Cronaca
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Silvia racconta la tragedia di Ponteterra in tv A "Quarto grado" la sua verità

Qualche dubbio, nel mentre, emerge sulla decisione di fare tornare Silvia e i figli a casa a Ponteterra solo pochi giorni dopo il provvedimento restrittivo comminato a Gianfranco: “Perché Silvia è tornata a casa così presto?”

PONTETERRA (SABBIONETA) – Il caso della morte di Marco Zani, 11 anni di Ponteterra, approda anche sulle televisioni nazionali. Era pressoché inevitabile, anche se sembra un po’ stridere il contrasto tra la giusta richiesta durante il funerale del piccolo Marco di non inquadrare i famigliari e la decisione poi di narrare la storia in televisione in prima serata nazionale.

In ogni caso venerdì sera a “Quarto Grado” la vicenda è stata raccontare, senza fornire comunque alcun elemento vero di novità: l’unica vera notizia certa è che la mamma di Marco, Silvia, e gli altri due figli si trovano ora in un alloggio protetto, la cui ubicazione per ovvi motivi di sicurezza non viene rivelata. Decisione sacrosanta e attesa. I tempi della giustizia, si sa, sono molto lunghi e toccherà dunque aspettare per avere anche minime novità: le più importanti dovrebbero emergere dai rilievi dei Ris nella abitazione di Ponteterra, in via Torquato Tasso, dove l’incendio è stato appiccato e dove Marco Zani ha trovato la morte due giovedì fa.

Tornando alla trasmissione Mediaset di venerdì, condotta come sempre da Gianluigi Nuzzi, Silvia ha ricordato la minaccia, già nota ai suoi avvocati, del marito che aveva detto: “Vi brucio casa con voi quattro dentro” e poi ha raccontato alcuni particolari che confermano il rapporto ormai lacerato col padre: “Marco era buono e sensibile, Gianfranco voleva che andasse a vivere con lui ma lui non voleva perché il padre era un violento. Da lì lui ha capito di avere perso e ha messo in atto la sua vendetta” spiega la donna.

Dopo l’intervista di Marina Maltagliati, spazio ad alcune opinioni: secondo il criminologo Massimo Picozzi presente in studio, ad esempio, “l’unica strategia dell’uomo è sostenere che l’incendio era semplicemente un atto dimostrativo e che lo stesso fosse ignaro della presenza del bambino”. Anche di questo particolare si era parlato, e del resto Gianfranco ha sempre negato di essere entrato in casa.

Qualche dubbio, nel mentre, emerge sulla decisione di fare tornare Silvia e i figli a casa a Ponteterra solo pochi giorni dopo il provvedimento restrittivo comminato a Gianfranco (che non poteva avvicinarsi a più di 100 metri dalla casa): “Perché Silvia è tornata a casa così presto?” si sono chiesti i vari esperti in studio. In attesa comunque di prove certe è troppo presto per pronunciarsi. Facciamo nostro l’invito di don Claudio Rubagotti, parroco di Casalmaggiore, prima del funerale di Marco: “Evitiamo polemiche e sentenze”.

G.G.

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