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Mario Pozzan, dal trasloco
alla donazione: al Museo
Diotti oltre 200 pezzi d'arte

Non solo: in quei 50-60 anni di attività, molti pezzi non sono di Pozzan, ma di alcuni dei suoi ragazzi, dato che Mario insegnava alle scuole medie di Casalmaggiore, dopo essersi diplomato al “Toschi” di Parma. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – E’ partito tutto da una mostra, l’antologica su Mario Pozzan realizzata a ottobre presso il Museo Diotti di Casalmaggiore. Anzi, a dire la verità, tutto è cominciato da un trasloco, quando Andrea Visioli, che opera nel settore immobiliare, aiutò Pozzan a vendere la sua casa atelier, trovando lì dentro uno scrigno di sogni e di opere d’arte.

Mario Pozzan oggi vive a Cremona, è nato a Modena, ma da quando aveva 6 anni e fino a pochi mesi fa ha vissuto a Casalmaggiore, ricordando come nell’inverno del 1960 la comunità casalese lo aiutò a ricostruire la casa di via del Lino che era andata in parte a fuoco. A presentare la donazione di Pozzan, che per certi versi chiude questo cerchio di generosità e legame al territorio, è stato lo stesso Pozzan, al fianco di Visioli, di Pamela Carena, assessore alla Cultura di Casalmaggiore, e di Roberta Ronda, direttore del Museo Diotti. Non era presente alla conferenza, ma ha contributo, Valter Rosa, curatore del Museo.

La selezione ha portato a ben 206 pezzi donati nel fondo Pozzan al Museo Diotti. Tutti selezionati con occhio critico, per intuire cosa risultasse davvero significativo. Un baule riempito e dentro tutto il percorso di Pozzan. Non solo: in quei 50-60 anni di attività, molti pezzi non sono di Pozzan, ma di alcuni dei suoi ragazzi, dato che Mario insegnava alle scuole medie di Casalmaggiore, dopo essersi diplomato al “Toschi” di Parma. Tra i pezzi più pregiati alcune piccole diapositive. Pozzan ha donato al Diotti il suo fondo e al comune invece il quadro “L’Angelo Caduto”. Un percorso, il suo, che sarà pienamente ricostruito, dopo la mostra di ottobre, all’interno del Diotti.

G.G.

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