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'Che aria tira', non buona. L'M5S
Viadana presenta la petizione
per la limitazione della formaldeide

Estremamente deludente l’assenza dei rappresentanti dei Comuni del Distretto Sanitario Casalasco/Oglio Po: presenti solo il sindaco di Pomponesco Giuseppe Baruffaldi ed il vicesindaco di Casalmaggiore Vanni Leoni

VIADANA – La formaldeide fa paura, e deve far riflettere. Agli organi competenti il compito di trovar rimedio ad un problema serio che interessa la salute di tutti i cittadini. Di questo  e di molto altro si è parlato a Viadana nell’incontro pubblico dal titolo Che Aria Tira’ promosso dal M5S di Viadana per presentare la petizione europea per la limitazione dell’utilizzo della formaldeide, che verrà discussa a Bruxelles il prossimo 22 Gennaio. Nutrita presenza di cittadini provenienti da divere aree del territorio Oglio-po/Casalasco, Reggiano e Parmense.

Estremamente deludente l’assenza dei rappresentanti dei Comuni del Distretto Sanitario Casalasco/Oglio Po: presenti solo il sindaco di Pomponesco Giuseppe Baruffaldi ed il vicesindaco di Casalmaggiore Vanni Leoni.

Ha aperto la serata Stefano Capaldo che ha spiegato la pericolosità della formaldeide, in quanto causa dell’insorgenza di patologie cancerogene di varia natura; proprio a fronte di tale pericolosità, la formaldeide è stata dichiarata nel 2016 dall’Unione Europea, “sostanza cancerogena certa”.

Per questi motivi si rende necessario superare le attuali restrizioni nell’utilizzo della formaldeide e vietarne completamente l’utilizzo, a favore di sostanze alternative non pericolose, che già vengono utilizzate in altri Paesi europei.

In questa direzione va la petizione europea inoltrata dall’associazione “Noi ambiente e Salute” e supportata, in sede di Commissione europea petizioni, dalla europarlamentare 5 Stelle Eleonora Evi.

Fondamentale sottolineare che questa azione non vuole porsi in contrasto con le aziende produttive del territorio ma, anzi, si propone di disegnare, in stretta collaborazione con le aziende stesse, un percorso volto a conciliare le esigenze dei piani industriali nel processo di riconversione degli impianti, i diritti dei lavoratori e la tutela della nostra salute e delle future generazioni.

Dr. MARIO FRANZINI

Ha illustrato i risultati dello studio preliminare condotto in collaborazione col biologo Spaggiari e l’ex tecnico di ARPA reggiana Busana, con lo scopo di evidenziare le ricadute della produzione di formaldeide nel territorio interessato dai due insediamenti industriali che la producono ed utilizzano (Viadana e Pomponesco), rapportando i dati rilevati con quelli di zone dell’appennino reggiano, solo marginalmente interessate dal fenomeno.

I rilevamenti hanno evidenziato una forte presenza del “marcatore cancerogeno”, non solo nell’aria ma anche nelle falde acquifere; il dr. Franzini ha infatti spiegato che la formaldeide si disperde nell’aria in forma gassosa ma, in parte, si lega all’umidità presente nell’aria stessa e ricade al suolo, venendo assorbita dal terreno e percolando nelle falde acquifere.

Gli effetti tossici certi della formaldeide sono riferiti solo a quella inalata; relativamente a quella ingerita, per ora, c’è solo il sospetto in quanto la quantità assorbita dall’organismo è ritenuta irrilevante ai fini patologici. Tuttavia, è importante tenere conto dell’“Effetto cocktail”: la presenza contemporanea di diverse tipologie di sostanze tossiche, anche se singolarmente in quantità non ritenute pericolose, può comunque dare origine a patologie cancerogene.

La forte concentrazione di formaldeide in Lombardia, oltre che dalle aziende produttive, è dovuta alla presenza di numerosi aeroporti. La formaldeide, infatti, viene generata anche come residuo dalla combustione del carburante degli aerei in volo (ecco spiegata la ricorrente presenza di “scie” aeree, numerose e persistenti).

