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Festa dei Popoli, a Bellaguarda
un'Epifania col presepe multietnico
e il "gemellaggio" con Amatrice

Da segnalare come l’incasso del pranzo finanzierà il progetto “Casa Futuro - Centro Studio Laudato Si’”, scuola internazionale dei giovani presente proprio ad Amatrice, paese del Centro Italia tristemente noto per il terremoto che l'ha colpito due anni e mezzo fa.

BELLAGUARDA (VIADANA) – Un presepe multietnico, per lanciare la Festa dei Popoli. Una tradizione che a Bellaguarda, sotto la spinta della Comunità Laudato Si’, di don Paolo Tonghini con New Tabor, di Luigi Gardini del gruppo Noi Ambiente Salute e di Primo Barzoni, avanza con gli anni e risulta particolarmente significativa di questi tempi, in cui la convivenza tra popoli sembra essere particolarmente difficile.

La festa si terrà, dalle ore 10 alle ore 18.30 del giorno dell’Epifania, proprio a Bellaguarda, con la partecipazione della Condotta Slow Food Oglio Po, del Distretto Bio Casalasco Viadanese, della Consulta del Volontariato Viadanese, del Centro Intercultura di Mantova, dell’Associazione New Tabor, dei Circoli Acli della zona di Viadana e delle Parrocchie del territorio Viadanese. Alle 10 l’apertura degli stand per le vie del paese e la sacra rappresentazione dell’Epifania con il corteo dei Re Magi, alle 11.15 la messa in chiesa, alle 12.30 il pranzo a pagamento con prodotti tipici locali, che si sposeranno in tavola anche a pietanze e degustazioni multietniche.

Nel pomeriggio, invece, animazione per i bambini con il presepe vivente a partire dalle 14.30, mentre dalle 15.30 ecco la tavola rotonda dal titolo “Laudato Si’: una riforma reale per il nostro territorio”, con i saluti del Vescovo di Rieti monsignor Domenico Pompilio e la testimonianza di Maria Luisa Boccacci. La presenza da Rieti, e da Amatrice in particolare, segnerà un gemellaggio simbolico, ripercorrendo il legame con la Comunità Laudato Si’ presente proprio in Centro Italia. Alle 17 il Concerto dell’Epifania in chiesa, alle 18.30 vin brulè per tutti per chiudere la giornata. Da segnalare come l’incasso del pranzo finanzierà il progetto “Casa Futuro – Centro Studio Laudato Si’”, scuola internazionale dei giovani presente proprio ad Amatrice, paese del Centro Italia tristemente noto per il terremoto che l’ha colpito due anni e mezzo fa.

L’invito giunto agli organizzatori si rifà alla riflessione di Papa Francesco: “Lasciamoci interpellare dal Bambino nella mangiatoia, ma lasciamoci interpellare anche dai bambini che, oggi, non sono adagiati in una culla e accarezzati dall’affetto di una madre e di un padre, ma giacciono nelle squallide mangiatoie di dignità: nel rifugio sotterraneo per scampare ai bombardamenti, sul marciapiede di una grande città, sul fondo di un barcone sovraccarico di migranti”. Da qui la realizzazione del Presepe Multietnico, una tradizione consolidata a Bellaguarda, con la presenza di un barcone sul quale simbolicamente giace Gesù Bambino.

“Lasciamoci interpellare dai bambini – aveva detto sempre il Papa – che non vengono lasciati nascere, da quelli che piangono perché nessuno sazia la loro fame, da quelli che non tengono in mano giocattoli, ma armi. Gesù nacque rifiutato da alcuni e nell’indifferenza dei più. Anche oggi ci può essere la stessa indifferenza, quando Natale diventa una festa dove i protagonisti siamo noi, anziché Lui; quando le luci del commercio gettano nell’ombra la luce di Dio; quando ci affanniamo per i regali e restiamo insensibili a chi è emarginato”.

Ma il Papa ha confermato di prestare attenzione al senso più sincero del Natale: “Il Bambino che nasce ci interpella: ci chiama a lasciare le illusioni dell’effimero per andare all’essenziale, a rinunciare alle nostre insaziabili pretese, ad abbandonare l’insoddisfazione perenne e la tristezza per qualche cosa che sempre ci mancherà. Ci farà bene lasciare queste cose per ritrovare nella semplicità di Dio-bambino la pace, la gioia, il senso luminoso della vita”.

G.G.

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