Un commento

Casalmaggiore, la chiesa
diffonde la cultura della chiusura
e non quella della carità

Lettera scritta da Guido Sanfilippo (Casalmaggiore)
Caro direttore,
una semplice domanda rivolta soprattutto ai cristiani e agli uomini di buona volontà: vi pare giusto che l’Oratorio Maffei della Parrocchia di Casalmaggiore organizzi mercoledì 9 gennaio un “Incontro divulgativo con la cittadinanza in materia di sicurezza: truffe, raggiri e furti nelle abitazioni. Consigli per tutelarsi meglio” (così leggo sul volantino che ho ritirato all’uscita della Messa dell’Epifania), contribuendo così a diffondere la cultura della chiusura, del sospetto, del pregiudizio, quando di questi tempi sarebbe tanto più saggio ed evangelico promuovere la cultura della carità e della solidarietà verso il prossimo, in particolare quello che ha più bisogno perchè povero e straniero? Ha proprio ragione papa Francesco: molti “vanno in chiesa e poi vivono odiando gli altri”; meglio atei che ipocriti.
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Commenti
  • Lino Corradi

    Credo che Guido Sanfilippo abbia preso un abbaglio, o meglio si sia fatto prendere dalla fretta quando ha scritto la sua lettera. L’incontro promosso in materia di sicurezza contro truffe, raggiri e furti in appartamenti si colloca, a mio parere, in una meritoria politica di informazione e di prevenzione a favore soprattutto delle fasce più deboli della popolazione, ad esempio le persone anziane che vivono da sole. E’ indubbio che gli episodi citati, che un tempo si verificavano soprattutto nelle grandi città ed erano pressochè sconosciuti a Casalmaggiore, si stanno purtroppo facendo sempre più numerosi e frequenti. Per contrastare questo triste fenomeno si sono svolti in più occasioni incontri simili, in varie sedi oltre che nelle scuole, tenute anche dalle forze dell’ordine.
    Perchè leggere in tutto questo una diffusione della ”cultura della chiusura, del sospetto, del pregiudizio”?
    Perchè ”sarebbe tanto più saggio ed evangelico promuovere la cultura della carità e della solidarietà verso il prossimo, in particolare quello che ha più bisogno perchè povero e straniero”?
    Perchè un incontro che si prefigge di riuscire ad evitare episodi criminosi, sia pure di piccola criminalità, viene additato come promotore di razzismo?
    Il ”titolo” dell’incontro non cita nemmeno lontanamente stranieri o rifugiati vari, per cui mi pare che l’interpretazione datane da Guido Sanfilippo non sia per niente corretta.
    Perchè voler ricondurre tutto, sempre e comunque, alla ormai insopportabile e nauseante polemica ”immigrati sì – immigrati no” anche laddove di immigrati non si fa il benchè minimo cenno?
    Ripeto: credo che Guido, persona di cui ho molta stima, abbia agito un po’ d’impulso e abbia preso un abbaglio, perchè se così non fosse avrebbe espresso una opinione intellettualmente scorretta.