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Si è spento a 96 anni il cavalier
Antonio Baroni, fu prigioniero nei
campi di lavoro in Germania

Dopo la guerra con la moglie Argia (morta da poco tempo pure lei) si era trasferito a Casalmaggiore. Nei primi tempi elaborava motori con un'abilità che fecero presto di lui un punto di riferimento e la sua officina meccanica centro di elaborazione di motori.

CASALMAGGIORE – Si è spento stanotte alle 3 all’Oglio Po, all’età di 96 anni, il cavaliere Antonio Baroni. Originario di Trecasali, Baroni era stato, nel periodo della seconda guerra Mondiale in Grecia (4 anni sul fronte greco per lui) partendo da soldato ed arrivando sino al grado di Maresciallo di Seconda Classe. Sfruttando le abilità tecniche che aveva appreso in gioventù, era diventato fondamentale uomo della logistica dei campi. Oltre 100 le missioni nel mediterraneo. Con il procedere della guerra poi, come tanti altri soldati italiani di stanza nella penisola ellenica, era stato  fatto prigioniero e portato in un campo di lavoro in Germania. Era stato per quel che era possibile esserlo più fortunato di tanti altri poiché proprio grazie all’arte dell’errangiarsi e del saper fare, l’abilità di muoversi tra macchine, componendti industriali e motori avevano fatto di lui un ‘prigioniero utile ai tedeschi’.

Raccontava spesso dei piccoli atti di eroismo di quel periodo, delle piccole manomissioni ai proiettili che i prigionieri costruivano per l’esercito tedesco che tra le altre cose avrebbero potuto costargli caro. Piccoli sabotaggi in grado di mettere in difficoltà la balistica. Aveva perso compagni di prigionia, raccontava lui stesso di qualcuno che ogni tanto spariva senza fare più ritorno, ma era riuscito a venirne fuori, anche dai giorni terribili dei bombardamenti alleati sulla Germania quando il rischio di morire – i prigionieri venivano comunque costretti a continuare a lavorare sino all’ultimo istante – era altissimo.

Dopo la guerra con la moglie Argia (morta da poco tempo pure lei) si era trasferito a Casalmaggiore. Nei primi tempi elaborava motori con un’abilità che fecero presto di lui un punto di riferimento e la sua officina meccanica centro di elaborazione di motori: divenne abile nella trasformazione di motori a benzina in equivalenti a metano. Qualunque cosa meccanica avesse bisogno di essere messa in moto lui riusciva a metterla in moto. Era stato vicino alla moglie quando la stessa poi aveva aperto una lavanderia sempre a Casalmaggiore: negli anni 70 fu la prima lavanderia a vapore, con un motore da lui stesso costruito. Amante del ballo (il valzer e l’orchestra Bagutti tra i suoi ‘amori’), della musica, del canto, del vino e dei ricordi era capace con la sua arte affabulatoria di tenerti inchiodato per ore ai suoi racconti. Ricordava a memoria, anche negli ultimi tempi, tutti gli ordini in tedesco e le frasi apprese in Grecia. Per meriti aveva acquisito i titoli di Cavaliere della Repubblica e successivamente di Ufficiale.

Appassionato di motori sino a che le forze glielo avevano consentito, era diventato abilissimo restauratore di moto d’epoca che ricostruiva disegnandone a mano i progetti e poi recuperando i pezzi nei vari mercatini dell’usato. Per tanti anni fu anche presidente dell’associazione Arma Aereonautica, dove ancora ricopriva la carica di presidente. Dalla morte della moglie in poi il lento declino degli anni si era accelerato, sino all’epilogo di questa notte. Si è ricongiunto – infine – con la moglie Argia con la quale aveva diviso un lunghissimo pezzo di strada e di vita. Antonio lascia le due figlie Marina e Morena, i nipoti Cristina e Luca e tantissimi amici incontrati per strada.

Il funerale di Antonio Baroni, a cura delle onoranze funebri Ghinelli di Sissa Trecasali, si svolgerà a Casalmaggiore sabato 30 marzo alle ore 13.45 partendo dalla Fondazione Conte Busi per la chiesa di San Francesco. La salma sarà poi tumulata al cimitero di Trecasali attorno alle 17.30.

Nazzareno Condina

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