Dobbiamo riconoscere che, anche se l’Organizzazione mondiale della sanità ha ritenuto di fissare limiti massimi di presenza di formaldeide nell’aria (1 microgrammo/litro, a fronte di una concentrazione costante rilevata in zona da 2 a 2,6 microgrammi/litro) ma non nell’acqua (ove la concentrazione è divesa), in Italia si è comunque voluto fare un passo in più; peccato che si sia presa in considerazione solo l’acqua dei pozzi (concentrazione rilevata 21 microgrammi/litro) e non anche l’acqua di superficie: dai rilievi dello studio preliminare, infatti, si è evidenziata la presenza di formaldeide nei corsi d’acqua della nostra zona (in particolare Pomponesco) in misura preoccupante.

Utilizzato, infatti, lo stesso principio seguito per definire la quantità massima tollerabile nell’acqua dei pozzi a 100 mt (si è preso a riferimento la quantità fissata per il benzene), posto che per l’acqua di superficie la quantità prevista per il benzene è di 50 microgrammi/litro, si è misurata una presenza di formaldeide fino a 1200 microgrammi per litro!

Le malattie sono il risultato del degrado ambientale, quindi la tutela dell’ambiente è diventata una vera emergenza sociale.

L’intervento si è chiuso con l’auspicio di una presa di coscienza decisa delle amministrazioni pubbliche, volta alla promozione di un monitoraggio efficace e puntuale delle emissioni di formaldeide e dello stato sia dei pozzi che delle acque di superficie. “Non ci mancano le Leggi e le Normative, oggi manca l’ETICA”.

LUIGI GARDINI

In rappresentanza di “Noi ambiente e salute”, che martedì 22 gennaio presenterà a Bruxelles la petizione insieme a Stefano Capaldo e Eleonora Evi.

“Nonostanze le preoccupanti risultanze delle indagini epidemiologiche “Viadana 1” e “Viadana 2”, negli ultimi 7 anni non è stata posta in atto alcuna prevenzione, e tutt’oggi, puntualmente, si registra l’assenza delle amministrazioni anche a questi incontri che danno sicuramente modo di prendere coscienza sempre maggiore della gravità del problema.

Non ha senso prevedere continui investimenti in cure palliative e Hospice e disinteressarsi completamente di prevenzione. E’ importante il lavoro fatto a livello regionale ed europeo, ma se manca l’impegno concreto dei sindaci del territorio, non si potranno certamente fare passi avanti concreti e siglificativi.

Vista la situazione di emergenza, auspico che entro la fine del 2019 venga trovata una sostanza sostitutiva alla formaldeide (così come fu fatto per l’amianto), e ne venga imposto l’utilizzo”.

ELEONORA EVI

Ha sottolineato la fondamentale importanza rivestita dall’impegno diretto dei cittadini, nella sensibilizzazione delle autorità europee ai problemi dei territori.
Utilizzando lo strumento delle petizioni, si porta a conoscenza dell’Europa di situazioni problematiche, di cui non sempre ci si può rendere conto a livello centrale, oppure che possono non essere correttamente valutate nella loro urgenza.

Relativamente alla petizione sulla formaldeide, essendo pervenuta poco tempo dopo il recepimento della dichiarazione di “cancerogenicità certa”

della sostanza, obbliga gli organismi comunitari a farsi carico del problema e, esperiti i diversi passaggi previsti, pervenire auspicabilmente ad una normativa restrittiva da estendere a tuti i Paesi membri (del resto in alcuni Paesi dell’Unione, è già ora bandito l’utilizzo di formaldeide nei processi produttivi).
Sono passaggi importanti, il cui esito non è certamente scontato, e proprio per questo è fondamentale che i cittadini, nel tempo, continuino a far pervenire inviti pressanti alla risoluzione del problema. Tra i vari passaggi, infatti, è prevista anche una fase di consultazione popolare, in cui la voce dei cittadini dovrà farsi sentire nel modo più forte possibile.
Entro la fine del prossimo mese di aprile si potrà avere una risposta definitiva su cosa fare della formaldeide.
Riguardo gli addetti al comparto produttivo, l’intero Parlamento europeo ha deliberato di abbassare i limiti del tempo di esposizione.
L’intervento si è concluso con l’auspicio e l’impegno, da parte degli europarlamentari 5 Stelle, di dare forza al “Limite di precauzione”, attualmente troppo poco tenuto in considerazione: si arriva sempre a dover prendere provvedimenti quando il danno è già fatto.
E’ fondamentale promuovere vere sinergie tra mondo produttivo e amministratori pubblici, per prevenire situazioni di emergenza o, almeno, sanarle in tempi brevi.

