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Festa dei Popoli, tre anime
che si incontrano a Bellaguarda
nel segno del multiculturalismo

Ad accogliere i partecipanti il presepe etnico preparato dalle scuole, con Gesù in gabbia oppure nella stiva di un barcone… Un simbolo di questi tempi. Multietnica anche la rappresentazione vivente con la sfilata dei magi. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

BELLAGUARDA (VIADANA) – Un’anima ambientalista, un’anima religiosa e pure un’anima culinaria: nel segno dell’integrazione, del multiculturalismo e di un messaggio che – nelle letture, alcune ispirate anche a don Primo Mazzolari, nelle rappresentazioni con spirito teatrale, nella voglia di stare insieme e pure a tavola – favorisca l’incontro e non la divisione.

La Festa dei Popoli, del resto, celebrata nella domenica dell’Epifania a Bellaguarda, frazione di Viadana, da anni porta avanti questo percorso, unendo le forze e invitando diverse associazioni, come la Noi Ambiente Salute, la New Tabor, le Acli e tutto ciò che ruota attorno alle parrocchie viadanesi, senza scordare Slow Food Oglio Po, Distretto bio e consulta del volontariato. Primo Barzoni, Luigi Gardini, Mimma Vignoli e don Paolo Tonghini sono stati in prima fila in una domenica che ha portato alla fondazione della Comunità Laudato Si’ anche a Viadana, seguendo il messaggio di Papa Francesco che sta portando a creare queste comunità in tutta Italia, e ad un gemellaggio simbolico con Amatrice, provincia di Rieti.

Ad accogliere i partecipanti il presepe etnico preparato dalle scuole, con Gesù in gabbia oppure nella stiva di un barcone… Un simbolo forte e chiaro di questi tempi. Multietnica pure la rappresentazione vivente con la sfilata dei magi: provenienti dall’Africa del Nord o dall’Africa Nera, i ragazzi che hanno partecipato hanno letto vari testi, alcuni pure recenti di Papa Francesco, con un passaggio molto significativo di don Mazzolari: “A forza di mettere insieme Gesù Bambini di cartapesta, non vediamo più i bambini di carne. E’ davvero buono questo incantamento se ci distacca dal cuore di carne del Natale?” si chiedeva il prete di Bozzolo.

Il pranzo post messa ha riunito in tavola cotechino, zampone e lenticchie, ma anche zucca fritta, mostarda, formaggi e, avvicinando idealmente culture lontane, il cous cous, assieme al luadèl, pane tipico di Pomponesco. Cinquanta persone hanno preso parte al pranzo, mentre nel pomeriggio le parole sono servite a sottolineare i fatti, ossia l’impegno costante per adempiere al progetto iniziato con l’atto costitutivo della Comunità Laudato Si’ della città di Viadana. Un saluto molto gradito è giunto dal Vescovo di Rieti monsignor Domenico Pompili, mentre Maria Luisa Boccacci in rappresentanza della Diocesi reatina ha spiegato cosa fanno queste comunità, molte delle quali da anni attive in Italia.

Funzione di accoglienza, di assistenza, formativa e centro di sviluppo della filiera agro alimentare. Per cominciare, a Bellaguarda hanno favorito questo gemellaggio con Amatrice, se è vero che proprio nella cittadina colpita dal terremoto due anni e mezzo fa sorgerà, anche grazie all’aiuto giunto dalla zona Oglio Po, la Casa Futura – Centro Studio Laudato Si’ presso l’Istituto don Minozzi. Un percorso iniziato dopo l’incontro del Vescovo di Rieti con Carlo Petrini, fondatore di Slow Food Italia. E un progetto che, nella messa in rete, seguendo l’esempio già visto con Slow Food e il Distretto Bio, può portare lontano, facendo la differenza ora anche nel Casalasco-Viadanese. Più che un tramonto, una nuova alba.

G.G. 

 

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