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Museo del Bijou più accessibile
a portatori di handicap: 5mila
euro per la rivoluzione "all included"

"Un progetto - chiosa Pamela Carena, assessore alla Cultura del comune - che si prefigge di rendere il Museo del Bijou una meta privilegiata nel contesto del turismo inclusivo migliorando l’accessibilità alle nostre collezioni".

CASALMAGGIORE – Il Comune di Casalmaggiore, grazie al lavoro di organizzazione e pianificazione dello Sportello Ricerca Fondi di Casalasca Servizi, ha ottenuto con successo 5.000 euro di contributo a fondo perduto nell’ambito dell’Avviso unico cultura 2018 emanato e promosso da Regione Lombardia, candidando per l’ambito di intervento di valorizzazione dei musei la progettualità “All included! Il Museo del Bijou diventa (più) accessibile”.

Obiettivo generale di Regione Lombardia, anche in relazione all’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018, era di raggiungere un pubblico più ampio possibile, sostenendo progetti e iniziative finalizzati alla promozione educativa e culturale, alla valorizzazione dei musei, alla catalogazione del patrimonio culturale, alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. “Tutti inclusi!” intende diffondere la conoscenza e la fruizione delle collezioni del Museo del Bijou presso le persone (bambini, adulti, anziani) con esigenze speciali, ovvero con disabilità psichiche o sensoriali, attraverso nuovi supporti tecnologici ed informatici, potenziando l’offerta formativa e i percorsi di visita, e diffondendo queste nuove opportunità con un rinnovato e arricchito sito internet reso mobile friendly e dotato della versione in lingua inglese.

Sono stati già coinvolti nel progetto i seguenti partner: Fondazione “E. Germani” Centro sanitario assistenziale Onlus di Cingia de’ Botti, Centro Psico Sociale (CPS) di Casalmaggiore (ASST di Cremona), Istituto Comprensivo Diotti, Istituto Comprensivo Marconi, Istituto d’Istruzione Superiore G. Romani, Fondazione Santa Chiara – Istituto di Istruzione Professionale e di Formazione Professionale. In concreto, il Museo del Bijou si è dotato di tre tablet: su questi supporti multimediali verranno caricati contenuti relativi alla storia del museo e delle collezioni in un formato accessibile, in modo che possano essere visti, ascoltati, compresi anche da persone con disabilità visive, uditive e intellettive. Gli stessi contenuti accessibili (documenti, video, immagini ecc.) verranno inseriti anche in una specifica pagina del sito internet.

Verranno divulgati con le stesse modalità anche quattro video che il Museo ha già fatto realizzare per raggiungere le persone affette da sordità o ipoacusia dalla società VEASYT srl, uno spin-off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che raccontano la storia del museo, il suo patrimonio, l’evolversi del gusto, della moda e dei materiali dei bijoux nella Lingua Italiana dei Segni (LIS). Per favorire l’inclusione di persone cieche o ipovedenti il progetto prevede la realizzazione di alcune bacheche tattili nelle quali inserire bijoux prodotti dalle fabbriche bigiottiere di Casalmaggiore e posseduti come doppioni dal museo. In questo modo i gioielli potranno essere messi direttamente fra le mani del pubblico per dare un’idea delle varie tipologie di ornamenti, delle loro misure e del materiale, della tecnologia sottesa. Saranno inoltre predisposte, vicino ad ogni bacheca del museo, le immagini ingrandite di alcuni dei bijoux più significativi, insieme a una didascalia e una breve spiegazione a grandi caratteri, con una descrizione evocativa dei pezzi, tale da comunicare paragoni, riferimenti, dettagli e aspetti di interesse che possano far “vedere” una spilla, un punzone, un particolare monile.

I Servizi Educativi del Museo del Bijou verranno ovviamente ampliati anche per accogliere al meglio e con percorsi specifici le persone con disabilità. Da tempo sono attivi laboratori dedicati a pazienti adulti con disturbi mentali e di apprendimento: la progettazione di queste proposte verrà potenziata e si inserirà tutta una nuova serie di progetti dedicati ai visitatori con difficoltà sensoriali, elaborando strategie di visita e attività che potranno opportunamente essere fruite anche da ipovedenti e ipoacusici. Gli operatori didattici del museo, che hanno seguito specifico corso per la migliore accoglienza delle persone affette da disabilità, si occuperanno anche di concordare obiettivi personalizzati per realizzare tirocini curricolari di Alternanza Scuola Lavoro per gli studenti con esigenze specifiche che frequentano l’IIS “Romani” e la scuola professionale della Fondazione Santa Chiara di Casalmaggiore, nonché di eventuali istituti del circondario che volessero partecipare all’iniziativa.

“Un progetto – chiosa Pamela Carena, assessore alla Cultura del comune – che si prefigge di rendere il Museo del Bijou una meta privilegiata nel contesto del turismo inclusivo migliorando l’accessibilità alle nostre collezioni. A doppio senso di marcia le ricadute: rimuovere le cause ostative e potenziare la fruibilità dei servizi offerti sono azioni che fanno “star meglio” tutti e a ricavarne benefici, oltre al pubblico, saranno anche la qualità e la visibilità del nostro Museo del Bijou”.

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