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Punto Nascita, l'ultimo turno
in un reparto vuoto. E monta
anche la polemica sulla festa

Al momento resta l'attesa e la tristezza e resta la solidarietà di tanta gente comune che si autorappresenta. Gente che non ha smesso di credere nel miracolo e non ha nessuna intenzione di smettere di combattere

VICOMOSCANO – Si è chiuso questa notte, con molta tristezza, l’ultimo turno del reparto che per 25 anni ha visto nascere i figli di tutto il territorio. Il Punto Nascita, in attesa di un pronunciamento della giustizia, da questa mattina alle 6 non è più. Anna Stella Vicini ed Ornella Sacchelli hanno passato la notte tra i ricordi e qualche lacrima, nell’assoluto silenzio di un reparto ormai vuoto. Nessuno delle colleghe di lavoro le ha sostituite questa mattina alle 6, quando hanno smontato dal turno. “Sono le sei – scrive Anna Stella Vicini – Ornella se ne è appena andata dopo aver trascorso con me l’ultima notte. Non ha avuto nessun cambio dalle colleghe perché il reparto di ostetricia da oggi NON È PIÙ. È stato surreale. Nessun rumore, campanello, luci, profumo di caffè, consegna e chiacchiere, Isabella che ci dice: “Ciao ragazzeeeeeeee!!!!”. Solo un forte abbraccio e tante lacrime”.

Tante anche ieri le manifestazioni di vicinanza e solidarietà a tutto il personale del reparto del nosocomio casalasco. Tante anche questa mattina: “Così da oggi il nulla – scrive Luca Maffi – Un vero peccato. Sono passato di qui per rivedere quella porta, quella porta che per tre volte ho varcato per accompagnare mia moglie in sala parto. Quanti ricordi e quante emozioni. Lì in quell’ospedale perché nel punto nascite di Casalmaggiore eri a casa. Cancellerete i muri ma non riuscirete mai a cancellare i volti le emozioni e la dignità di un padre fiero di far nascere i suoi figli all’ospedale di Vicomoscano. Altro che #ciricorderemoalvoto… Qui non c’è differenza fra destra sinistra alto basso giallo verde rosso blu e chi ne ha più ne metta. Qui la politica ha perso tutta dal primo all’ ultimo perché non sono stati capaci di ascoltare di andare oltre la carta. Grazie a chi in questi anni ci ha assistito e coccolato in questi momenti in cui si celebra la vita. Ricordatevi però una cosa #ipapásonoingeniosi”.

Da registrare anche qualche polemica. La più pungente è quella sui festeggiamenti per il 25ennale del nosocomio Casalasco. Si è parlato di ‘ipocrisia’ da parte di chi non ha concesso al comitato di esporre lo striscione a difesa del Punto Nascite nella festa in piazza ed ha invitato sabato scorso la dirigenza dell’ASST di Cremona. In fondo non c’era un gran ché da festeggiare alla vigilia della chiusura del reparto d’eccellenza del nosocomio casalasco.

Ci si aspettava anche, e probabilmente, qualche dichiarazione in più della politica che ha scelto, salvo qualche eccezione, di mantenere un basso profilo sulla vicenda, a bocce ancora in campo. Resta infatti aperta l’ultima porta per cercare di invertire la decisione regionale: il TAR si pronuncerà il 14 sulla sospensiva, e potrebbe farlo già prima in quanto lo stesso avvocato Antonino Rizzo in nome dei 21 sindaci che hanno firmato il ricorso, ha chiesto di sospendere immediatamente la chiusura in attesa del 14 novembre.

Al momento resta l’attesa e la tristezza e resta la solidarietà di tanta gente comune che si autorappresenta. Gente che non ha smesso di credere nel miracolo e non ha nessuna intenzione di smettere di combattere.

Nazzareno Condina

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