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Kick Boxing che passione,
Gussola patria di questo
sport per una domenica

A Gussola domenica è giunto un pullman di atleti persino da Catania, mentre altre società si sono aggregate all’evento da San Marino, dal Piemonte e dalle più svariate regioni italiani: 500 in totale gli sportivi coinvolti. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

GUSSOLA – Gussola capitale della Kick Boxing per un giorno: un evento eccezionale, che ha richiamato nel Palatenda Ghidetti ben 500 atleti da tutta Italia. Le qualificazioni – quinta edizione in totale – per i Campionati Italiani IAKSA hanno portato infatti a Gussola i migliori atleti dello Stivale nelle varie discipline che rientrano sotto l’egida della Kick Boxing: non a caso erano presenti il presidente nazionale ASI Alex Lottici, assieme al vice Luca Alberini e ai consiglieri Silvio Martani e Giuseppe Udeschini, peraltro tutti della zona Casalasca e Cremonese, coadiuvati nell’organizzazione dalla coordinatrice nazionale per il Kick Boxing ASI Lorena Bortot e dal vicepresidente di IAKSA Paolo Gherardi. Pure il Coni ha presenziato con la delegata casalasca Daniela Panizzi, che ha portato il saluto di Oreste Perri e Tiziano Zini, presidenti regionale e provinciale per Cremona, mentre per il comune non è mancata la partecipazione di Giancarla Bosoni, consigliere comunale, che ha portato il saluto del sindaco Stefano Belli Franzini.

Un evento non così banale: si pensi infatti che la tappa di Gussola ha sostituito quella di Milano, perché logisticamente il piccolo paese casalasco, per meriti anche organizzativi di chi a livello locale porta avanti questa disciplina – magari poco conosciuta dal grande pubblico ma che muove un buon numero di sportivi – è stato ritenuto più idoneo a reggere una giornata così intensa. Gare no stop, in pratica, dalle ore 9 alle ore 17, con un susseguirsi di incontri suddivisi per categorie in base all’età e al sesso e per disciplina, con il mondo della Kick Boxing, che ha varie sfaccettature da analizzare e sviluppare, interamente rappresentato.

Uno sport spettacolare e in qualche caso pure coreografico, con un dettaglio sempre rimarcato da chi promuove le arti marziali in genere: il primo interesse, al di là del lato sportivo, è per l’autodifesa, affinché le varie mosse e i vari movimenti di base che qui si imparano non vengano mai utilizzati per offendere, fuori dalla palestra e oltre il percorso di gare, ma prima di tutto per difendersi, appunto.

Pur trattandosi di uno sport di contatto, infatti, è giusto rimarcare come non sia mai venuto meno il fair play tra i concorrenti, come del resto le arti marziali – parenti strette della nobile arte del pugilato – impongono. E come ricordato, in avvio, dallo stesso Lottici. A Gussola domenica è giunto un pullman di atleti persino da Catania, mentre altre società si sono aggregate all’evento da San Marino, dal Piemonte e dalle più svariate regioni italiani. Non è mancata nemmeno la possibilità di assistere a sfide miste uomo-donna, a conferma di un’attività a 360°.

Giovanni Gardani

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