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Pronto soccorso ginecologico,
solo reperibilità: CNC non ci sta,
"Disattese le promesse fatte"

"Chiederemo, a breve, un Consiglio Comunale Aperto da farsi magari in Auditorium insieme al Listone che già si è detto favorevole. Inviteremo il nuovo direttore ed i vertici aziendali, che vengano a spiegare ai cittadini il perché di questa ennesima scelta"

CASALMAGGIORE – Reperibilità notturna (dalle 20 alle 8) e festiva per il pronto soccorso ginecologico all’Oglio Po, disagi ulteriori per le donne spesso costrette a spostarsi per godere dell’assistenza di una figura professionale e di un servizio fondamentale e – non ultimo – il disagio mai spentosi dopo la chiusura del Punto Nascita del nosocomio casalasco viadanese. Dopo la protesta registrata ieri e riportata da Oglio Po News di alcune donne che lamentavano il fatto di doversi fare 44 km in caso di necessità, scoppia la polemica.

Ad accendere la miccia CNC, Pierluigi Pasotto, Calogero Tascarella e Mirca Papetti: “Siamo sconcertati – hanno spiegato ieri – perché nonostante la chiusura del Punto Nascite non siano state mantenute le promesse che erano state fatte. Gli accordi non erano questi: si era detto che nonostante la chiusura del Punto Nascite tutti gli altri servizi sarebbero continuati. Abbiamo registrato anche noi i casi di diverse signore costrette ad andare a Cremona o Guastalla. E la cosa più incredibile è che nessuno abbia avvisato e spiegato i motivi della scelta”.

Secondo il gruppo politico è necessario fare qualcosa: “Chiederemo, a breve, un Consiglio Comunale Aperto da farsi magari in Auditorium insieme al Listone che già si è detto favorevole. Inviteremo il nuovo direttore generale Giuseppe Rossi ed il direttore sanitario Rosario Canino ed i vertici aziendali, che vengano a spiegare ai cittadini il perché di questa ennesima scelta. Dopo tutte le promesse fatte non si vedono i risultati e non è giusto. La situazione, nel casalasco, è tornata ad essere quella di 50 anni fa. Noi comunque non vogliamo arrenderci alla chiusura del Punto Nascite e alla riduzione dei servizi e magari proprio in sede di consiglio, avanzeremo una nostra proposta studiata con il Comitato a Difesa dell’Oglio Po”.

La proposta al momento resta Top Secret. “Questo è comunque, agli inizi del 2019 – conclude CNC – il modello di sanità lombardo, quello che viene presentato come eccellenza e che di fatto vede ridursi i servizi per il cittadino. E’ giusto che i vertici aziendali vengano a spiegarci il perché, e che lo facciano davanti ai cittadini stessi. Le cose non sono cambiate dopo le promesse fatte, promesse peraltro, e non solo per quanto riguarda ostetricia e ginecologia, non mantenute. Non ci arrenderemo”.

Nazzareno Condina

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