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Frutticoltura e problemi fitosanitari,
incontro di Coldiretti Mantova:
situazione preoccupante

“un anno drammatico per la maculatura bruna, un fungo che ha un tempo di incubazione molto rapido, tra i due e i quattro giorni contro le due settimane della ticchiolatura”, ha spiegato Marina Collina del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari

Mantova e la Valtellina sono le aree della Lombardia che più utilizzano i fondi della misura 5.1.01 del Programma di sviluppo rurale, finalizzata alla prevenzione dei danni da calamità naturali di tipo biotico, che comprendono – fra le varie emergenze – anche quella della cimice asiatica, presenza ormai preoccupante da quando ha fatto la propria comparsa in Italia, nel 2012.

Parola di Marco Boriani del Servizio fitosanitario regionale, intervenuto al convegno organizzato da Coldiretti Mantova a Quingentole e dedicato alla Frutticoltura e problemi sanitari e che rientra – ha precisato il consigliere Simone Minelli – nel percorso di incontri sul territorio della federazione provinciale che ha portato a incontrare circa 2.000 associati per la fatturazione elettronica e 1.000 agricoltori per le assemblee formative.

“Quando si parla di globalizzazione – ha osservato il presidente di Coldiretti Mantova, Paolo Carra – dobbiamo fare i conti con un fenomeno che non riguarda solo i mercati, ma anche infestanti e insetti che vengono da altri paesi e che richiedono un nuovo impegno da parte degli agricoltori mantovani, a partire da un utilizzo più consapevole della chimica, come ci chiede il consumatore”.

Il 2018 è stato “un anno drammatico per la maculatura bruna, un fungo che ha un tempo di incubazione molto rapido, tra i due e i quattro giorni contro le due settimane della ticchiolatura”, ha spiegato Marina Collina del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna. “Le azioni preventive di difesa sul pero sono fondamentali – ha avvertito – e fra gli strumenti di difesa che si possono mettere in campo si va dagli interventi agronomici come fertilizzazione e potature, anche la sanitizzazione della pianta”.

Assolutamente problematica la presenza di cimice asiatica, infestante non soltanto del pero e di altri alberi da frutto, ma anche della soia, nel 2018 fortemente danneggiata dall’insetto proveniente dall’Oriente.

Il professor Luca Casoli, direttore del Servizio fitosanitario di Modena e Reggio Emilia, ha elencato diversi metodi di contrasto, che non hanno tuttavia ad oggi piena efficacia. “Sicuramente – ha precisato Casoli – l’utilizzo di reti di protezione, trattamenti lungo il perimetro del campo e l’utilizzo di piante attrattive a bordo campo che vengono usate per distogliere l’attenzione verso le piante da frutto sono una delle soluzioni. In Svizzera si stanno anche studiando metodi di lotta attraverso parassitoidi, che stanno rispondendo positivamente all’invasione di cimice asiatica”.

redazione@oglioponews.it

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