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La guerra di Foedus. Caleffi, Vaccari e Vezzoni a Galli: "E' un mantenuto, paghi alla svelta i 20mila euro"

"Il gallo perde i capelli, le piume ma non i suoi vizi: scorrettezza, doppiezza, imbroglio, assenza di trasparenza che diventano metodo, modus operandi di chi spaccia esempio di buon padre di famiglia" spiegano nel durissimo attacco i sindaci di Foedus.

RIVAROLO DEL RE/SPINEDA/CASTELDIDONE – Un documento duro nei toni e nella sostanza, che riassume la vicenda dal punto di vista dei comuni di Rivarolo del Re, Spineda e Casteldidone, che attendono ora la penale da 20mila euro (è stato lo stesso sindaco di Rivarolo Mantovano Massimiliano Galli a quantificarla come tale) dopo l’uscita del comune virgiliano dall’Unione Foedus. “A fronte delle dichiarazioni rese dal sindaco di Rivarolo Mantovano in merito alla chiusura “tombale” della questione relativa all’uscita dall’Unione Foedus ci preme fare alcune precisazioni, per senso di responsabilità e soprattutto per rispetto della verità dei fatti”.

A scrivere sono Davide Caleffi, sindaco di Spineda e quest’anno sindaco dell’Unione Foedus, Pierromeo Vaccari, sindaco di Castelddione, e Marco Vezzoni, sindaco di Rivarolo del Re. “Ripercorrendo le tappe, l’Unione Foedus ha intrapreso l’azione legale nei confronti del Comune di Rivarolo Mantovano presso il Tribunale Ordinario di Mantova a ottobre 2017 nella convinzione che il recesso deliberato dal Comune – per quanto legittimo – comportasse l’applicazione della penale, come previsto dall’art. 6 dello Statuto dell’Unione nel rispetto della “ratio” della vigente e recente legge regionale lombarda che, nel riconoscere contributi alle Unioni, intenderebbe contestualmente garantire la stabilità del soggetto beneficiario che, proprio perché facente parte di un Unione, di quella specifica unione, ha avuto accesso a risorse altrimenti non percepibili. Nel caso specifico parliamo di un valore di “penale” di circa 46.500 Euro, pari al 20% dei contributi percepiti dall’Unione nell’esercizio 2015, essendo stata approvata la delibera di recesso nel maggio 2016 ma prima del temine dei 10 anni dalla sottoscrizione del nuovo statuto”.

Ma c’è ci più. “Oltre a questo, in fase di azione legale, l’Unione chiedeva al Comune di Rivarolo Mantovano il pagamento di circa 25.500 euro, quale quota residua del mutuo (dell’importo complessivo di Euro 100.000 oltre interessi) contratto dall’Unione Foedus nel 2013 per un periodo di 5 anni per il finanziamento delle infrastrutture informatiche a suo tempo già installate ed operative e per i servizi di connettività già erogati dall’Unione e quindi beneficiati anche dal Comune di Rivarolo Mantovano. Le due questioni “cubano” insieme circa 72.000 euro”.

“Fin dai primi approcci – tra gli avvocati – fu evidente – spiegano i tre sindaci – che il mutuo acceso nel 2013 (quando Galli, come ha spesso precisato, non era amministratore del Comune di Rivarolo Mantovano) era a carico dell’Unione, punto e basta: eravamo nel pieno degli anni del “patto di stabilità” e del taglio dei trasferimenti, per cui l’unico soggetto che poteva fare interventi, accedere a contributi e fare mutui era l’Unione. Allora, ossia nel 2013, nel fare le delibere non si è guardato ad altro che a costruire un sistema informativo unico per i quattro Comuni per cui non c’era nelle delibere alcun cenno di “rivalsa” se qualcuno fosse uscito dall’Unione. Le delibere sono state fatte solo “guardando avanti” nell’ottica del costruire, senza pensare che qualcuno avrebbe rinnegato il beneficio. Ma purtroppo le carte cantano e l’onere rimane in carico all’Unione Foedus: da qui ne consegue che non c’è giuridicamente alcun spazio per poter avanzare questa richiesta di rimborso. Per cui, per farla breve questa parte dell’azione legale si è dimostrata fin dall’inizio molto debole da sostenere ed è stata accantonata. Purtroppo a ciò si andava affacciando il fatto che il caso giuridico di uscita di un Comune da una Unione non avesse precedenti in giurisprudenza e anche questo rendeva incerta la situazione. Pertanto, viste le numerose incertezze, l’Unione ha accettato l’accordo transattivo secondo cui il Comune di Rivarolo Mantovano riconosce all’Unione Foedus 20.000 euro”.

