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Del Giudice disse: "Tutto
a Casalmaggiore". Così si è
realizzato il suo ultimo desiderio

Lo stesso Rosa ha garantito che presto si studierà un luogo ancora più consono e adatto ai percorsi del Museo per tutte queste opere, che concretizzano il grande realismo del pensiero culturale di Del Giudice. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – Si intitola Asilo ed Esilio ed è l’ultimo dono di Piero Del Giudice alla sua Casalmaggiore. Sì, perché la frase che Piero, intellettuale che ha sbranato la vita politica e culturale italiana prima di spegnersi a Milano a 78 anni, ripeteva spesso era proprio questo: “Tutto a Casalmaggiore”. E allora ecco che il suo lascito – 48 opere in totale di artisti per lo più italiani e della ex Jugoslavia, che Piero aveva imparato ad apprezzare in un costante rapporto di amore e odio, con qualche lite che però alla fine rendeva l’amicizia più sincera – adesso sono lì, in Sala Rossari del Museo Diotti di Casalmaggiore. Un centinaio di persone, con il mondo politico e culturale della Casalmaggiore di oggi e di ieri, ha assistito ad una cerimonia semplice, alla quale hanno preso parte anche i famigliari e le sorelle di Piero, oltre alla vedova Adriana Grippiolo cui si deve, assieme agli amici casalaschi, l’idea di questo evento.

Per il comune erano presenti il sindaco Filippo Bongiovanni e l’assessore alla Cultura Pamela Carena, oltre a Roberta Ronda, che cura il Museo Diotti ed è stata lodata per la sistemazione delle opere. Immancabile poi Valter Rosa, che ha ricevuto da Adriana Grippiolo uno dei migliori complimenti che un critico d’arte possa ottenere. “Le sue capacità sono pari alla sua modestia” ha detto la vedova di Del Giudice. Tanti sono giunti da lontano, la vedova Del Giudice ha ricordato in particolare Francesco, Claudio e la nipote preferita di Piero, Natascia Rubinic, a sua volta artista, alla quale si deve una donazione particolare: la stessa, infatti, ha scelto di regalare al Museo Diotti un’opera che lo zio Del Giudice aveva donato a lei, rispettando in questo modo in pieno la sua volontà.

Anche la stessa Adriana Grippiolo ha donato una natura morta, mentre Greg Taccola, amico di Piero, ha preso la parola assieme a Valter Rosa, col quale ha contribuito ad allestire lo spazio espositivo. “Parlare della mostra è parlare di Piero” ha detto Taccola. Rosa, invece, ha parlato della difficoltà per la sistemazione di tutte le opere perché effettivamente queste meritano, prima di lasciarsi andare a una battuta e un ricordo d’affetto per Del Giudice. “Mi ha rotto tanto le scatole in vita e me le rompe ora anche da morto, costringendomi a studiare una giusta collocazione della sua collezione di grande valore”.

Lo stesso Rosa ha garantito che presto si studierà un luogo ancora più consono e adatto ai percorsi del Museo per tutte queste opere, che concretizzano il grande realismo del pensiero culturale di Del Giudice. Tra le persone ringraziate anche il professor Guido Sanfilippo, amico di Piero, che ha favorito l’incontro tra Rosa e Grippiolo. Per l’occasione pure gli artisti Gianna Zanafredi e Brunivo Buttarelli hanno donato due opere al Museo. Ma tutti gli amici Casalaschi sono stati ricordati, con una frase di Adriana Grippiolo, che è stata la chiosa perfetta dell’evento: “Vorrei abbracciarvi uno ad uno per esprimervi la mia gratitudine”.

Giovanni Gardani

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