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Oglio Po, consiglio comunale
compatto. ASST, la promessa
di rispettare gli impegni presi

Direttori generali, direttori amministrativi ne sono passati altri dal consiglio. Tutti hanno sempre espresso parole rassicuranti sul nosocomio casalasco. Asset strategico, ospedale di frontiera, importante struttura. Poi, alla resa dei conti, la situazione è quella che è

CASALMAGGIORE – Posizioni distanti, perché poi le parole non servono e non bastano più. Occorrono fatti, concreti. E i fatti – nudi e crudi sono all’oggi una delibera, la 795 di Regione Lombardia, ancora in parte disattesa nonostante le promesse. Un’area territoriale socio-sanitaria interaziendale casalasco-viadanese – bisognosa di una strategia unica e condivisa sia per quanto riguarda la gestione dei servizi socio sanitari territoriali e i piani di zona – che non ha ancora budget, piani, strategie. Un ambito che necessita di essere riempito di contenuti oltre che di parole.

Direttori generali, direttori amministrativi ne sono passati altri dal consiglio. Tutti hanno sempre espresso parole rassicuranti sul nosocomio casalasco. Asset strategico, ospedale di frontiera, importante struttura. Poi, alla resa dei conti, la situazione è quella che – nel corso degli anni – è andata via via peggiorando. I primariati vacanti, la carenza di personale medico, i tempi biblici di attesa per una visita. La chiusura – ultima e dolorosissima ferita – del punto nascite.

Si è svolto ieri sera, di fronte ad una platea numerosa più del solito, il consiglio comunale dedicato all’Oglio Po. Presenti, oltre che naturalmente i consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione (con la sola eccezione di Mirca Papetti, assenza giustificata) e la giunta, il direttore amministrativo dell’ASST di Cremona Rosario Canino e Raffaello Stradoni, direttore generale dell’ASST di Mantova, oltre che il presidente del Comitato a Difesa dell’Oglio Po Luigi Borghesi ed i rappresentanti sindacali di CGIL di CGIL, CISL e UIL.

E’ partito il consigliere di CNC Pierluigi Pasotto ad illustrare la mozione a rilancio dell’Oglio Po, che ha fatto proprio il piano di rilancio elaborato dal Comitato, chiedendo tempi certi e budget. E soprattutto chiedendo un impegno preciso sull’ambito distrettuale Casalasco Viadanese, fissando dei paletti temporali. Impegni precisi con un cronoprogramma ed un’attenzione seria al progetto di rilancio del Comitato. “Dovete dirci – ha detto in maniera perentoria Pasotto – se quel piano lo valuterete o meno!”. Pasotto ha anche parlato, dati alla mano, del progressivo peggioramento dei servizi erogati in quanto a tempi: brevi a Cremona, biblici in alcuni casi a Casalmaggiore (stessa ASST) e della possibilità che le eccellenze dell’Oglio Po (ha citato esplicitamente il dottor Pedrazzini) possano un giorno decidere di andarsene: “Noi abbiamo un’eccellenza, e voi non gli date neppure il primariato. Questo qui un giorno potrebbe accettarlo da qualche altra parte!”. Altra polemica accesa quella sulla 795, in parte disattesa e sui primariati persi nonostante le rassicurazioni nel corso degli anni.

Dopo Pasotto è stato il turno del dottor Luigi Borghesi che ha sostanzialmente esposto il progetto di rilancio (lo trovate nel link a fondo pagina) già presentato alla stampa. Una veloce disamina, prima dell’intervento di Monica Vangi (CGIL), a nome dei sindacati confederali. Vangi ha parlato di due aspetti fondamentali. Il primo quello dell’ambito casalasco Viadanese “Che deve essere riempito di contenuti. Il dubbio che ci sta venendo a livello sindacale è che la risposta dell’ambito sperimentale Casalasco Viadanese è una risposta politica senza contenuti. Ci rendiamo conto che è un tema complesso ma deve trovare una traduzione completa. Mentre come sindacati in altri distretti siamo già entrati nella discussione dei piani di zona, nell’ambito casalasco-viadanese e non certo per demerito del territorio ancora non si è fatto nulla. Poi c’è il tema Oglio Po”. La sindacalista ha parlato dell’ospedale in maniera accorata: “Il presidio deve essere potenziato, devono essere portati a termine gli impegni presi dall’assessore e ribaditi dalle delibere, deve garantire come ospedale a distanza da i presidi di Cremona e Mantova servizi all’altezza. In questi anni abbiamo assistito ad un lento depotenziamento. E non mi riferisco solo ai primari. Se un ospedale cominciamo a depotenziarlo anche a livello amministrativo è questione che non deve essere sottovalutata. Le scelte di accentrare a Cremona livelli di responsabilità ha ricadute sul personale e sul presidio. Abbiamo una struttura ricca di professionalità, una struttura molto meglio di tante altre che merita di essere assolutamente rilanciata”.

