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Comitato TPT in Regione
in audizione: tanto ascolto, tre
punti cardine, (per ora) zero risposte

Un incontro insomma interlocutorio, che per il momento è servito ad esporre, nella speranza che qualche risposta in più giunta anche dal Pirellone, magari senza dover attendere troppo.

MILANO – Tanto ascolto, questo sì, anche se per il momento risposte poche. La speranza è che arrivino nelle prossime settimane e che siano legate ai fatti: ponte e treni, questi i due temi sul tavolo nell’audizione che il Comitato Treno Ponte Tangenziale, partito da Casalmaggiore con il presidente Paolo Antonini e con Giuseppe Zani, ha ottenuto – grazie al coinvolgimento di consiglieri regionali – a Milano nella sede di Regione Lombardia. Ad accompagnare Antonini e Zani, oltre a un buon malloppo di slide che hanno certificato la crisi del sistema Trenord per quanto concerne la ferrovia nel Casalasco, il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio e il consigliere provinciale di Cremona Rosolino Azzali. Ad attenderli a Milano i vari consiglieri regionali rappresentanti delle province interessate dal tema, con Matteo Piloni del Pd e Marco Degli Angeli e Andrea Fiasconaro del Movimento 5 Stelle (rappresentato pure da Stefano Capaldo per i 5 Stelle di Viadana e Casalmaggiore) che hanno preso la parola. Assente l’assessore Claudia Maria Terzi, un’assenza comunque prevista per come è concepita e strutturata la formula dell’audizione.

Tre i punti trattati, in un incontro abbastanza rapido e durato mezz’ora: il primo riguardante l’ordine del giorno approvato da Regione Lombardia affinché lo stesso Pirellone possa partecipare alla progettazione del nuovo ponte stradale che dovrà sorgere, al posto di quello per il quale i lavori di sistemazione dovrebbero partire nei prossimi mesi; il secondo invece legato al passaggio, necessario e possibilmente urgente, delle strade provinciali ad Anas: la giunta Maroni, è stato ricordato, aveva fondato una società costituita proprio da Regione e Anas per la gestione di queste strade, ma la stessa società è stata poi sciolta dalla nuova giunta Fontana. Dunque, quali sono le intenzioni oggi? Le Province, è evidente, da sole non riescono a supportare il peso di manutenzione e sistemazione e un aiuto da Regione e Stato sarebbe gradito. Terzo punto, evidenziato anche da Bongiovanni, l’errore che la Regione ha commesso quando non ha concesso lo Stato di Emergenza, dopo la richiesta dello scorso autunno che avrebbe potuto velocizzare le varie procedure per la sistemazione del ponte. Nulla di tutto questo e infatti dopo un anno si è arrivati soltanto al bando di gara.

Per quanto concerne la questione treni, il Comitato ha riportato vicende già ben note ai pendolari del Casalasco, ricordando come la Parma-Brescia sia tra le cinque peggiori linee d’Italia per disservizi. Da qui la richiesta che, tenendo conto di quanto la Regione sta provando a fare con Trenord, più volte castigata a parole e che potrebbe così perdere la concessione a breve, ha riguardato più in generale la curiosità legata proprio alle prossime mosse dell’assessore Terzi. Un incontro insomma interlocutorio, che per il momento è servito ad esporre, nella speranza che qualche risposta in più giunga dal Pirellone, magari senza dover attendere troppo. Perché la pazienza, nel Casalasco, per quanto riguarda le infrastrutture è messa più o meno come alcune delle travi del ponte di Casalmaggiore…

Giovanni Gardani

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