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Torrione, qualcosa si muove:
fondi e bando nel 2019, cantiere
quasi certamente nel 2020

Tempi lunghissimi, quelli della Pubblica Amministrazione, ma stavolta se non altro per una buona causa: per il Torrione, infatti, viste le sue condizioni, siamo da tempo ormai alla fase dell'ora o mai più…

CASALMAGGORE – Qualcosa per il Torrione di Casalmaggiore finalmente si muove. E la vicenda è emblematica anche dei tempi lunghissimi, anzi elefantiaci, della Pubblica Amministrazione. Tutto partì, lo ricordiamo, da un bando promosso dall’allora Governo Renzi nel maggio 2016: Casalmaggiore e il Casalasco si mossero inviando diverse mail per promuovere appunto il Torrione dell’anno mille di via Vaghi per spingere lo stesso Governo a inserire l’opera in un piano di finanziamenti straordinari legato proprio ai beni culturali e artistici.

A fine 2017, poco dopo Natale, il regalo inatteso è giunto proprio da Roma: il Torrione, infatti, assieme anche ad altre due strutture in provincia di Cremona, a San Daniele Po e Romanengo, era stato finanziato con 1.5 milioni euro, il totale dell’operazione prevista dal progetto definitivo presentato dal comune di Casalmaggiore. Da allora il Governo è cambiato, i mesi sono passati e più nulla si è saputo della vicenda. Ad aprile 2018, in verità, subito dopo il cambio della guardia a Roma, un Decreto Ministeriale aveva spinto i comuni interessati dai futuri finanziamenti, a presentare la documentazione necessaria per mandare avanti l’iter burocratico e, di certo, anche per confermare l’attenzione ancora attuale dei vari comuni per i progetti presentati quasi due anni prima.

E’ di pochi giorni fa, invece, un passo probabilmente decisivo, finalmente: sulla Gazzetta Ufficiale, infatti, è stata pubblicata la richiesta ai comuni affinché facciano pervenire a Roma al Ministero dei Beni Culturali i progetti – che da definitivi devono divenire esecutivi, perché questa è la richiesta – entro sei mesi, dunque nel caso specifico entro la metà di maggio. Documenti che, assicura il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, sono già pronti e dunque verranno inviati assolutamente in tempo. Solo a quel punto, salvo intoppi che si spera non intervengano nel frattempo (ma nella politica non si sa mai…), si potrà finalmente dare il via al bando, mettendo in cassa un finanziamento indispensabile.

Insomma, tre anni da quel maggio 2016 per vedere il bando, in attesa poi del cantiere che, con i tempi tecnici, partirà presumibilmente nel 2020. Tempi lunghissimi, quelli della Pubblica Amministrazione, ma stavolta se non altro per una buona causa: per il Torrione, infatti, viste le sue condizioni, siamo da tempo ormai alla fase dell’ora o mai più…

Giovanni Gardani 

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