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Comitato TPT, la risposta
a Diego Rossi: "Monitoraggio
fondamentale"

Riteniamo che la Provincia di Parma, così come tutti gli altri enti, debba rendere conto che il proprio operato venga svolto in conformità all’interesse pubblico, ai cittadini e agli utenti dei servizi più che alla autorità anticorruzione o alla magistratura contabile

CASALMAGGIORE – Risponde – il Comitato Treno Ponte Tangenziale – al presidente della Provincia di Parma Diego Rossi. E lo fa in maniera decisa.

“La relazione finale sulle risultanze delle indagini e indicazione sulle modalità di intervento del Ponte sul Po tra i comuni di Casalmaggiore e Colorno” commissionata dalla Provincia di Parma e redatta in data 19.10.2017 dall’ing. Fabio Scaroni, a pag. 26 afferma: “Si ritiene indispensabile che il progetto preveda di installare un sistema di monitoraggio in remoto che consenta l’immediata limitazione dei carichi e/o la chiusura del ponte, all’insorgere di deformazioni eccessive nelle strutture dovute all’evolversi del degrado in atto al fine di garantire la sicurezza degli utenti. (la sottolineatura è del progettista)…..”I sensori è preferibile che vengano dotati di rete di trasmissione dei dati wireless in modo tale che il monitoraggio avvenga da remoto”…(pag. 27) .”L’importo del sistema di monitoraggio può stimarsi complessivamente in circa 25.000</30.000  €/anno” (pag. 28 relazione ing. Scaroni.

Le considerazioni del progettista incaricato dalla Provincia di Parma sopra citate, visto che non siamo tecnici,  ci hanno portato a ritenere che “per garantire la sicurezza degli utenti” fosse, come scrive il progettista ,“indispensabile” il posizionamento del sistema di monitoraggio contestualmente alla realizzazione dell’opera. Oggi apprendiamo invece dalle parole del Presidente della Provincia di Parma che per i sistemi di monitoraggio si può attendere… poichè “non  indispensabili per la riapertura del ponte”.  Ci limitiamo a considerare (da non addetti ai lavori quali siamo)  che le affermazioni del Presidente della Provincia di Parma appaiono diverse  rispetto alle valutazioni tecniche del progettista incaricato dalla Provincia di Parma, ing. Scaroni.

L’obiettivo del Comitato è ottenere al più presto la riapertura del ponte in condizioni di sicurezza garantendo  la ripresa della circolazione e, nel contempo, pensando alla progettazione del nuovo ponte sul fiume Po; nonché ad assicurare condizioni dignitose del servizio ferroviario della linea Parma-Brescia (che riesce, invece  soltanto a conseguire e confermare, negli anni, il primato della peggiore linea ferroviaria d’Italia; anche grazie all’assenza di interventi da parte degli enti locali, oltre che per il disinteresse di Regione Lombardia e Governo) .

Ogni altra polemica partitica, dal sapore pre-elettorale,  non ci interessa e non ci riguarda.

Ci ha pertanto meravigliato la polemica del Presidente della Provincia di Parma nei confronti del Comitato che ha sempre manifestato un atteggiamento collaborativo verso l’ente locale.

Non abbiamo mai richiesto di avere preventive informazioni dalla Provincia.  Riteniamo che la Provincia di Parma, così come tutti gli altri enti pubblici, debba rendere conto che il  proprio operato  venga svolto in conformità all’interesse pubblico,  in primo luogo ai cittadini e agli utenti dei servizi più che alla autorità anticorruzione o alla magistratura contabile. Questo insegna la Costituzione.

Siamo ben felici che i lavori di ristrutturazione proseguano speditamente e, insieme a tutti i pendolari, contiamo i giorni che mancano alla riapertura.

Certamente sarebbe stato auspicabile che i rappresentanti dei consigli regionali si fossero prodigati per assicurare la dichiarazione di stato di emergenza richiesta dai consigli comunali di Casalmaggiore e Colorno che, invece, non è stata sostenuta dalle Regioni Lombardia e Emilia Romagna. La dichiarazione di stato di emergenza avrebbe assicurato  di sveltire l’opera di ristrutturazione del ponte che, invece, ha comportato ben 18 mesi (sino ad oggi) di chiusura  per consentire lo svolgimento delle procedure previste dalla legge appalti e per  la difficoltà di affrontare ben due giudizi cautelari al TAR e al Consiglio di Stato. Il tutto per realizzare lavori della durata di tre/quattro mesi! Così come sarebbe certamente più opportuno che i rappresentati di partiti che hanno responsabilità di governo nazionale si prodigassero per accelerare il trasferimento all’ANAS della strada “Asolana”, compreso il ponte sul Fiume Po di Colorno Casalmaggiore,  e si impegnassero a reperire risorse per la progettazione e realizzazione del nuovo ponte sul fiume Po tra Colorno e Casalmaggiore, dato atto che lo stesso progettista (salvo smentite), ha ritenuto che, anche con gli interventi di ristrutturazione in corso, la durata del ponte non potrà essere superiore a dieci anni”.

redazione@oglioponews.it

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