Cronaca
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Pepabou Davide Persico: il nome al neonato racconta una storia di integrazione e riconoscenza

Pepabou Davide Persico, per la precisione, mantenendo nel nome la tradizione camerunense e unendo la riconoscenza per chi ha aperto le porte a questa famiglia. “E’ davvero una bella soddisfazione” commenta il sindaco di San Daniele. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

SAN DANIELE PO – Una storia di riconoscenza che prima ancora è stata di integrazione. E’ la storia di Pepabou Davide Persico, il bimbo nato nelle scorse ore presso l’ospedale dell’ASST di Valle Olona a Busto Arsizio: un nome curioso, molto particolare, così come singolare è del resto la vicenda che porta alla sua nascita e soprattutto al nome che i genitori decidono di donargli.

Martel Talefo e la moglie cinque anni fa arrivano a San Daniele come richiedenti asilo dal Camerun e vengono affidati a una cooperativa proprio del paese al confine tra casalasco e cremonese. Qui conoscono il sindaco Davide Persco, che li aiuta e consente a Martel di fare lavori socialmente utili, che riescono ad integrare l’uomo e la sua famiglia nella realtà locale e italiana. Una famiglia che, nel mentre, si arricchisce: nasce la prima bimba, che va all’asilo proprio a San Daniele, dopo di che Martel accetta di passare nel cosiddetto SPRAR in provincia di Varese, dove ottiene il permesso umanitario con asilo politico. Nel varesotto Martel e famiglia restano in contatto con Davide Persico, che infatti è aggiornatissimo sulla loro situazione: “Hanno frequentato corsi di formazione di lingua italiana e non solo. Ora sono riusciti a prendersi una casa in affitto e Martel ha pure un lavoro. Ha pure preso la patente. Una storia di integrazione pienamente riuscita” spiega Persico.

E’ di poche ore fa l’ultimo lieto evento, l’arrivo di un bambino, secondogenito della famiglia Talefo, che porta il nome di Davide Persico. Pepabou Davide Persico, per la precisione, mantenendo nel nome la tradizione camerunense e unendo la riconoscenza per chi ha aperto le porte a questa famiglia. “E’ davvero una bella soddisfazione” commenta il sindaco di San Daniele, che ha subito postato la notizia della nascita del bimbo che porta il suo nome su Facebook.

Peraltro, in passato, un’altra famiglia di richiedenti asilo, proveniente dalla Nigeria e oggi spostatasi in Belgio, ma passata anche da San Daniele, diede al proprio primogenito il nome del comune cremonese, ossia lo chiamò Daniel, dato che il bimbo nacque proprio all’ospedale di Cremona, prima che la famiglia si trasferisse in Nord Europa. Adesso con Pepabou Davide Persico la storia si ripete, in modo in un certo senso più clamoroso perché poco ortodosso rispetto ai nostri canoni. Ma poco importa: la riconoscenza, a volte, è anche un semplice atto di coraggio… E la storia di Pepabou Davide Persico può cominciare con una solida vicenda di umanità alle spalle.

G.G.

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