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Teatro Casalmaggiore, la donazione
dei fratelli Micheli e un'antica
storia dietro quei palchi

Tra le famiglie nobili impegnate nella costruzione del Teatro, dodici in tutto, ci fu anche quella dei Longari Ponzone, originaria di Rivarolo del Re, che però all’epoca, nel 1782 appunto, era ancora una frazione di Casalmaggiore.

CASALMAGGIORE – Formalmente è soltanto la donazione di un palco del Teatro Comunale di Casalmaggiore: in realtà dietro questo atto, certificato nell’ultimo consiglio comunale di Casalmaggiore, vi è una storia che ci consente si riportare l’orologio del tempo all’indietro, analizzando quella che era un’usanza ormai andata perduta e che si può rintracciare, ad esempio, nelle chiese, quando spesso sui banchi in legno troviamo cognomi di chi ha donato, mediante un aiuto economico, gli stessi banchi.

Quando il Teatro Comunale venne edificato nel 1782 (nulla a che vedere con la riqualificazione e la ristrutturazione che ha portato alla nuova vita del Teatro di via Cairoli nel 1989), era infatti usanza che tra i finanziatori vi fossero anche nobili famiglie di Casalmaggiore: queste pagavano una parte del teatro in costruzione e in cambio ricevevano un palco, sul quale potevano vantare un diritto. Di fatto la famiglia e i suoi discendenti potevano utilizzare quel palco quando lo desiderassero per assistere a spettacoli o incontro in quell’ambiente.

Tra le famiglie nobili impegnate in quell’opera, dodici in tutto, ci fu anche quella dei Longari Ponzone, originaria di Rivarolo del Re, che però all’epoca, nel 1782 appunto, era ancora una frazione di Casalmaggiore, lungi dal diventare comune, dato che il passaggio si ebbe nel 1915. Oggi gli eredi di quel ramo sono i nipoti Michele e Anna Maria Micheli, che dopo nove passaggi di proprietà hanno ereditato, appunto, il palco numero 7 del primo ordine, di fila a sinistra.

Una delle due richieste avanzate dagli eredi – entrambi sono notai di professione – è un riconoscimento ai donanti e ai loro eredi per quanto concerne quantomeno la prelazione sugli acquisti dei biglietti dei singoli spettacoli con riferimento a quelli in vendita per il palco donato. L’altra richiesta è di porre a cura e spese degli stessi Micheli una targhetta commemorativa che rammenta il dono del palco al Comune di Casalmaggiore. In sé, come detto, un semplice atto formale, che però scopre una parentesi storica non così conosciuta e che, di fatto, oltre ad aprire squarci nuovi (vi sono ancora 5-6 palchi che hanno questa caratteristica), consente di sondare un passato, a suo modo, ricco di fascino. Intanto, andando più sul concreto, la proprietà di quel palco passa al comune di Casalmaggiore.

G.G.

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