ANDREA FIASCONARO

Ha parlato dell’audizione in Commissione regionale Sanità, tenutasi qualche giorno fa, per acquisire i risultati della indagine epidemiologica “Viadana 2” ed esaminare gli obbiettivi ed i risultati sin qui raggiunti riguardo all’indagine epidemiologica “Viadana 3”.

Clamoroso il fatto che nel comune di Viadana si sia registrata una concentrazione di formaldeide nell’aria uguale a quella presente nell’area di New York!
Sono stati acquisiti i risultati dell’indagine e si sottolinea l’importante scadenza rivestita, nel 2019, dal rinnovo delle autorizzazioni AIA alle aziende presenti nel territorio: sarà l’occasione per prevedere limiti più restrittivi per le emissioni di polveri di legno e di fumi.

Inoltre, è stata segnalata la difficoltà incontrata nell’ottenimento dei dati da parte di ARPA; si è quindi stabilito di sollecitare opportunamente l’ente ad inviare questi dati alla Regione.

Si potrà inoltre rivedere il sistema delle infrastrutture viarie ed il ripristino della pipe-line del fiume Po, così da favorire un significativo decongestionamento del traffico pesante su strada.

Si portanno, infine, destinare investimenti sinificativi alle aziende, per supportarle nella ricerca di sostanze non pericolose in alternativa alla formaldeide.
“Il nostro impegno, a livello regionale, sarà massimo”.

DR. LUIGI GAETTI

“Pur essendo attualmente impegnato, come sottosegretario agli Interni, nell’ambito riguardante l’attività di contrasto alla mafia, come patologo mi sento particolarmente motivato a supportare, sia a livello locale che in sede parlamentare, l’attività in atto per porre rimedio concreto a questo problema così grave.

A livello tecnico/scientifico stiamo incontrando molte resistenze, per cui una significativa e costante mobilitazione popolare potrà dare la spinta necessaria per riuscire a migliorare la situazione”.

INTERVENTI

Sono quindi seguiti interventi di alcuni presenti, da cui è emerso che, purtroppo, il problema formaldeide si sta estendendo in modo preoccupante anche in zone fino a qualche tempo fa ritenute sicure. A Borgo Val di Taro, ad esempio vi sono bambini malati causa inquinamento da formaldeide; dobbiamo prendere coscienza che l’ambiente deve essere preservato ed i programmi produttivi, quindi, profondamente riconsiderati.

Particolarmente toccante la testimonianza di una signora, il cui nipotino di soli due anni è purtoppo deceduto recentemente a Mantova, a causa di una rarissima forma di sarcoma sviluppatasi durante la gravidanza. La causa, dopo studi mirati promossi dal prof. Veronesi, è stata ricondotta

all’inquinamento causato dall’incenerimento di rifiuti tossici provenienti da Seveso, dopo l’incidente alla Icmesa, una preoccupante quantità dei quali, riferisce, sarebbe tuttora immagazzinata in territorio mantovano. La signora ha rivolto un accorato appello per una seria presa di coscienza da parte delle amministrazioni pubbliche, al fine di non lasciare i cittadini in balìa di eventi così tragici, senza la minima forza di poter fare qualcosa per prevenirli.

L’appello è stato subito accolto da Eleonora Evi che ha espresso l’impegno di lavorare non solo sul fronte della salvaguardia ambientale ma anche riguardo al ruolo che la Giustizia può rivestire nell’azione di prevenzione, perseguendo con decisione i crimini che vengono compiuti in questo ambito, prevedendo inoltre, anche per questa tipologia di reati, una riduzione drastica della misura della prescrizione.

Altri interventi, inoltre, hanno nuovamente rimarcato la gravità della assenza delle amministrazioni comunali, in particolare di quella viadanese, che oltretutto, sollecitata da una interrogazione dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, ha voluto minimizzare i preoccupanti risultati comunicati in uno studio realizzato recentemente dall’ATS Valpadana, da cui emerge, relativamente al territorio e, in particolare, del comune viadanese, un netto incremento di patologie respiratorie, cardiache ed oncologiche a carico sia di adulti che di bambini, nonché di aborti spontanei.

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