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Ponte di Viadana, lavori in alveo
alle pile: e sulla sponda reggiana
torna il senso unico alternato

Pali metallici, getti di calcestruzzi e incremento della sezione dei cordoli consentiranno di dare maggiore forza e sostegno alle pile, sollecitate oltre che dal traffico anche dalla presenza di detriti e tronchi trasportati dal fiume Po.

VIADANA – Negli ultimi tempi i disagi legati al traffico erano stati limitati. Ora però torneranno pure questi: da mercoledì fino al termine dei lavori (la data non è meglio precisata nell’ordinanza), infatti, torna sulla sponda reggiana in territorio di Boretto il senso unico alternato, per un tratto di circa 600 metri, regolato con impianto semaforico. Si prospettano dunque code e attese in particolare negli orari di punta, la mattina e nel tardo pomeriggio, quando il traffico sarà più intenso. Se i lavori che impongono il senso unico alternato sono, come detto, sul lato reggiano, ecco che altri lavori interessano quello viadanese.

Il ponte Viadana-Boretto, estremamente sollecitato dai mezzi che da Casalmaggiore si sono spostati su questa nuova direttrice stradale dopo la chiusura del ponte casalese, necessita infatti di manutenzione anche alle pile in alveo, ossia in acqua. Un intervento iniziato nelle scorse ore che, dopo la sponda reggiana del manufatto (sulla quale i lavori si sono concentrati un anno fa), ora coinvolge quella mantovana. Saranno, nel dettaglio, i sostegni delle campate navigabili ad essere messi in sicurezza.

Pali metallici, getti di calcestruzzi e incremento della sezione dei cordoli consentiranno di dare maggiore forza e sostegno alle pile, sollecitate dalla presenza di detriti e tronchi trasportati dal fiume Po. Poco a che vedere, dunque, con l’aumento del traffico e con i problemi legati al ponte chiuso di Casalmaggiore, tanto che questi lavori erano già stati assegnati qualche anno fa, in tempi dunque non sospetti: in totale la spesa sarà di 1,2 milioni di euro, messi a disposizione dalle due Regioni Lombardia ed Emilia Romagna. La Provincia di Mantova, invece, aveva consolidato il cemento armato delle pile in golena, dunque poggianti su terra e non in alveo, e di quell’intervento da 500mila euro parlammo al momento dell’inaugurazione e della fine dei lavori a dicembrte 2017.

G.G.

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