“Nell’accordo transattivo, firmato dal sindaco del Comune di Rivarolo Mantovano e dal Presidente dell’Unione Foedus, si legge che l’Unione, con la sottoscrizione dell’accordo – prosegue lo scritto – rinuncia al giudizio pendente innanzi al Tribunale Civile di Mantova (art. 2.1) e rinuncia a promuovere qualsivoglia azione nei confronti del Comune stesso finalizzata al recupero della quota parte del mutuo contratto dall’Unione nel 2013 per il finanziamento delle strutture informatiche imputabile al Comune medesimo (art. 2.2). Dall’altro lato all’art. 3 si legge che il Comune di Rivarolo Mantovano si impegna a corrispondere all’Unione l’importo di 20.000 euro. Punto! Sorprende l’insistenza del sindaco Galli nel dire, come nel Consiglio Comunale di approvazione del Bilancio di previsione 2019 in cui i consiglieri di minoranza hanno chiesto il rinvio del Consiglio stesso per mancanza della disponibilità degli atti all’ordine del giorno, che questi 20.000 euro sono la quota del mutuo informatico: non c’è scritto da nessuna parte, è una sua libera interpretazione e soprattutto una comoda “copertura”. Nella realtà essendo il mutuo stato fatto dall’Unione senza possibilità di rivalsa sui Comuni beneficiari del servizio, i 20.000 euro nulla hanno a che fare con il mutuo informatico, ma sono – ed è evidente – la metà della penale da noi richiesta. A dire il vero un po’ meno, perché riconoscere meno del dovuto è sempre stato un abile gioco del Comune di Rivarolo Mantovano e dei suoi legali:
• sono usciti in data 1.01.2017 ma hanno continuato a “stare attaccati” ai servizi e alla rete informatica dell’Unione per alcuni mesi senza riconoscere nulla ma anzi dicendo che era ferraglia;
• sono usciti in data 1.01.2017 ma Galli e il suo assessore esterno hanno reso i telefoni cellulari, di proprietà dell’Unione, mesi e mesi dopo l’uscita;
• sono usciti in data 1.01.2017 ma hanno pagato i costi di competenza ante uscita la bellezza di 2 anni dopo, nel febbraio 2019 (anzi marzo come spieghiamo più avanti) anche in questo caso mettendo insieme sconto sulla penale e sui costi di fatture ed oneri di loro competenza”.

“Un caso emblematico – scrivono poi i tre sindaci – è che fino a fine febbraio 2019 il telefono della vigilessa è rimasto intestato all’Unione e non è stato mai possibile fare il passaggio a causa di “questioni amministrative” facenti capo al Comune di Rivarolo Mantovano nei confronti di Vodafone che hanno bloccato la voltura delle utenze: solo un piccolo disguido tecnico, certo, scusate!!! E prima di questo, quanto lavoro per “pulire” le nostre fatture di diversi numeri che l’Amministrazione di Rivarolo Mantovano, dal profondo della sua conoscenza della macchina amministrativa, neppure sapeva di avere… Questi sono solo alcuni esempi, dei numerosi atti compiuti da chi continua a dire che opera “da buon padre di famiglia”. Sicuramente farebbe meglio a dire che opera “da mantenuto”. Ci sono voluti due anni e il coinvolgimento di legali per approvare un accordo di rimborso delle spese già pagate dall’Unione per Rivarolo Mantovano prima del recesso… Già, perché chi se ne va, lo fa in allegria, senza alcun onere gestionale: tanto i contratti di servizi e forniture sono intestati all’Unione, chi se ne frega! Tanto le fatture da pagare sono intestate all’Unione: per rimborsarle c’è sempre tempo! Per ogni rimborso, l’Unione ha dovuto rendicontare euro dopo euro, centesimo dopo centesimo, ogni singola attività coinvolta, mentre Rivarolo Mantovano stava a guardare e ad aspettare i conti che ha pagato dopo oltre 2 anni di prospetti e di infantili contestazioni”.

“E’ sicuramente più gratificante – prosegue l’attacco – spendere soldi per fare mostre al Palazzo del Bue o tenere le risorse per “la bella vita” piuttosto che accantonarle in appositi fondi (“Fondo spese potenziali” piuttosto che “fondo spese legali – contenziosi”), incuranti, prima che dei principi contabili, della diligenza del buon padre di famiglia. Tanto si possono fare i debiti fuori bilancio, qualcuno li coprirà. Succede poi che finalmente ci si accorda fra uffici Ragionerie per pagare reciprocamente i propri conti pregressi: giorno prestabilito il 28 febbraio; ci si scambiamo i numeri del mandato di pagamento, per poi scoprire che mentre i mandati dell’Unione Foedus sono stati inviati prontamente alla tesoreria e risultano accreditati da giorni, Rivarolo Mantovano si è preso i suoi tempi, poverino, impiegandoci giorni per la trasmissione alla banca con il risultato che l’Unione riesce a vedere dopo oltre due anni i suoi soldi (oltre 50.000 euro), maggiori chiaramente di quelli pagati alla controparte, esattamente mercoledì 14 marzo: due settimane dopo il “click day” condiviso. Il gallo perde i capelli, le piume ma non i suoi vizi: scorrettezza, doppiezza, imbroglio, assenza di trasparenza che diventano metodo, modus operandi di chi spaccia esempio di buon padre di famiglia”.

