; dell’effettivo bisogno espresso dal territorio. Le stesse organizzazioni confermano la volontà d’ intraprendere azioni di sensibilizzazione anche a livello Ministeriale.

Di seguito ecco la proposta presentata a Gallera dai sindacati con Monica Vangi, Monica Manfredini e Paolo Soncini, illustrata in forma integrale. “Le Segreterie Provinciali CGIL, CISL Asse del Po, UIL Confederazioni e categorie della Funzione Pubblica intendono con la seguente proposta provare a dare una risposta alle cittadine e ai cittadini del territorio casalasco viadanese e ai professionisti dell’ASST di Cremona e Mantova con l’obiettivo prioritario di garantire prospettive e stabilità nel tempo dei punti nascita presenti nei territori di ATS Valpadana. Il sindacato cremonese ritiene che le progettualità a scavalco fra le due ASST di Cremona e Mantova già avviate nel corso dell’ultimo triennio possano rappresentare una soluzione organizzativa che consentirebbe di mantenere presidiato il territorio di ATS Valpadana. In analogia alle convenzioni interaziendali già avviate per le patologie neuro chirurgiche e cardio-chirurgiche e di emodinamica, attraverso le quali si è concretizzato il percorso di integrazione della rete d’offerta sanitaria, si ritiene debba essere intrapresa la strada del progetto interaziendale dei due Dipartimenti Materno – infantili.

Il sindacato a seguito dell’approfondimento dei seguenti atti e provvedimenti: la DGR X/2989/2014 e la relativa circolare attuativa del 20 febbraio 2015 che definisce la possibilità di sviluppare progetti interaziendali attraverso l’adozione di una convenzione; la stipula della convenzione fra A.O di Cremona e A.O di Mantova per la realizzazione del progetto sperimentale interaziendale “la gestione delle patologie neuorochirurgiche nel territorio mantovano assunta con delibera del 23 novembre 2015”; la legge Regionale n. 23/15 che ha portato alla costituzione dell’ATS Valpadana comprendente le province di Mantova e Cremona e che i principi ispiratori della legge regionale individuano gli ambiti peculiari di intervento, tra l’altro, nella riorganizzazione dei processi di diagnostica e cura ospedalieri, attraverso il consolidamento e lo sviluppo di reti interaziendali; l’accordo di collaborazione tra ASST di Cremona e l’ASST di Mantova relativo al percorso di integrazione della rete d’offerta sanitaria in ambito di emodinamica strutturale e di cardiochirurgia recepito con delibera del 5 marzo 2018; la convenzione stipulata fra ASST di Cremona e Mantova per l’attuazione del progetto sperimentale area interaziendale territoriale socio sanitaria casalasco viadanese, assunta con atto deliberativo del 6 dicembre 2016 che indica fra le esigenze condivise dalle due ASST il tema del potenziamento dell’attività del Presidio Ospedaliero Oglio Po grazie all’integrazione dei servizi territoriali a favore dei cittadini residenti nei comuni degli ex distretti di Casalmaggiore e Viadana; il progetto finalizzato alla richiesta di deroga alla chiusura del punto nascite del P.O Oglio Po condiviso con ATS Valpadana ed inviato in Regione Lombardia in data 6 giugno 2016; la delibera regionale XI/267 del 28 giugno 2018 “Rete Regionale per l’assistenza materno – neonatale: intervento di riorganizzazione dei punti nascita.

Tenuto conto che il Punto nascite del Presidio Ospedaliero Oglio Po pur non avendo raggiunto il n. di 500 parti/anno, ha mantenuto e garantito: gli standard operativi U.O Ostetricia, dell’Area neonatale e U.O Neonatologia Pediatria all. 1B dell’Accordo Stato Regioni del 16/12/2010); le funzioni collegate ai livelli assistenziali; gli standard di sicurezza; gli standard tecnologici; che il progetto finalizzato alla richiesta di deroga del punto nascite del POOP non ha trovato attuazione nelle azioni indicate; che il progetto sperimentale area interaziendale territoriale socio sanitaria casalasco – viadanese risulta ad oggi privo di contenuti; che la dotazione di professionisti in entrambi i dipartimenti Materno infantile hanno subito nel
corso degli anni importanti contrazioni sia nelle U.O. sia nei consultori.

Propone un apposito accordo di collaborazione fra le due ASST di Cremona e Mantova per l’avvio di un progetto di sperimentazione interaziendale fra i Dipartimenti Materno – infantili per la garanzia e per la tutela dei punti nascita esistenti; la realizzazione di tutte le azioni indicate nel progetto predisposto dall’ASST di Cremona e condiviso dall’ATS Valpadana finalizzato alla richiesta di deroga del Punto nascita; la concretizzazione del progetto sperimentale interaziendale del territorio casalasco viadanese; la garanzia della continuità assistenziale, della sicurezza e dell’appropriatezza dell’intero percorso nascita così come da mandato assegnato ad ATS Valpadana dalla DgR del 28 giugno 2018; l’adozione degli interventi utili a garantire un’adeguata dotazione di risorse umane/professionali tenuto conto delle inequivocabili criticità rispetto ai fabbisogni sia nei punti nascita sia nei consultori presenti nel territorio di competenza di ATS Valpadana (Dgr del 28 giugno 2018). Siamo convinti che richieste di merito e proposte costruttive possano trovare positivo riscontro a tutti i livelli istituzionali sempre nell’ottica di garantire e implementare i servizi ai cittadini.

redazione@oglioponews.it

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