Cronaca
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Si è spenta Matilde Sarzi Sartori in Destri. Il ricordo di una donna dalla profonda cultura

Il funerale avrà luogo mercoledi' 1 agosto, ore 10, presso la chiesa di San Leonardo in Casalmaggiore. Il rosario avrà luogo martedi 31 luglio, ore 21, presso l'abitazione di via Nino Bixio 60

CASALMAGGIORE – Ci sono persone che rimangono nella nostra vita per sempre, per quello che ci hanno dato, insegnato, perché a loro si deve gran parte di quello si è e di quello che si sa. Matilde Sarzi Sartori in Destri è stata questo per me e per tanti ragazzi che hanno frequentato il liceo classico Romani.

Una insegnante di quelle che non si scordano, di quelle che, come si usa dire, ce ne vorrebbero. Docente di latino e greco, fu anche preside ma soprattutto fu guida, esempio e pozzo di scienza da cui abbeverarsi. Persona apparentemente burbera era in realtà dolce, comprensiva e materna, autorevole non certo autoritaria. Riusciva spontaneo rispettarla e rispettare le regole che poneva in classe. Persona tutta d’un pezzo, giusta, imparziale che, anche se non sembrava, sapeva leggere le emozioni di ognuno di noi e ne teneva conto. Amava profondamente la cultura classica e la sua sete di sapere era inesauribile e lo fu fino alla fine. Le sue lezioni erano emozionanti perché non erano un apprendimento sterile di un argomento, erano passione, pathos, emozione, conoscenza, sentimento: ogni personaggio della storia, fosse esistito o invenzione letteraria, ogni Dio dell’Olimpo, ogni creatura mitologica entrava dentro di noi come un uragano e l’empatia che si scatenava, spesso violenta, con questi personaggi ci faceva diventare grandi senza che ce ne accorgessimo; in questo modo Matilde ci preparava alla vita, all’essere adulti, dei buoni adulti.

Ricordo che quando vidi l’Acropoli, oltre ad avere provato una emozione indescrivibile, mi ronzò nella testa la sua voce, il suo modo di immedesimarsi nel mondo antico, la sua capacità di materializzare luoghi, profumi, sentimenti di tempi andati e renderli visibili e palpabili a noi. Fu così che imparammo i tormenti che provarono i guerrieri durante la guerra di Troia e che capimmo che guerra è male, fu così che amammo il viaggio, il mare, le isole greche attraverso il peregrinare di Ulisse, che capimmo che l’ amore ha tante facce, può essere tentazione, Circe, dedizione totale, Penelepe omosessuale, Saffo. Ci portò dentro due lingue meravigliose, il greco e il latino, attraverso le quali imparammo meglio la nostra nella grammatica, nel lessico e ci stupimmo dell’etimologia di alcune parole di uso corrente. E infine imparammo a ragionare, e rielaborare ad avere senso critico quando, con la sua serafica efficacia, ci prese per mano e ci portò dentro la filosofia e il pensiero di Socrate e Platone. Non ascoltarla era impossibile, ti rapiva, ti conquistava, ti educava e ti preparava al mondo. In parecchi momenti della mia vita l’ ho ringraziata e non smetterò mai di farlo.

Dormi serena prof, mi piace pensarti ricongiunta a tuo marito, il grande Giano Destri e sapervi felici e uniti come sempre lo foste in vita. Li vedo così, mentre passeggiano a braccietto o davanti a un libro lui e lei accanto, che lo guarda aggiustandosi la cuccagna dei capelli.

Giovanna Anversa

Il funerale avrà luogo mercoledi’ 1 agosto, ore 10, presso la chiesa di San Leonardo in Casalmaggiore. Il rosario avrà luogo martedi 31 luglio, ore 21, presso l’abitazione di via Nino Bixio 60.

 

 

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