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Treno fantasma, il racconto
di Elisa Delindati sulla
tratta del rimpianto

La monocarrozza non è mai partita coi pendolari a bordo, perchè le sue porte non si sono chiuse. I passeggeri sono stati invitati a scendere e a prendere il treno successivo delle ore 19:30

COLORNO – Stessa situazione raccontata stamattina, col monocarrozza che non si chiude e poi – dopo che sono scesi i passeggeri – si chiude magicamente e riparte. A raccontarla Elisa Delindati, di ‘Io Amo Colorno’.

“Ancora follie sulla “tratta del rimpianto”… – racconta Elisa – Siamo davvero stanchi di tutto questo… E oggi e domani scioperano pure… Con tutto il rispetto per i lavoratori che hanno il diritto di farlo per ottenere le migliori condizioni lavorative possibili, non è corretto causare l’ennesimo disservizio ai pendolari della “Parma – Brescia”, già duramente colpiti dalla lunga chiusura del ponte sul PO. Perchè siamo tanto adirati? cosa è successo?…

Bene, ve lo raccontiamo cercando di essere pazienti. Mercoledì sera il treno in partenza da Parma alle ore 18:13 e diretto a Brescia, si è presentato al binario con una sola carrozza “dell’era paleozoica”… La monocarrozza non è mai partita coi pendolari a bordo, perchè le sue porte non si sono chiuse. I passeggeri sono stati invitati a scendere e a prendere il treno successivo delle ore 19:30.

Fino a qui già la rabbia tra i pendolari e tra alcuni di noi del gruppo Amo Colorno, che eravamo lì a prendere il treno, dopo una lunga giornata di lavoro, stava iniziando ad esplodere come un vulcano in eruzione.

Abbiamo cercato di tranquillizzare gli animi già accesi dei presenti, ma quando dopo pochi minuti, sul treno da cui siamo scesi, le porte si sono magicamente chiuse e il treno è ripartito vuoto e verso l’ignoto; frasi di ogni genere e cori da stadio, si sono susseguiti senza sosta, fino all’arrivo del treno successivo…

Treno che noi membri del gruppo non abbiamo mai aspettato, perchè ci siamo recati in ghiaia a prendere l’Autobus per Colorno.

Insomma… Situazioni al limite della decenza. “Cara Trenord, devi ricordare, che a tirare troppo la corda, prima o poi si spezza…”. I pendolari non ce la fanno davvero più”.

Il servizio però sta migliorando. La regione ci sta pensando e lo stato sta facendo tutto il possibile. Difficile però arginare il fiume in piena a parole. Le parole della politica restano tali, video e frasi ad effetto che non cambiano niente: la situazione reale è questa. Una situazione ormai insostenibile.

Nazzareno Condina

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