“Tornando ai 20.000 – insistono Caleffi, Vaccari e Vezzoni – l’accordo transattivo costituisce innegabilmente il riconoscimento di un “dare” da parte del Comune di Rivarolo Mantovano e di una “penalizzazione” a suo carico; poi ciascuno dia a questa somma il nome che vuole per giustificarsi agli occhi dei propri cittadini, tanto la sostanza non cambia. Faccia bere Galli ai suoi cittadini ciò che vuole o ciò che riesce a far loro deglutire. Certo, per l’Unione Foedus la somma appare piuttosto “simbolica” rispetto al danno ricevuto, ma intanto c’è un onere a carico di Rivarolo Mantovano che dovrebbe far riflettere i suoi cittadini: 20.000 euro non rappresentano certo il costo sostenuto per garantire servizi per oltre 6 mesi a chi voleva uscire e già tesseva nuove tele! 20.000 euro non esprimono il danno e la beffa di vedere chi ha deciso di uscire usare ancora per mesi reti, connessioni, computer, server e cellulari intestati all’Unione quando invece dal 31/12/2016 doveva restituire tutto e “staccare” ogni spina. 20.000 euro non esprimono quanto è stato fatto dall’Unione per riassestarsi, ristrutturarsi, per ridefinire competenze ed attività ad uffici unici che sono stati spaccati in due dall’uscita di Rivarolo Mantovano dopo anni di lavoro per costruire, assegnare competenze e ruoli. A questo punto i 20.000 accordati sono esclusivamente l’accettazione di una parte della penale che costituisce per l’Unione una parziale restituzione dell’onere previsto dallo statuto: non esiste altro tipo di ragionevole interpretazione. Certo, rimane la questione di principio, ma portarla avanti avrebbe significato nuove spese legali che non ci sentiamo di caricare sulle nostre comunità. Speriamo a questo punto solo che prevalga, o meglio scenda dal Cielo, il senso di responsabilità tanto usato nei proclami e che non passino altri 2 anni anche per ricevere questi 20.000 euro, come successo per i debiti scaduti dall’1/1/2017 e pagati a fine febbraio 2019, anzi il 14 marzo 2019”.

“Infine – conclude lo scritto – facciamo notare che ci sono alcune cose che ci lasciano molto perplessi e mettono in evidenza evidenti contraddizioni comportamentali del Comune di Rivarolo Mantovano e dei suoi amministratori. Sorprende il fatto che nella nuova Unione con Bozzolo, qualcuno vedendo con chi si andava ad apparentare, ha fatto approvare importi di penale ben superiori, probabilmente con uno zero in più dei 20.000 dell’accordo transattivo e abbia voluto far esplicitare chiaramente nello statuto che se qualcuno si sogna di uscire continuerà a pagare le rate dei mutui accesi durante il periodo in cui era in Unione… Questo atteggiamento biforcuto è sorprendente; una cosa, una situazione non è una cosa “stabile”, sempre quella ma può ruotare di 180 gradi fino a capovolgersi a seconda delle situazioni: per cui o siamo di fronte all’applicazione della teoria del relativismo liquido o all’icona della meschinità.Sorprende che recentemente la gara per i servizi educativi fatta dalla nuova Unione con Bozzolo l’abbia vinta la Cooperativa Gulliver di Modena, la stessa che collabora da anni con Foedus fin dai tempi di Galli e anche prima: allora non andava bene la proposta educativa portata avanti da Foedus con Gulliver, c’erano dei problemi sul servizio educativo e questa “balla” era nelle lista delle motivazioni espresse per giustificare l’uscita dall’Unione. Adesso Galli non si oppone al fatto che l’abbia vinta la stessa cooperativa. Dica allora chiaramente che il suo problema sul servizio educativo era far fuori la sorella di Milani, colpevole solo di essere la sorella del candidato dell’altra lista e che il resto sono solo balle giganti. Sorprende infine che nel libretto patinato fatto a fini istituzionali di informazione – giusto giusto due mesi prima della elezioni amministrative comunali e firmato con il logo della lista! – si vede chiaramente nelle pagine centrali Galli con tanto di elmetto di sicurezza che contempla con la sua vice i lavori in corso su qualche edificio e nella pagina a fianco c’è giusto giusto un dipendente in quota su una torre senza nessun caschetto e nessuna protezione! Queste cose le avevamo già viste e discusse nel 2015 quando Galli mandava i cantonieri sui tetti delle torri gonzaghesche senza alcun tipo di preoccupazione verso le norme di sicurezza e i dipendenti. Ma tanto non erano problemi suoi, sarebbero state responsabilità del Presidente dell’Unione e quindi chi se ne frega. Del libretto patinato condividiamo solo una frase: l’importante è sentirsi “pro tempore”.

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