A rispondere alle varie questioni sollevate da Pasotto, Borghesi e Vangi il dottor Rosario Canino: “Vorrei fare alcune precisazioni giusto per fare un po’ di chiarezza e per dare elementi utili alla discussione. Il primo punto da affrontare non è un punto strettamente tipico del presidio Oglio Po, è la costante carenza di personale medico. Questo dobbiamo averlo bene in testa: non ci sono medici non all’Oglio Po, non ci sono medici dappertutto. Nei 10-15 anni pregressi non è stata fatta nessuna politica da questo punto di vista e quindi non è soltanto aall’Oglio Po che i medici rifiutano di venire a lavorare ormai il rifiuto di venire a lavorare dappertutto e si sta creando un mercato che alcune volte rasenta l’oscenità. Non si può non tener conto di questo scenario che nei prossimi anni rimarrà invariato perché ad oggi ancora non è stata fatta nessuna scelta politica per rimediare agli errori di programmazione fatte negli anni passati. Per quanto riguarda nello specifico l’Oglio Po vorrei puntualizzare che c’è stato un cambio di direzione e di fatto la direzione strategica si è ricomposta il 15 febbraio con le nomine, quindi poco più di un mese. Per l’Urologia l’ecografia transrettale lineare per biopsie è stata già acquistata, per quanto riguarda l’attività chirurgia cioè l’avvio della chirurgia bariatrica l’ambulatorio è stato avviato, la colonna videolaparoscopica in 3D, un grosso investimento, è stata acquistata ad una gara della asst Franciacorta. Per quanto riguarda l’attività oculistica è stata assunta da dicembre un ortottista che non è mai stata figura presente all’Oglio ed è stato assunto un oculista a tempo pieno Quindi le ore di oculistica sono in netto aumento rispetto a prima. Per quanto riguarda invece l’attività urologica è stato assunto un urologo e quindi adesso avverrà il potenziamento dell’attività urologica. Per l’oculistica l’amico Luigi dice che mancano dei finanziamenti ma non è così perché è un problema tecnico nel finanziamento che abbiamo avuto. Ci sono risparmi su alcune gare e quindi potranno compensare tranquillamente e dove manca qualcosa. È ovvio che per quanto riguarda le attrezzature di oculistica e dobbiamo fare delle gare non possiamo fare in altro modo per l’anticorruzione e quindi l’espletamento di alcune gare comporta il tempo tecnico necessario. Nel frattempo stiamo già per realizzare lo spostamento del prericovero dall’attuale posizione. Dove c’è il prericovero ci andrà l’attività oculistica. Per quanto concerne l’endoscopia non c’è una volontà di non acquistare gli endoscopi, c’è un problema tecnico perché quando il sottoscritto ha fatto questo elenco da presentare in Regione e abbiamo messo gli endoscopi non lo potevamo fare solo per l’Oglio Po. Non possiamo fare due gare per trovarci due tipi di endoscopi diverse nei due presidi con gli stessi operatori. Stiamo attendendo a fare una gara unica per tutti gli endoscopi in modo tale che entrambi i presidi ci siano gli stessi endoscopie ci sia un intercambiabilità di operatori E di strumento oltre alla tutto quello che è stato previsto nella delibera Abbiamo acquistato un ecografo per la cardiologia e altre e altre attrezzature per circa € 80000 Quindi le attrezzature che stiamo acquistando ribadendo che la direzione strategica si è svegliata da poco più di un mese e prima c’è stato il cambio che ha portato a una diciamo rallentamento del lavoro le due aziende abbiamo ovviamente Mantova anche Mantova ha subito un cambio ancora più radicale rispetto a Cremona di direzione strategica e hanno la necessità di conoscere non solo l’ospedale gli ospedali che hanno anche il territorio ma noi siamo già visti due volte col dottor Stradoni e una volta col suo direttore sanitario e stiamo lavorando sull’ambito come giustamente si faceva notare prima ci sono stati dei problemi nell’ambito ci stiamo prendendo un po’ di tempo per evitare ulteriori errori commessi in precedenza”.

Nella lunga disamina il dottor Canino ha risposto anche alle altre questioni, raffreddando gli animi sul ‘progetto a lungo periodo della riapertura del Punto Nascite: “Il comitato fa bene a sperare che venga riaperto e lo speriamo tutti ma io ma anche ammesso anche che venga riaperto poi avremo comunque lo stesso problema. Abbiamo dovuto sopperire a delle guardie a coprire le guardie dei ginecologi che mancavano pagando un occhio della testa, cosa che diventava insostenibile e anche non eticamente corretta”. Canino si è voluto anche sbilanciare dicendo che l’Oglio Po non chiuderà e resterà un ospedale per acuti. Discorso diverso per la cardiologia. Un concorso, 18 medici in graduatoria, nessuno di loro ha accettato di lavorare all’Oglio Po. “Questo è il problema, mentre i nostri tempi eravamo costretti a prendere il primo posto che ci veniva offerto adesso c’è un’ampia scelta di mercato”.

