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Capriolo investito in pieno
centro a Casalmaggiore:
soccorso all'alba all'Isola Bella

Il capriolo probabilmente è risalito dalla zona Lido Po, dopo di che è stato quasi certamente investito: dove? Non all’Isola Bella, stando a una prima ricostruzione abbastanza sommaria, ma poco prima, forse in via Baldesio. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – Qualche macchia di sangue e la vetrina colpita e quasi sfondata, giusto alla fine della prima parte di via Favagrossa, quella che da piazza Garibaldi porta al Duomo di Santo Stefano a Casalmaggiore, dunque in pieno centro, laddove inizia la cosiddetta Isola Bella. Mistero? Se tale è stato, si è risolto subito: ma nel modo più insolito. A colpire la vetrina, infatti, è stato un capriolo. Proprio così: non è una novità la presenza di questi animali selvatici più vicini alle città, ma sin qui – almeno in territorio casalese e casalasco – si era parlato di avvistamenti in zona golenale o di campagna, dunque abbastanza periferica.

Stavolta invece il capriolo è arrivato fino a 50 metri in linea d’aria da Piazza Garibaldi, il centro di Casalmaggiore per antonomasia. Il capriolo probabilmente è risalito dalla zona Lido Po, dopo di che è stato quasi certamente investito: dove? Non all’Isola Bella, stando a una prima ricostruzione abbastanza sommaria, ma poco prima, forse in via Baldesio o forse appena sotto l’argine maestro. Fatto sta che l’animale è poi riuscito comunque a correre e, attraverso Vicolo Chiozzi, a sbucare alla cosiddetta Isola Bella: qui l’animale è stato ritrovato accasciato, ferito ma ancora vivo.

Erano le 6.30 del mattino di giovedì e pochi testimoni hanno assistito alla scena, pensando inizialmente all’investimento di un cane di media taglia, ma non scattando fotografie, anche perché impegnati nei soccorsi. Una cittadina di Casalmaggiore ha così contattato il Cras, Centro Recupero Animali Selvatici, di Calvatone, con due esperti che sono intervenuti portando l’animale proprio nel centro casalasco: lo stesso ha riportato escoriazioni alle corna, un arto probabilmente spezzato ed è stato curato dal servizio veterinario dell’ATS Valpadana e da due membri del Cras, come detto, che hanno immobilizzato l’animale sopra un lenzuolo, per tranquillizzarlo e poterlo trasportare. La vetrina colpita e scheggiata, qualche goccia di sangue e parte del pelo perso nello scontro sulla vetrina laterale del negozio Montecchi restano come testimonianza dell’insolito fatto.

N.C.-G.G.

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