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Canile di Calvatone, 2018 anno
positivo: 155 adozioni, 72 ospiti
rimasti, ma servono volontari

Attualmente restano all'interno della struttura 72 cani: alcuni molto anziani, altri pronti ad essere adottati. Non che i più anziani non lo siano (pronti all'adozione), ma difficilmente i nonnini riescono alla fine ad andare a casa

CALVATONE – Si chiude un anno sostanzialmente positivo per il canile di Calvatone. Positivo in termini numerici, anche se qualche problema permane, ma andiamo con ordine. Nel 2018 il saldo passivo è stato di 3 cani: 158 ingressi nuovi, 155 adozioni. Non tutte adozioni semplici: nell’anno che si è appena chiuso sono andati a casa anche nonnini, grazie al buon cuore delle famiglie che hanno deciso di venire in canile a scegliere un compagno di vita.

Attualmente restano all’interno della struttura 72 cani: alcuni molto anziani, altri pronti ad essere adottati. Non che i più anziani non lo siano (pronti all’adozione), ma difficilmente i nonnini riescono alla fine ad andare a casa. Anche in questo caso però qualche segnale positivo c’è: tra le ultime adozioni ci sono quelle di Nerone, 15 anni, andato a Novara e quella di Nemo, altro arzillo nonnino di 12 anni andato a Rovereto. Altra bellissima adozione andata in porto nell’anno che si è appena chiuso quella di nonno Leo. Senza dimenticare, ad inizio del 2018, l’adozione di Pesca: 13 anni passati in canile sino alla possibilità offerta da Stefano e Francesca di poter vivere il tempo che resta al caldo di una casa.

Anche sui decessi c’è una buona notizia: solo un esemplare morto, di malattia subentrata alla vecchiaia, nel corso del 2018. “Per una realtà piccola come la nostra – sottolinea Luca Malagola, volontario che si occupa della comunicazione web – situata a metà via tra le province di Cremona e Mantova, il numero delle adozioni rimane un risultato eccezionale”

Non sono tutte rose e fiori, e questo per chi lavora in un canile – purtroppo – è una costante. Le rinunce di proprietà, in tutto 35, sono in linea con quelle dell’anno precedente. In genere sono rinunce di proprietà legate al decesso di chi se ne prendeva cura: in genere (ed è purtroppo una costante) quando muore il proprietario difficilmente un familiare decide di tenere l’amico a quattro zampe. Sono i casi più tristi: cani che magari hanno vissuto una vita in una casa con una persona cara che si vedono, da un giorno all’altro, catapultati in una struttura che con tutta la pur buona volontà che i volontari possono metterci, resta sempre un canile.

In aumento gli ingressi di cani riconducibili alla caccia, come stabile rimane il numero dei cuccioli entrati in Rifugio, trovati o fatti trovare sul territorio. “Infine – sottolinea sempre Luca Malagola – emergono anche alcuni casi di cani entrati a causa di malagestione con episodi di aggressività, con acquisti di razze da parte di soggetti assolutamente non consapevoli che al primo problema non si fanno scrupoli a spedire il loro amico a 4 zampe in Canile”.

Infine il capitolo volontari: sono sempre troppo pochi coloro che decidono di dare un poco del loro tempo per gli animali. Ne servirebbero altri. I cani vengono assistiti 365 giorni l’anno. E vengono assistiti con passione, competenza ed amore dai volontari che si danno il cambio e che danno supporto al personale della struttura. Una struttura, quella di Calvatone, che assiste numerosi comuni convenzionati del cremonese e che cerca, per quel che è possibile, di fungere anche da supporto a progetti ed altre realtà territoriali impegnate sul versante della solidarietà.

 

Chiunque fosse interessato a dare una mano è invitato a rivolgersi al Canile di Calvatone (CR) – Aperti tutti i giorni dalle 14 alle 18, weekend compreso – Tel. 348/5929761. Altra peculiarità (che non è da tutti i canili): chiunque, in orario visita, può venire a rendersi conto degli ospiti e – perché no – magari innamorarsi di uno di loro per portarlo a casa…

Nazzareno Condina

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