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Sindaci uniti dopo l'assemblea:
"Unica voce su ponte, treni e sanità"
Incontri con Rfi e, forse, con la Grillo

Si è usciti dall’incontro di giovedì con la volontà di parlare all’unisono in ogni sede, di fronte a qualsiasi interlocutore, senza preclusioni politiche o partitiche. Per provare a risollevare un comprensorio ultimamente depresso.

SABBIONETA – Assemblea dei sindaci nella serata di giovedì a Sabbioneta, per fare il punto della situazione, sotto vari aspetti, del comprensorio Oglio Po: sanità e trasporti, in primis, hanno rappresentato le tematiche più importanti, come era prevedibile, anzi inevitabile. Erano presenti i sindaci di Casalmaggiore, Martignana, Piadena, Gazzuolo, Sabbioneta, Commessaggio, Casteldidone, Rivarolo Mantovano, Gussola, Bozzolo, Pomponesco, San Martino dall’Argine, San Giovanni in Croce, Solarolo Rainerio oltre ai vice sindaci di Spineda e Rivarolo del Re.

Si è partiti dai problemi legati al ponte chiuso, dalla scarsa rappresentanza ricordata dal sindaco di Commessaggio Alessandro Sarasini nei luoghi dove si prendono le decisioni, senza più un assessore in Regione o un sottosegretario al Governo, con Giuseppe Torchio, sindaco di Bozzolo, che nel suo excursus storico sui rapporti allacciati in passato ha ricordato però, come possibile sbocco ai piani alti, la provenienza casalasca pure dell’attuale vice segretario generale di Regione Lombardia, Pier Attilio Superti. Sul ponte in particolare è stato rimarcato, da Sarasini così come dal sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni e da quello di Piadena Ivana Cavazzini, l’opportunità di fare pressione per il passaggio delle strade provinciali ad Anas e, nel mentre, di monitorare i ponti vicini di Viadana, San Daniele e Dosolo. Anche perché i fondi ministeriali assegnati – se non impegnati in una gara d’appalto come accaduto, sin qui, solo per il ponte Casalmaggiore-Colorno – rischiano di andare perduti.

Si è parlato poi di linee ferroviarie, dalla Parma-Brescia alla Cremona-Mantova, con la Tibre legata ai treni bloccata, è stato detto, finché non verrà risolto il problema del tunnel al valico Pontremolese. A Milano presto salirà il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, che ha preso appuntamento per avere da Rete Ferroviaria Italiana risposte certe sugli investimenti previsti sulla Parma-Brescia, dopo di che verrà richiesto un incontro anche alla nuova governance di Ferrovie dello Stato.

Questione Oglio Po, inteso come ospedale dunque come sanità: i direttori amministrativo e sanitario Camillo Rossi e Rosario Canino hanno presentato una bozza scritta di 14 punti per il rilancio del nosocomio, al momento un documento ancora top secret nei contenuti. Ciò detto, il Punto Nascite dovrebbe chiudere a fine ottobre e al suo posto vi sarà la figura di una ostetrica che seguirà la gravidanza della donna pre e post parto, con accompagnamento nel Punto Nascite prescelto. Intanto prosegue il confronto con i sindaci della Val Seriana per valutare un eventuale coordinamento per un ricorso al Tar, spedendo intanto la lettera di diffida a Regione Lombardia, affinché sospenda la delibera di chiusura e chieda al Ministero della Sanità una nuova deroga con dati corretti per poter mantenere l’apertura.

Nel mentre il sottosegretario Fugati ha spiegato che al momento sul tavolo non sono giunte richieste da Regione Lombardia, motivo per cui in primis è necessario chiedere un appuntamento urgente direttamente a Roma dal Ministro Giulia Grillo. Da qui la volontà di coinvolgere anche i rappresentanti comprensoriali del Movimento 5 Stelle per una sorta di pass-partout o per facilitare il vertice. Se poi l’incontro dovesse saltare, ecco che il ricorso al Tar diventerebbe una soluzione più che probabile. Tornando alla stabilizzazione dell’ambito (oggi sperimentale) Oglio Po promessa da Gallera, a metà settembre sarà convocata una nuova assemblea dei sindaci per fare il punto. Ma intanto si è usciti dall’incontro di giovedì con la volontà di parlare all’unisono in ogni sede, di fronte a qualsiasi interlocutore, senza preclusioni politiche o partitiche. Per provare a risollevare un comprensorio ultimamente depresso.

G.G.

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