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Bernard Dika, tre giorni a
Casalmaggiore per l'Alfiere: "Qui ho
trovato giovani che non si rassegnano"

Bernard Dika, nel suo sguardo al futuro, ha detto che è il presente l'unico tempo in cui possiamo migliorarci e non poteva lasciare tra parentesi un riferimento al passato, importante e pesante, come Martin Luther King. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – Doveva parlare ai giovani, in realtà lo ha fatto ad un pubblico eterogeneo, Bernard Dika. L’Alfiere della Repubblica, proveniente da un piccolo comune in provincia di Pistoia, nato in Albania ma trasferitosi in Italia e pochi mesi e dunque italiano a tutti gli effetti – non ancora 21enne, nonostante la maturità che sgorga dalle sue parole – ha vissuto un weekend intenso a Casalmaggiore.

Partito da piazza Turati, dove Bernard è stato invitato dal Gruppo Giovani del Listone per un primo messaggio. “Noi giovani siamo il futuro, si dice sempre – ha evidenziato Dika – ma cosa significa in realtà? E’ importante che questa non rimanga una frase di circostanza, perché l’unico tempo che ci è dato per migliorarci è il presente”. Così Bernard ha poi aggiunto una sua definizione, che può essere la chiave di tutto. “L’importante – ha detto – è avere giovani che non si rassegnano. E in Italia ne ho trovati tanti”.

Dika poi sabato mattina ha incontrato, accompagnato da Alberto Fazzi e Gabriel Fomiatti del Listone, il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni per una visita istituzionale in sala consiliare e nello studio del primo cittadino, che ha fatto dono di due volumi molto apprezzati, andando oltre il pensiero politico differente dei due. Una visita al mercato cittadino, peraltro animato da un’insolita fisarmonica, un saluto con Fabrizio Vappina, candidato sindaco sostenuto proprio dal Listone e da Casalmaggiore la Nostra Casa, poi la colazione al Bar Centrale e l’arrivo al parco del Liceo Romani, dove a Fomiatti e Fazzi si è affiancato il consigliere Alessandro Rosa.

Qui i giovani del Listone hanno mostrato il doppio murales, uno dedicato ai Campioni casalesi del canottaggio Gianluca Farina e Simone Raineri e uno invece ad “Albachiara” di Vasco Rossi, da loro ideati e realizzati nei mesi scorsi, con Dika particolarmente colpito da un cartello emblematico, ideato da Giuseppe Boles: “Area sottoposta a videosorveglianza della sola vostra coscienza”.

Il passaggio al Polo Romani ha consentito a Dika di confrontarsi con ragazzi quasi suoi coetanei, della quarta e quinta liceo, accompagnato da Fomiatti, Fazzi, Rosa, Ermal Zeqo, Wiem Mathlouthi e Marta Borrini. “Dedicarsi alla città e fare politica è anche armarsi di un pennello e fare un murales per abbellire il proprio paese, perché tutto ha un peso” ha rimarcato Fazzi, mentre Bernard Dika, nel suo sguardo al futuro, non poteva lasciare tra parentesi un riferimento al passato, importante e pesante, come Martin Luther King.

A chiudere il suo tour, nel pomeriggio di sabato, una visita al parchetto di Martignana rimesso a nuovo dai nonni lì residenti per i loro nipoti, il giro in barca sul fiume Po, ammirando l’idrometro ripulito proprio dai giovani del Listone e il Torrione, oltre al passaggio di un treno sul ponte in ferro, uno dei reali problemi di questa terra, prima di un saluto con la promessa di re-incontrarsi.

Giovanni Gardani

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