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La 'Centralissima': 5 giovedì
di maggio di assoluta qualità
per gli amanti della musica

La qualità offerta in questi anni è stata sempre elevata e gli standard sempre ben al sopra di ciò che - salvo rare eccezioni - si ascolta di solito. Ed anche quest'anno la scelta di andare 'controcorrente' rivela l'identità di una rassegna che ha mantenuto sempre le promesse

CASALMAGGIORE – Una piccola rassegna di musica bella. La quarta, messa in piedi da Michele Veneziano, Marco Goi, e Tommaso Frassanito. Cinque giovedì in piazza Garibaldi davanti al caffé Centrale (tempo permettendo) o dentro. Cantautori o gruppi di qualità. Quelli che la musica la fanno davvero, con divertimento, impegno, passione, fatica e spese con poco guadagno e tanti sogni nel cassetto.

La qualità offerta in questi anni è stata sempre elevata e gli standard sempre ben al sopra di ciò che – salvo rare eccezioni – si ascolta di solito. Ed anche quest’anno la scelta di andare ‘controcorrente’ rivela appieno l’identità di una rassegna che ha mantenuto sempre le promesse. C’è chi propone musica per far cassa, magari per vendere tre birre in più. E c’è chi della musica ne fa una scelta di vita, o solo un mezzo espressivo, un modo di incontrarsi e condividere, un momento di leggerezza e di incanto. La Centralissima fa parte e sin dalla prima edizione di questa seconda categoria.

Si partirà giovedì 2 maggio con Pau Amma, progetto pop psichedelico nato a Bergamo nel 2015, da un’idea di Gregorio Manenti (chitarra, tastiere). La formazione viene completata nel gennaio 2018 con l’aggiunta di Giulio Mastropietro (voce, tastiere, chitarra), Andrea Moriggi (basso) e Alessandro Seminati (batteria). Il sound della band, sospeso e sognante, strizza l’occhio alla neo-psichedelia e a un certo cantautorato italiano a cavallo tra gli anni ‘70 e ’80, con una cura particolare negli arrangiamenti e nella gestione delle armonie. Groove ipnotici incastrati su un basso accattivante e presente sorreggono progressioni e temi orchestrati da sintetizzatori, chitarre processate e da un cantato lontano. Dopo una serie di date nella primavera 2018, a luglio vincono, proclamati da Omar Pedrini, il concorso Nuovi Suoni Live, contest musicale bergamasco che ha visto tra i vincitori delle edizioni passate progetti come Vanarin, Sonars, Pinguini Tattici Nucleari, Le Capre a Sonagli. Lo scorso inverno lavorano alla produzione di nuovi brani e il 15 marzo pubblicano il videoclip di “Shangai”, primo di una serie di singoli che verranno pubblicati nel corso dell’anno. Il gruppo è tra i sei finalisti del concorso Musica Da Bere 2019, selezionati tra oltre 380 iscritti provenienti da tutta Italia.

Giovedì 9 sarà il turno di Handlogic, il progetto alternative pop più interessante e coraggioso dell’attuale panorama discografico italiano. Il loro EP d’esordio è stato accolto con grande entusiasmo da critica ed addetti ai lavori. Proclamati vincitori del Controradio Rock Contest 2016 da una giura composta tra gli altri da Verdena, Iosonouncane e Colapesce, cominciano ad esibirsi negli studi Rai di Stereonotte e Babylon. Attraversano tutta la penisola con feedback notevoli da parte di tutti per poi approdare a Woodworm, che decide di produrre il loro secondo, bellissimo album Nobodypanic.

Giovedì 16 appuntamento con Angela Kinczly, all’anagrafe Scalvini, che ha origini ungheresi. Inizia a studiare musica da bambina e si diploma in chitarra classica al conservatorio della sua città, Brescia. Nel 2007 il primo album etichettato come elettrofolk. “S I L E N T” (Ritmo&Blu, 2019) è il suo quinto lavoro in studio. Un magico incontro a distanza di secoli tra le parole semplici e toccanti di Emily Dickinson e la musica di Angela Kinczly. Undici brani inediti composti a partire dalle liriche in lingua originale della poetessa americana, un disco nel quale la cantautrice coniuga la propria passione per la lingua e la letteratura anglo-americana con il songwriting.

Giovedì 23 maggio è il turno di Gianmaria Simon. Gianmaria Simon nasce a Sarzana nel 1976 in un fuligginoso giorno di dicembre, all’ora dell’aperitivo. Cresce sotto l’egida delle petrose e anarchiche alpi Apuane dove, a seguito di studi poco brillanti, si dedica a coltivare passioni tutt’altro che redditizie come la musica e la poesia. Low Fuel è il secondo disco solista di Gianmaria Simon dopo L’ennesimo Malecon (Vrec – 2014). Si muove fra contaminazioni rock, folk e blues. Affronta, talvolta con leggerezza, talvolta con sguardo disincantato, le tematiche del viaggio, della fuga, della solitudine, dell’emarginazione e della ricerca della propria identità.

Giovedì 30 maggio si chiude (forse) con Zotrio. Zotrio nasce nel 2016 da un’idea dello straordinario chitarrista Romano Paolo Zou. Paolo condivide il palco assieme a musicisti come Roberto Gatto, Greg Hutchinson, Javier Girotto, Maurizio Giammarco, Dario Deidda ed altri. Tutto questo con una formazione in quartetto (Dumbostation); nasce così la necessità di comporre brani più scarni, appositamente pensati per guitar trio. Il risultato sono composizioni estremamente contaminate, che spaziano dal Jazz più tradizionale fino ad arrivare ad influenze Argentine, passando per il Funk ed il NuJazz. Il trio, attualmente impegnato nel completamento del primo lavoro discografico “Piscinas”, presenta l’esecuzione dei brani interamente originali, presenti all’interno del disco.

I concerti inizieranno (più o meno) alle 21.30. L’ingresso è gratuito. In ognuna delle serate sarà possibile mangiare in loco grazie all’apposito stand gastronomico predisposto. Cinque serate di qualità altissima e di musica da scoltare con attenzione. Musica e parole. Cibo – insieme alla birra – dell’anima.

Nazzareno Condina

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