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San Martino, Emilio
Maffezzoli, con la tua morte
se ne va un'epoca

Lettera scritta da Roberto Basché

Egregio Signor Direttore,

rattrista la scomparsa del signor Emilio Maffezzoli, anni 97, combattente nella seconda guerra mondiale, internato in Germania e per lungo tempo fornaio a San Martino dall’Argine. Sarà difficile non immaginarlo più passare per il paese inforcando la sua bicicletta dalla quale dispensava saluti a tutti, con quella giovialità e socievolezza che solo lui riusciva ad esprimere. Con Emilio Maffezzoli se ne va un’epoca caratterizzata dalla tragedia della seconda guerra mondiale, lutti e distruzioni rese ancora più aspre dalla follia razzista. Quella era un’epoca in cui le guerre segnavano ogni generazione e si ripetevano da secoli tra i Paesi europei. Dopo il 1945 in Europa è emersa la consapevolezza, che la guerra non può essere lo strumento per redimere i conflitti, da questo hanno avuto origine le istituzioni europee e si è affermata la pace per 75 anni. Un lungo periodo di serenità, nonostante i problemi. Purtroppo, oggi siamo spettatori del risorgere in Europa dell’odio razziale contro l’ebreo e lo straniero. Riecheggiano propositi di scontro tra Stati, vediamo rialzare muri e udiamo l’invocazione di dazi doganali. I tempi cambiano, così i bisogni, per questo vanno riformate le leggi e le istituzioni. Tutto ciò é possibile con il dialogo e non imponendo la sovranità di uno Stato sull’altro, ma neppure incolpare l’Europa dei problemi interni al nostro Paese per nascondere la carenza programmatica di chi propugna questa politica. Presto si andrà alle elezioni europee, e dovremo farlo con lo spirito di chi è consapevole che le istituzioni del nostro continente si possono riammodernare, superando le carenze oggi esistenti nella politica comunitaria. Dobbiamo votare con lo spirito di chi vuole costruire un più avanzato riconoscimento dei diritti, pari opportunità e dignità delle persone, rafforzando giustizia sociale in tutto il continente. Ricordando Emilio Maffezzoli, ci auguriamo che mai più nessuno abbia da rivivere le tragedie che lui ha conosciuto.

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