Il dottor Raffaello Stradoni ha confermato la carenza di personale medico. “Per noi l’Oglio Po è comunque un asset strategico”. Il responsabile dell’ASST di Mantova ha accennato ad un incontro con AREu in cui si sarebbe speso per chiedere che non vi sia più un accentramento di molti casi al Carlo Poma ma che molti più soccorsi vengano inviati all’Oglio Po dove c’è la struttura e la professionalità necessaria per affrontare anche casi gravi.

A controbattere soprattutto al dottor Canino ci ha pensato sempre Pierluigi Pasotto. Che ha richiesto tempi certi e difeso l’area Oglio Po come intuizione ‘rivoluzionaria’ in tempi in cui la spending rewiew non era un problema. “Siamo tornati, dopo l’intuizione di quei sindaci e la legge che di fatto ha ridistribuito i flussi tra province, al fatto che le nostre donne partoriscono come nell’800. Si rischia di partorire in ambulanza. Non parliamo delle liste di attesa. Ho le stampe degli stessi servizi erogati da Cremona e Casalmaggiore. Ecografia Tomo completo Cremona 2 giorni Casalmaggiore 72, Ecografia dell’addome inferiore, 9 giorni a Cremona, 75 a Casalmaggiore all’interno della stessa azienda ospedaliera! Penso che in questo momento ci sia necessità di fare chiarezza”.

Poi ha parlato Calogero Tascarella (Abbiamo dovuto aspettare la chiusura del Punto nascite per pubblicizzare il punto nascite), Giuseppina Mussetola (Tempi lunghi di attesa, e tempi diversi di prenitazione tra CUP e numero verde), Orlando Ferroni (ha chiesto un cronoprogramma e incalzato Canino sui tempi), Alessandro Rosa (ha fatto la storia dell’Oglio Po e ringraziato chi si è mobilitato “A forza di depotenziare e di togliere arriveremo un giorno a chiederci a cosa serve un ospedale”), Marco Poli (ha parlato di intento dell’ASST. “A mio modesto avviso il primo grosso errore è stato fatto con la soppressione delle vecchie ASL. Riportando in tutto in capo alla provincia i territori di confine sono stati svantaggiati”), Filippo Bongiovanni (che ha chiesto con forza che la 795 venga rispettata in toto: “Abbiamo parlato di cose che si sono autodetti in Regione e non hanno ancora fatto” e parlato sulla diversità dei modelli tra cremonese e mantovano. “Noi chiediamo ai direttori che applichino quanto hanno scritto”), ancora Pasotto (che ha accennato al caso Pedrazzini, considerato un’eccellenza dell’ortopedia ma neppure primario, parlando a muso duro con Canino “Se un giorno ce lo porteranno via, lo considererà un potenziamento o un depotenziamento dell’ospedale?”), Raffaello Stradoni (che ha accennato al modello dell’Oregon come modello migliore), Gianfranco Salvatore (turnover dei medici, mancanza di programmazione a livello nazionale “Siamo solo all’inizio del percorso. Insistere che c’è carenza dei medici e si devono trovare è un pochino demagogica”, cure specifiche per anziani “Sostanzialmente ci sono i reparti per anziani e stanno funzionando” e scarse nascite comunque come problema).

I capigruppo si sono poi riuniti (erano passate nel frattempo 3 ore) in sala giunta per elaborare un documento condiviso con sette diversi punti, da sottoporre all’approvazione degli altri comuni del comprensorio Oglio Po e successivamente all’attenzione dell’assessore al Welfare regionale Giulio Gallera. Documento che poi è stato approvato all’unanimità dal consiglio casalese. In quella mozione si chiede principalmente che venga attuato tutto quello che è contenuto nella 795, che si prenda in considerazione il progetto del Comitato a difesa dell’Oglio Po e che ai sindaci venga concesso di partecipare più attivamente alle decisioni in ambito sociosanitario.

Fuori, sotto i portici del comune, gli striscioni del comitato a difesa dell’Oglio Po. Dopo tre ore di parole, l’unica richiesta inequivocabile: l’ospedale non deve chiudere, non deve essere ridimensionato, non deve diventare una casa di riposo ne una struttura iperspecialistica. Deve restare l’ospedale dei casalaschi e dei viadanesi, crescere, avere una sua autonomia che non sia l’elargizione delle ASST di riferimento ma che sia davvero un budget cocncreto dal quale partire. Sul come ancora la strada da fare è lunga, ma già prendere in considerazione un progetto come quello elaborato dal Comitato a difesa dell’Oglio Po potrebbe essere un buon inizio. Di certo i medici mancano, ma è pur vero che qualcosa dovrà cambiare a livello nazionale. Per troppi anni si è pensato (non si sa poi in base a quale algebrica elucubrazione) che i medici fossero troppi, che il numero chiuso nelle facoltà fosse la risposta al male. Oggi ci si accorge che quello era fondamentalmente il male e l’impressione – come giustamente ha sottolineato qualcuno – è che su questo versante si sia solo agli inizi.

Nazzareno Condina

 

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