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"Scrutatori tra i disoccupati:
ambiguo l'atteggiamento
del vicesindaco Pasetti"

Lettera scritta da Roberta Salomoni, consigliere di minoranza San Martino dall'Argine

Egregio Signor Direttore,
come gruppo consiliare “San Martino Unito”, abbiamo proposto di regolamentare la nomina degli scrutatori da inviare nei seggi elettorali dando la precedenza ai disoccupati e agli studenti. La proposta, accompagnata da una bozza di delibera e di regolamento, ora passerà all’esame dell’apposita Commissione Statuto e Regolamenti di cui sono componente. Il tutto non tocca né le funzioni né la composizione della Commissione Elettorale Comunale deputata ad effettuare le nomine, che sono stabilite dalle leggi, ma solamente porta ordine alla designazione degli scrutatori che è sempre avvenuta in una spartizione tra maggioranza e minoranza. Coloro che sino ad oggi sono stati nominati scrutatori sono da considerare persone degne e per bene, ma tutte con un lavoro e un reddito.

Il vicesindaco Cedrik Pasetti, nell’ultimo Consiglio comunale ha dichiarato che, se tale proposta non l’avessimo avanzata noi, l’avrebbe fatto la maggioranza. Affermazione di cui ci siamo sentiti compiaciuti, ma per pochi istanti. Infatti Pasetti ha continuato dicendo però che nei seggi servono scrutatori che già conoscono le loro mansioni e quindi non si possono indicare persone inesperte. Pare di capire che Pasetti approva il principio della nostra proposta, ma non la sostanza. La ragione della “sterzata” del vicesindaco è data dal fatto che, in assenza di scrutatori idonei, i seggi potrebbero trovarsi in difficoltà. Questo detto da lui che, ha già svolto la funzione di presidente di seggio. A Pasetti abbiamo rammentato che il ruolo centrale nel seggio è del presidente, che deve conoscere le norme e sapersi organizzare. Insomma il nostro vicesindaco parrebbe più per il no alla nomina dei disoccupati. Noi crediamo che anche il compenso di scrutatore, 120 euro, possa costituire un piccolo aiuto per le persone prive di reddito e una manifestazione di sensibilità per i soggetti in difficoltà economica.

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