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Francesca Cerati ha danzato
nell'ombra. Sold Out per il Comunale:
serata carica di emozioni

Nel turbinio di emozioni, vissute sul palco e dal pubblico, Francesca ha danzato ancora una volta. Ha richiamato in teatro in due serate 600 persone, ha dato modo a Mia di avere garantite terapie per lei fondamentali

CASALMAGGIORE – La danza, ancora una volta, ha trionfato. Nel ricordo di Francesca, dei suoi passi così vicini alla perfezione da essere luce ogni volta che – per qualche strano gioco del destino, tornano a farsi vita su un palco. Ieri Francesca danzava nell’ombra. Lo ha fatto con la freschezza dei giovani artisti di Grosseto, ragazze di ogni età che hanno cantato e ballato sulle note del musical. Lo ha fatto con le amiche di sempre, le ragazze di Nilla Barbieri. Davvero intense ‘Le stanze’ messe in scena, in una di quelle stanze c’era pure la memoria di Francesca. Una prova che mostra ancora una volta il livello tecnico di una scuola di danza – quella casalasca – che davvero ha fatto passi da gigante e continua in uno straordinario percorso ricco di emozione. Lo ha fatto con gli amici e le amiche di Artemis danza, e non ci sono davvero parole per descrivere la loro prova, un estratto dal Barbiere di Siviglia senza tregua, che ha ipnotizzato il pubblico (sold out anche ieri sera) e che ha dato la sensazione davvero anche a chi la danza non la mastica di essere di fronte a qualcosa di unico, di speciale, di immenso.

Intensa anche la prova di Tommaso Cerati che ha voluto ricordare la sorella per come sa fare lui, chitarra e voce, qualche imperfezione perdonabile dovuta all’emozione ma tanta intensità e tanto coraggio. Non era semplice ricordare Francesca a due anni dalla sua partenza verso l’altrove. Non era semplice farlo perché il ricordo della giovane artista Casalasca è ancora vivo, è ancora fortissimo, è ancora un segno – insieme leggero e pesantissimo – che mescola dolore, energia, sorriso, coraggio, emotività, passione, tristezza, angoscia, positività.

Nel turbinio di emozioni, vissute sul palco e dal pubblico, Francesca ha danzato ancora una volta. Ha richiamato in teatro in due serate 600 persone, ha dato modo a Mia di avere garantite terapie per lei fondamentali. Ha danzato anche Mia, in braccio al suo papà. Non ha smesso di muoversi seguendo la musica. Francesca c’era. Francesca è stata protagonista di quei gesti, di quel movimento che ha colpito e commosso.

Lo spettacolo è stato un costante omaggio a tutti i valori in cui Francesca Cerati si ritrovava. Non solo la danza, per lei fondamentale. Ma la solidarietà – quella per Mia -, la socialità e la leggerezza, quelle respirate a pieni polmoni in una Fastassa in cui i dolci di Naima – tradizioni berbere – hanno trionfato in mezzo a tanta gente che si è incontrata, ha scambiato parole ed emozioni, ha incrociato sorrisi. Non solo la danza, ma quel senso di profondissimo rispetto ed amicizia che ha pervaso platee e palchi, strada e quinte. Che ha pervaso tutti.

Merito di Vincenzo e Laura. Non ce l’ha fatta mamma Laura, così come era nel suo intento iniziale, a ringraziare al microfono e si è mischiata nel forte abbraccio e nelle lacrime finali di tutti. Merito di Tommy che ha preso in mano le redini e ricordato la sorella, la sua vita e i suoi valori. Merito di Francesca che – due anni dopo – continua a smuovere coscenze, ad essere dentro a tante iniziative di solidarietà che portano la firma sua e dei suoi passi.

Merito soprattutto di Francesca che continua, leggera come vento, a danzare nell’ombra facendosi luce.

Nazzareno Condina

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