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Calvatone e il cimitero degli animali.
La morte, tante girandole
colorate e la vita, poco più in là...

Qui, in questo piccolo pezzo di terra dove sono sepolti ricordi, la vita la percepisci in vecchie immagini di istanti di felicità, in girandole colorate che sfidano il cielo e il vento. Ma il più grande dei miracoli è quello di alzare gli occhi poi per fermarsi poco più in là

CALVATONE – In un giorno di nuvole e vento, ai bordi di una provinciale percorsa da macchine veloci, c’è un piccolo spazio di quiete, di morte e di vita che pulsa. Ogni lapida racconta in brevi tratti una storia. Sia quella di un gatto, di un cane o di un coniglio. Il cimitero degli animali che è parte della struttura che accoglie centro recupero animali selvatici, canile sanitario, canile, rifugio, gattile, clinica veterinaria oltre ad un gruppo di attività commerciali, è un piccolo angolo di pace che racchiude tanti piccoli dolori e tanti piccoli ricordi.

Sono le storie di un libro piccolo, storie di legami forti spezzati, di giochi, alcuni a corredo delle lapidi. C’è la dolce Cleo ‘Compagna di una vita’ che gioca con i bimbi in cielo. C’è Eric, due anni appena, che è nei fili d’erba e dentro il cuore. C’è Benito ‘Mio unico amico in un mondo folle’. C’è il musetto bianco di Pongo ‘Il miglior compagno di una vita’. C’è la piccola gatta Pollie che vivrà nella musica di chi le ha voluto bene. E tanti altri. A volte sono solo un nome ed una foto. Altri ancora sono oggetti. Un collare consunto, una treccia da gioco.

Gli spazi crescono ogni volta. Ce n’è anche uno appena scavato che attende la sua lapide. Su ogni tomba una girandola dai colori vivi. E’ il vento a farla correre forte, a colorare le nuvole di una giornata grigia. Calvatone, sin dalla sua nascita, offre anche questa possibilità agli amanti degli animali da compagnia: quella di avere un luogo fisico dove venire a ricordare, magari a piangere. Perché è un lutto anche la perdita di un animale. E’ un lutto – un dolore profondo – ogni volta che qualcuno a cui hai voluto infinitamente bene parte per un’altra strada.

E’ strano ritrovarsi qui. Vicini alla strada ma lontani dai rumori, a pochi passi dal CRAS dove la vita viene curata, qualunque vita di qualunque animale selvatico. Dove si accudiscono gatti e cani con tantissimo amore. Ed ha un senso profondo tutto questo. Perché il dolore per la perdita di un amico a quattro zampre non si spegne, ma può essere più lieve se poi si decide che quel vuoto, in una qualche maniera può essere riempito in parte – e mai colmato – da un altro essere vivente.

Qui, in questo piccolo pezzo di terra dove sono sepolti ricordi, la vita la percepisci in piccoli pezzi di strada, in vecchie immagini di istanti di felicità, in girandole colorate che sfidano il cielo e il vento. Ma il più grande dei miracoli è quello di alzare gli occhi poi per fermarsi poco più in là. Dove la vita è ancora, al di là di una rete. Dove aspetta solo di ricongiungersi con altre vite disposte a ricevere e a dare.

Adottare è in fondo la forma più alta di ricordo. E’ amore che continua il suo flusso, la vita che si perpetua, sino a quando c’è respiro.

Nazzareno Condina

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