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Socio-Sanitario, ecco l'ambito Casalasco-Viadanese e le competenze di ciascun attore

Casalmaggiore e Viadana come cardini. Bozzolo non afferisce all’area, viene precisato, restando aggregato all’ospedale di Asola, ma mantiene con la stessa, nella gestione del paziente post-acuto, un rapporto di tipo funzionale.

CASALMAGGIORE/VIADANA/BOZZOLO – Non vi è solo l’ospedale Oglio Po al centro della rivoluzione della sanità lombarda che ha cambiato non poche carte in tavola negli ultimi mesi. Anche il sistema socio-sanitario del comprensorio casalasco-viadanese, infatti, attendeva da tempo la delibera uscita nelle ultime ore che regola, citandole una ad una, le competenze dei tre punti cardine del territorio, ossia gli ospedali di Casalmaggiore e di Viadana e in seconda battuta di Bozzolo.

La delibera 1607 pubblicata il 2 gennaio con la firma di Luca Stucchi, ormai ex direttore generale dell’Asst di Mantova, presenta infatti la convenzione per il consolidamento della collaborazione gestione tra Asst di Mantova e Asst di Cremona, istituendo l’area territoriale socio-sanitaria interaziendale del Casalasco-Viadanese. L’Ats Valpadana mantiene il compito di verificare il raggiungimento degli obiettivi alla fine dei tre anni di attività previsti, che l’area si impone, mentre le due Asst avranno il compito di effettuare una verifica annuale.

La convenzione si propone di sviluppare integrazione e continuità nei processi di cura, riducendo così la frammentazione dell’offerta, di migliorare l’accessibilità ai servizi, di favorire lo sviluppo di assetti organizzativi che possano tendere alla prossimità, ossia alla vicinanza geografica (passando anche dalla creazione di Presidi Ospedalieri Territoriali), di ridurre le fughe fuori regione dei pazienti, perché quest’ultimo obiettivo renderebbe conclamato il buon servizio sul territorio.

I poli principali restano quelli di Viadana e di Casalmaggiore, che condividono le risorse assegnate e che offrono servizi differenziati. A Viadana si parla di Centro Psico Sociale, SerT, Consultorio, Assistenza Domiciliare Integrata, Poliambulatorio, Ufficio Protesica, Medicina Legale, Protezione Giuridica, Cup e punto di contatto, Ufficio scelta e revoca, Punto Prelievi, Struttura di riabilitazione generale e geriatrica con 30 posti letto che la Asst di Mantova intende modificare in degenza di comunità all’interno del Presidio Ospedaliero Territoriale di Viadana.

Lo stabilimento ospedaliero di Bozzolo non afferisce all’area, viene precisato, restando aggregato all’ospedale di Asola, ma mantiene con la stessa, nella gestione del paziente post-acuto, un rapporto di tipo funzionale. A tal proposito non manca il commento del sindaco Giuseppe Torchio: “Vorremmo qualche elemento più definito a livello degli investimenti per il POT di Bozzolo. E capire se la dotazione di un fisiatra all’Ospedale Oglio Po, per orientare alla riabilitazione specialistica a Bozzolo, sia il delirio di una notte di mezza estate oppure l’impegno registrato, per garantire a Bozzolo quell’accompagnamento a livello tecnico-scientifico e professionale, finora solo promesso nei roboanti documenti programmatici e mai attuata sul campo della concretezza. È venuto il momento che quanto promesso ufficialmente da Stucchi-Boscaini-Rossi trovi concreta attuazione per evitare la perdita di credibilità delle istituzioni e dei solenni impegni… sulla carta”.

A Casalmaggiore, invece, vi sono l’Unità Operativa di Psichiatria, il SerT, l’Unità Operativa Consultorio, l’Unità Operativa Integrazione e Valutazione delle fragilità, l’Unità Operativa gestione Cronicità, l’Unità Operativa Specialistica Ambulatoriale e l’Ufficio di Protezione giuridica. La direzione dell’area sarà composta da un direttore con incarico dirigenziale, un referente amministrativo e un referente assistenziale, questi ultimi entrambi con incarico funzionale.

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