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Motta Baluffi, quel consiglio
risicato e sempre a rischio
Delmiglio: "Non mi ricandido"

Di fatto, in seconda convocazione, bastano i quattro consiglieri di maggioranza (ricordiamo che il sindaco non fa numero legale), mentre in prima servirebbe la stampella di almeno due consiglieri di minoranza.

MOTTA BALUFFI – La buona notizia è che le elezioni sono alle porte anche a Motta Baluffi. Sì, perché la situazione nell’ultimo periodo è stata davvero paradossale. Andiamo con ordine: il comune Casalasco vive un momento amministrativo per il quale in consiglio comunale vi dovrebbero essere dieci consiglieri in tutto, sette di maggioranza e tre di minoranza. Il numero legale è dunque di sei unità, affinché la seduta possa svolgersi ed essere ritenuta valida.

Tuttavia la serie di defezioni all’interno del gruppo di maggioranza guidato dal sindaco Giovanni Delmiglio, con tante dimissioni messe a punto negli ultimi anni, ha portato al paradosso di esaurire le varie surroghe in lista, basandosi sulle preferenze ottenute nel 2014, e ad avere soltanto quattro consiglieri di maggioranza. Le ultime dimissioni sono state anche le più pesanti, quelle di Simone Agazzi, vicesindaco di Motta che però ora si candiderà a Voltido, dove si è trasferito, come primo cittadino. Ma la vicenda famigliare che ha dettato la scelta dello stesso Agazzi non nasconde un certo malcontento politico, con l’ex vicesindaco che più volte ha manifestato divergenze rispetto a Delmiglio e alla giunta. Agazzi, peraltro, è anche segretario di sezione, nel Casalasco, della Lega, e da molti era visto come futuro candidato sindaco di Motta. Potrebbe peraltro toccare a lui, proprio in qualità di segretario, fornire qualche indicazione in più sul da farsi e sull’eventuale nuovo candidato del gruppo leghista.

Tornando però alla situazione amministrativa attuale, l’ultimo consiglio dell’anno 2018 in prima convocazione, il 18 dicembre scorso, ha visto uno sviluppo singolare: da verbale solo il sindaco Delmiglio si è infatti presentato. Tutti assenti i consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza. Lo stesso sindaco spiega che si tratta di una prassi ormai consolidata negli ultimi mesi: “Purtroppo siamo un po’ corti con i numeri – precisa il sindaco – così, se non abbiamo la certezza del numero legale in prima adunanza, siamo costretti a ricorrere a questo escamotage, ritrovandosi in seconda convocazione dove il numero legale da sei scende a quattro”.

Di fatto, in seconda convocazione, bastano i quattro consiglieri di maggioranza (ricordiamo che il sindaco non fa numero legale), mentre in prima servirebbe la stampella di almeno due consiglieri di minoranza. Detto che, nel mentre, in Unione Municipia, che vede Motta Baluffi assieme ai comuni di Scandolara Ravara e Cingia dè Botti, tutto procede tutto sommato con tranquillità dopo gli screzi dello scorso anno quando proprio Motta disse no alla fusione, ecco che i rischi sono limitati, anche perché la vicinanza delle elezioni non rende nemmeno concreto il rischio di commissariamento.

L’unica scadenza da rispettare, ormai, è quella del 30 aprile col conto consultivo, ma quella data, in ogni caso, sarebbe comunque a ridosso delle nuove amministrative, che cadranno con ogni probabilità a maggio. A questa corsa Delmiglio non parteciperà, come ha fatto sapere, dunque non si ricandiderà. Nel mentre l’attività amministrativa va avanti senza scossoni, anche perché laddove il consiglio – quasi sempre convocato in seconda battuta – non arriva, su determinati servizi e funzioni può provvedere l’Unione Municipia.

Giovanni Gardani

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