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Casalmaggiore, niente murales in
Galleria Gorni. L'amarezza di
Giuseppe Boles: "Ennesima delusione"

Nessun murales dunque, solo la delusione e l'amarezza per una città in cui le idee restano orpelli inutili e lo status quo, fosse pure uno status quo di degrado, è sempre meglio di una qualsivoglia ipotesi di cambiamento.

CASALMAGGIORE – Non ci sarà nessun murales sulla parete della galleria Gorni. I proprietari hanno respinto la proposta avanzata da Giuseppe ‘Giupy’ Boles e dalla maggioranza dei commercianti (solo due non hanno aderito) della galleria. Resterà la parete gialla e vuota. Giuseppe Giupy Boles si era impegnato a realizzare l’opera grazie ad un amico artista, ed aveva recuperato i soldi per la realizzazione direttamente dai commercianti, ben felici di dare maggior decoro – ed un tocco di sana follia – ad un ambiente piatto. Non sarà possibile. Ieri pomeriggio lo scrittore Casalasco si è lasciato andare ad uno sfogo – più che comprensibile – per una terra, quella casalasca, non avvezza al cambiamento, poco incline ad invertire la rotta, piuttosto refrattaria ad ogni ipotesi capace di invertire la tendenza.

“Amareggiato – ha scritto Boles sul suo profilo facebook – vi annuncio che non si farà il progetto da me perorato di arricchire la galleria Gorni con il murale qui riprodotto, che sarebbe stato pagato dai singoli commercianti. I proprietari dell’immobile ieri all’assemblea condominiale hanno bocciato senza riserva l’opera. Da parte mia posso solo dire che non solo non ci avrei guadagnato nulla ma mi sarei dovuto sobbarcare la quota mancante di due negozi che non avrebbero comunque partecipato. A conti fatti risparmierò gli 80 euro che avrei dovuto sborsare condendoli con l’ennesima delusione che questa difficile terra non si stanca mai di offrire. Che sia chiaro: tenetevi la vostra Galleria così com’é… di certo non dedicherò più un centesimo del mio tempo per renderla migliore. Meritate esattamente ciò che avete! Un anonimo muro bianco sporco che anonimo muro bianco sporco resterà. Detto questo rispetto, ma non condivido, la scelta che i proprietari hanno preso”.

In molti ieri quelli che hanno mostrato solidarietà con il performer Casalasco. Nessun murales dunque, solo la delusione e l’amarezza per una città in cui le idee restano orpelli inutili e lo status quo, fosse pure uno status quo di degrado, è sempre meglio di una qualsivoglia ipotesi di cambiamento. Una città incapace di risvegliarsi da un letargo che sembra essere divenuto eterno.

N.C.

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