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Ambientalisti, TAV e CR-MN
unite da un particolare:
entrambe opere inutili

Questi due progetti, notoriamente ideati e sbandierati sulla base di dati (merci, passeggeri e veicoli) iper gonfiati, fanno parte dello stesso mitico “corridoio Lisbona-Kiev”, che ad oggi è un semplice tratto di penna sulla carta geografica

Un no netto e deciso contro la TAV e la Cremona Mantova opere – secondo i comitati ambientalisti, ugualmente inutili. Un comunicato a firma Coordinamento Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre – WWF Cremona – Salviamoilpaesaggio – Noi Ambiente e Salute – Associazione Persona Ambiente – Legambiente Cremona – Ambientalisti Lombardia – Acli Casalmaggiore – Condotta Slow food Oglio Po Lega di Cultura di Piadena – CreaFuturo per le energie rinnovabili Cremona – Comunità “Laudato Sì” città di Viadana – Arcibassa Gussola è stato diffuso con le ragioni degli ambientalisti.

“Fatte le debite proporzioni – si legge nel documento – esiste un filo rosso che, da circa 20 anni, lega le vicende di due grandi opere come il TAV (la cui storia è trentennale) e l’autostrada Cremona-Mantova: la loro conclamata inutilità. L’esito dell’analisi costi-benefici sul Tav Torino-Lione è chiaro: nel migliore dei casi si arriva a un effetto negativo (sbilancio tra costi-benefici) di 5,7 miliardi; nel peggiore si sfiorano gli 8 miliardi; in quello “realistico” si arriva a 7 miliardi tondi. L’impatto ambientale sarebbe devastante, soprattutto in rapporto alla mancanza di una vera domanda di traffico, e in presenza di una linea ferroviaria, quella esistente, fortemente sottoutilizzata.

Quanto all’autostrada Cr-Mn, il presidente di Infrastrutture Lombarde spa (la società regionale per le grandi opere) ha recentemente dichiarato: “…si va verso la revoca del contratto, in quanto non è stata risolta la sostenibilità finanziaria. Dalla Regione sono stati stanziati (?) 108 milioni, ma ne servirebbero 488 (di milioni). In ogni modo, posto che si trovasse la somma mancante, l’introito del pedaggio non giustificherebbe l’investimento”.

Questi due progetti, notoriamente ideati e sbandierati sulla base di dati (merci, passeggeri e veicoli) iper gonfiati, fanno parte dello stesso mitico “corridoio Lisbona-Kiev”, che ad oggi è un semplice tratto di penna sulla carta geografica.

Un bluff decennale, che, se vedesse la luce, costituirebbe uno spreco di denaro pubblico con pochi precedenti, nel primo caso; sulla scia del pessimo esempio della Bre-Be-Mi, nel secondo caso.

Entrambe le opere, inoltre, come altre ugualmente inutili, continuerebbero a drenare risorse che, se meglio impiegate, servirebbero al potenziamento della rete ferroviaria e stradale esistente, con effetti immediati, positivi e diffusi, e non rimandati al 2035/40 con costi ambientali ed economici insostenibili.

In attesa che, come già avviene in paesi come la Germania, la cultura del fare i conti sulle opere si affermi anche nel nostro paese, una domanda sorge spontanea quanto retorica: per l’interesse di chi si ostinano a difendere l’indifendibile?

Deturpare una vallata e una pianura a forte vocazione agricola a costi pubblici miliardari è sicuramente un buon investimento per le imprese appaltatrici, non certo per il Paese.

redazione@oglioponews.it

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