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Piccioni, via Centauro sotto
assedio. Donzelli: "Il
problema si è solo spostato"

I respingenti, quelli sistemati negli ultimi mesi laddove mancavano non hanno fatto altro che aggravare il problema in altre vie del centro

CASALMAGGIORE – I Piccioni? Quei ‘lestofanti’ si sono solo spostati un poco più in là. Una cinquantina di metri, o poco meno, in linea d’aria. I respingenti, quelli sistemati negli ultimi mesi laddove mancavano non hanno fatto altro che aggravare il problema in altre vie del centro. Perché poi l’arguto piccione si sposta, dove può trovare quiete. E in via Centauro, al riparo da rumori molesti, tra case spesso senza respingenti o un pochino decrepite, spazio e quiete ce n’è in abbondanza.

Il guano non è solo una delle ‘suppellettili’ del cimitero. In via Centauro, nonostante le segnalazioni, è la normalità. A contattarci, questa volta, Giovanni Donzelli che al pari della professoressa Ornella Anversa denuncia una situazione divenuta ormai insostenibile.

“Sono ben contento – ci spiega Donzelli – che qualcuno si interessi al decoro del cimitero, ma se come dice la Professoressa Anversa i morti non votano, i vivi probabilmente si e soprattutto sono (ancora per quanto?) vivi e comunque esposti al rischio di essere colpiti dall’alto dalle deiezioni, esposti forse a infezioni, sicuramente obbligati a vivere in un ambiente malsano in un centro storico abbandonato al degrado ed ai rifiuti abbandonati.

Sto parlando di chi malauguratamente ha le porte o le finestre sulla via Centauro dove ci sono ben 4 sottotetti aperti e ben noti a chi di dovere perché segnalati con numerosi esposti, sottotetti che sono diventati incubatori di piccioni torraioli, sovraffollati e maleodoranti da cui spesso escono piccioni ammalati che muoiono per strada.

Ringraziamo l’assessore Tascarella che a suo tempo aveva fatto proprio il problema del degrado delle facciate della Biblioteca, segnalatogli allora, visto che non lo vedeva nessuno e ringraziamo l’Amministrazione Comunale attuale che ha provveduto (a terminare l’opera, ndr).

Grazie: ma il problema è stato non risolto (e vorremmo saperne il costo a carico di tutti) ma solo spostato sulla pelle di noi residenti. Qualcuno ci ha detto di mettere i dissuasori (che noi abbiamo da sempre). Gli uccelli sono troppi, intelligenti, affamati, imparano ad eludere reti e punte, ormai entrano senza paura nelle finestre aperte. Siamo sotto assedio e le leggi ci vietano quello che una volta era normale e che le amministrazioni di alcuni lustri fa avevano intrapreso con successo.

Nonostante l’impegno dei residenti che puliscono e lavano quotidianamente gli escrementi avicoli e molto spesso anche umani, nonostante l’abnegazione degli addetti alla pulizia (che puliscono) noi non siamo morti ma respiriamo ancora i miasmi degli escrementi, camminiamo nel guano e riceviamo visite indesiderate nelle nostre case al punto di obbligarci alle finestre chiuse anche d’estate.

Possibile sia tanto difficile obbligare i proprietari a chiudere i sottotetti? E ci risulta che quasi dappertutto ci sia lo stesso problema, anche in fabbricati comunali, per cui la strada scelta è stata a beneficio solo di chi ha installato i dissuasori, il vero problema è la quantità di questi volatili e che si offre loro un habitat protetto e sicuro, finchè non scoppia l’epidemia aviaria per sovraffollamento.

Un centro storico una volta ridente con tanti balconi fioriti negli anni ha trasformato i balconi in depositi di immondizia, secco o umido che sia, i bancali delle finestre sono carichi di guano la cui pulizia è una battaglia persa.
Ma qualcuno si ricorda che nell’amministrazione di una cittadina dovrebbe esserci posto per il benessere ed il decoro dei cittadini che la abitano?”.

Nazzareno Condina

 

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