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Ci ha lasciati una delle Colonne d'Ercole
della Pro Loco e di Casalmaggiore:
addio a Giovanni Moreschi

Era uno dei semprepresenti (e dei sempreverdi) nella locale Pro Loco, attivissimo sin dagli anni ’70 per la promozione della città con eventi di vario genere. Negli ultimi tempi la sua salute era peggiorata fino all’epilogo delle scorse ore.
La foto postata da Marco Vallari ritrae Moreschi (con la sigaretta in bocca) in una riunione nel 1980

CASALMAGGIORE – Casalmaggiore ha perso nelle scorse ore una colonna: Giovanni Moreschi, 79 anni, non c’è più. Era uno dei semprepresenti (e dei sempreverdi) nella locale Pro Loco, attivissimo sin dagli anni ’70 per la promozione della città con eventi di vario genere. Negli ultimi tempi la sua salute era peggiorata fino all’epilogo delle scorse ore. A ricordarlo con un post su Facebook è Marco Vallari, ultimo presidente (dimissionario) della Pro Loco.

“E’ stato consigliere per una vita e già Vice Presidente – spiega Vallari – . Presente fin dalla fondazione quando insieme a mio nonno Eugenio Benecchi muoveva i primissimi passi nell’associazione: da allora rimase sempre all’interno del consiglio della Pro Loco, presenza costante e insostituibile. Mancherà moltissimo, era fondamentale la sua presenza. L’ho sentito l’ultima volta a febbraio in occasione delle mie dimissioni quando avemmo una lunghissima conversazione parlando del futuro della Pro Loco. L’avevo sentito bene, parlava con una lucidità che faceva sperare in un recupero, ma si sa che il destino o il Signore hanno piani indecifrabili per noi umani. Giovanni lascia un’eredità importante alla città, fatta di spirito di abnegazione e solidarietà fuori dal comune. In cuor mio speravo davvero si riprendesse: sono stato onorato di sedere in consiglio insieme a lui e di averlo avuto come consigliere nei miei anni fino alla fine. Che riposi in pace”.

Giovanni Moreschi lavorara alla Fir (o ex Fabbricone) e fu uno di coloro che, assieme a Miro Lanzoni e a Paolo Zani, a metà anni ’80 contattò l’allora sindaco di Casalmaggiore Antonio Gardani per salvare il materiale – finito ora nel Museo del Bijou – che altrimenti sarebbe andato al macero e che era contenuto proprio nelle stanze e nei depositi dell’ex Fabbricone di via Roma. Fu anche calciatore e dirigente della Uc Casalese, storica società cittadina di calcio che compie quest’anno 110 anni di vita. A lui si lega anche un episodio molto curioso: durante una manifestazione in piazza Garibaldi, infatti, per un errore nella manovra rimase agganciato a una delle mongolfiere presenti sul “listone”: un incidente che si risolse per fortuna senza alcun problema per lo stesso Moreschi.

Nel maggio scorso era stato colto da un malore ed era stato prelevato dall’ambulanza proprio nella sede della Pro Loco, la sua seconda – o forse prima – casa. Da allora non si era mai completamente ripreso. Negli ultimi tempi l’aggravarsi delle condizioni sino all’epilogo del tardo pomeriggio di ieri.

Giovanni Moreschi non si era mai sposato ed aveva sempre vissuto solo nella casa che sorge a pochi metri di distanza dal Fabbricone. Lascia la sorella Rina, le nipoti Daniela, Stefania con Pablo, Susanna, amici e parenti tutti, oltre a tantissimi ricordi in chi lo ha conosciuto. I funerali, a cura delle Onoranze Funebri Roffia, saranno celebrati giovedì alle ore 15 al Duomo di Casalmaggiore, dove la salma giungerà dall’ospedale Oglio Po: il corpo di Moreschi riposerà poi al cimitero della sua Casalmaggiore.

G.G.-N.C.

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