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Ponte, il 5 dicembre l'udienza
al Tar per la sospensiva. Tre richieste
del Comitato alla Provincia di Parma

Tre i temi trattati, con Antonini che ha ringraziato Rossi per avere accolto in tempi brevi la richiesta di essere ricevuti, un buon segnale secondo l’avvocato casalese: in primis il discorso dei tempi del ricorso. Poi treni e progettazione del nuovo ponte.

PARMA – Fare domande e portare a casa, se non certezze, per lo meno qualche indicazione più precisa sui tempi tecnici che il ricorso al Tar promosso dalla Edil 2000 dopo l’assegnazione dei lavori di sistemazione del ponte stradale Casalmaggiore-Colorno, comporterà. Sì, perché alla fine, più che i tecnicismi, alla gente del Casalasco e della Bassa Parmense interessa sapere quante settimane e mesi in più di attesa e pazienza serviranno dopo questo ricorso.

Per questo motivo il Comitato Treno Ponte Tangenziale, col presidente Paolo Antonini, il vice Fausto Salvini e Giulia Vezzoni del direttivo in testa, si è recato mercoledì mattina a Parma, alla sede della Provincia, per un colloquio col neo presidente Diego Rossi, il quale proprio poche ore prima aveva assegnato i vari incarichi. A questo proposito ricordiamo semplicemente che il nuovo delegato alla Viabilità è Giovanni Bertocchi, mentre le Infrastrutture saranno seguite da Giuseppe Delsante.

Tre i temi trattati, con Antonini che ha ringraziato Rossi per avere accolto in tempi brevi la richiesta di essere ricevuti, un buon segnale secondo l’avvocato casalese: in primis il discorso dei tempi del ricorso, appunto. Il 5 dicembre a Parma si discuterà della richiesta di sospensiva dei procedimenti e dunque dei lavori. Se questa venisse accolta, lavori bloccati ed eventuale ricorso al Consiglio di Stato da parte della Provincia di Parma che andrebbe in discussione nel giro di due mesi. Queste le tempistiche, insomma. Se invece la sospensiva non venisse accolta, già dal giorno dopo la Provincia potrebbe fare partire i lavori, dato che tutti gli incartamenti sono pronti. In questo caso, dunque, entro la metà di dicembre al massimo cantiere aperto e sospiro di sollievo per molti.

Il presidente Rossi, sindaco di Borgotaro, si è detto poi molto vicino a un territorio di confine come il Casalasco-Viadanese, perché ben conosce la situazione, che è molto simile, in un’altra zona geografica, a quella di Borgotaro, essa stessa terra di confine con le problematiche e le opportunità (più le prime delle seconde ultimamente) che ciò comporta. In particolare sulle linee ferroviarie è stato chiesto alla Provincia di Parma di essere un po’ meno silente e di alzare la voce per i disagi enormi della Parma-Brescia. Rossi, ben comprendendo i problemi arrecati da questi disservizi, ha promesso di non mollare la presa.

Infine, terzo punto, il Comitato ha chiesto di fare pressioni affinché anche la Regione Emilia Romagna stanzi 500mila euro, così come ha fatto la Lombardia per iniziare a pensare chiaramente e con risorse adeguato al progetto di un ponte nuovo. Pure in questo senso sono arrivate rassicurazioni: pare infatti che da Bologna si stiano muovendo in tale direzione.

Giovanni Gardani

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