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I neuroni specchio di
Giacomo Rizzolatti nella
conviviale del Rotary CVS

le ulteriori conseguenze delle ricerche di questi ultimi vent’anni sono ancora tutte da immaginare, comunque straordinarie. Bocchi ha voluto insignire il prof. Giacomo Rizzolatti della Paul Harris Fellow, ennesimo riconoscimento per una carriera che tutto il mondo onora

Vent’anni di studi e ricerche, una candidatura al premio Nobel, una scoperta paragonata a quella del DNA: il prof. Giacomo Rizzolatti, scienziato di fama mondiale, è stato il prestigioso relatore la sera dell’8 ottobre del Rotary Club Casalmaggiore Viadana Sabbioneta. Insignito dei più prestigiosi premi e riconoscimenti, si è presentato con semplicità e affabilità, cercando di condensare in un intervento della durata di un’ora le straordinarie tappe delle ricerche condotte personalmente in collaborazione con i più quotati laboratori e scienziati internazionali, dal Belgio agli Stati Uniti, per approfondire le potenzialità di quei neuroni del nostro cervello (ma presenti anche in quello delle scimmie e di alcuni uccelli) che reagiscono nello stesso modo se fanno – o vedono fare! – una certa azione: bere, piuttosto che soffrire, ridere o provare disgusto.

In pratica, alcune zone del nostro encefalo si attivano con la stessa intensità sia che siamo noi stessi a provare una emozione o un’azione, sia che la vediamo provata, vissuta nella persona di fronte a noi. Empatia: termine che non può esaurire il significato profondo, ma che può darne un’idea; concetto da sempre percepito e messo in atto nel Teatro, in cui lo spettatore vede, e vive, e condivide gioie, dolori, pathos. Ebbene, grazie a Rizzolatti questa percezione, intuita da Sofocle in poi, è ora scienza, applicabile a 360 gradi su ambiti quali la filosofia, la religione, la psicologia, la psichiatria, l’etica, la medicina, e chissà quali altri campi. Rizzolatti ha mostrato test di laboratorio e risultati ottenuti, ha portato esempi, e cercato di spiegare alla luce delle sue teorie persino episodi di storia, dal Nazismo all’Isis, concetti che ben sono riassunti nel volume firmato con Corrado Sinigaglia “So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni specchio” (Raffaello Cortina Editore, assolutamente da leggere); e ha lanciato un messaggio: l’attenzione, l’empatia per il prossimo, come già descritto/prescritto nel Vecchio e nel Nuovo Testamento, ma anche nel messaggio di Buddha e di altre religioni, sono insite dentro di noi: io sono tu, e questo dovrebbe creare le basi e mantenere le fondamenta della società civile.

Il RC presieduto da Gianluca Bocchi ha potuto vantare un relatore così importante grazie alla collaborazione del prof. Stefano Passeri, amico e coetaneo (1937) di Rizzolatti; Passeri ha paragonato il balzo nella scienza compiuto dall’amico luminare a quello di Galileo Galilei. E non a torto: le ulteriori conseguenze delle ricerche di questi ultimi vent’anni sono ancora tutte da immaginare, comunque straordinarie. Bocchi ha voluto insignire il prof. Giacomo Rizzolatti della Paul Harris Fellow, ennesimo riconoscimento per una carriera che tutto il mondo onora.

La serata si è conclusa con le risposte che il neuroscienziato ha fornito alle domande poste da Passeri, dal presidente, da Mario Fazzi, Francesca Zavatto ed Elena Bocchi (possibili esiti della scoperta dei neuroni specchio su soggetti autistici o cerebrolesi, epilettici…); si era aperta con il commosso ricordo tributato da Gianluca Bocchi al socio onorario, vera colonna del Club, Giuseppe (Peppino) Grazzi, deceduto il giorno precedente.

Letizia Frigerio

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