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IperSimply Viadana, sciopero
dei dipendenti. "L'azienda ci
dica quello che vuole fare"

I sindacati ed i lavoratori non sono contro la cessione. Dicono no a cessioni e dismissioni che non conservino tutti i diritti dei lavoratori coinvolti. Chiedono un piano di rilancio "Serio e convincente"

VIADANA – Sono in una cinquantina a chiedersi che ne sarà del domani. Nessuno parla, nessuno risponde, nessuno dà loro spiegazioni. Tante donne, dipendenti del Simply “Dove chi viene a fare la spesa – racconta una cassiera – spesso lo chiamiamo per nome”, tante con figli, un mutuo da pagare, magari un marito lavoratore precario e poche illusioni. Ci sono anche i dipendenti. “Stamattina – racconta Roberta Franzini, segretario generale Filcams CIGL Mantova – siamo qua a scioperare perché i lavoratori chiedono delle risposte. Il gruppo SMA ad oggi è latitante, rimane molto vago sul futuro dell’azienda, i rumors che ci sono parlano di cessioni o di chiusura di alcuni punti vendita, dichiarazioni mai smentite dal gruppo per cui la preoccupazione per i lavoratori è molto alta, soprattutto nel nostro territorio di Viadana dove già molti lavoratori provengono dalla chiusura del punto vendita di Mantova che è avvenuto due anni fa quindi la tensione è molto alta. Chiediamo che vengano date risposte anche a livello nazionale”.

Storie di vita che si intrecciano tra loro, storie come quella di Giovan Battista. Per lui è la seconda volta che vive una situazione simile. Assunto nel 1998 a tempo indeterminato, licenziato nel 2007 per ingiusta causa insieme a 46 altri suoi colleghi che vengono lasciati a piedi dalla chiusura del supermercato, vince la causa e viene integrato nel personale del Simply. “A tanti chilometri da casa mia, di mia proprietà, sono venuto qui in affitto con moglie e figli ed ora mi ritrovo nuovamente dopo tanti anni con la stessa situazione di giù. E’ invivibile”. La moglie non lavora: “E qui non ci fanno sapere nulla, se ci cedono, se ci vendono, non si sa nulla ad oggi: il lavoratore deve stare in bilico sempre”.

8531 (6900 equivalenti full time) fra lavoratrici e lavoratori impiegati nei 257 negozi gestiti direttamente dalla catena riconducibile al gruppo Auchan in Italia, al quale si aggiungono 1600 operatori affiliati. “L’azienda – come spiega il sindacato – registra da anni una grave crisi di volumi che ha comportato tra l’altro, la cessione ad altri imprenditori di 4 punti vendita e la chiusura di 2 unità produttive nel 2018”.

Sul destino dei punti vendita SMA Simply (che fanno parte del gruppo Auchan) c’è moltissima incertezza. Fra le ipotesi, mai smentite né confermate, c’è quella di vendere a diversi altri player della distribuzione moderna organizzata, a pezzi e a rate. Si parla di 250 punti vendita in Italia. “Le recenti cessioni – proseguono i sindacati – perfezionate sulla piazza di Roma sono avvenute senza accordo con il sindacato territoriale: ciò ha comportato un sensibile peggioramento delle condizioni normative e salariali dei lavoratori interessati. Il Gruppo sta attraversando una profonda crisi da ormai 10 anni, i continui piani di rilancio commerciale, annunciati ogni volta con toni entusiastici, si sono rivelati fallimentari. L’unico risultato che l’azienda può intestare è quello di aver tagliato il costo del lavoro, creando un profondo senso di sfiducia fre gli addetti che vivono e lavorano senza certezza sul proprio futuro”.

Le notizie che arrivano dalla Sicilia (voci insistenti sulla dismissione dei 33 punti vendita SMA Simply) non lasciano tranquilli.

FILCAMS, FISASCAT e UILTUCS da più di due anni rivendicano il diritto di poter conoscere le reali intenzioni della famiglia Mulliez rispetto alle prospettive (se ve ne sono) dell’azienda nel mercato italiano. Per questo – per cercare di prevenire una eventuale dismissione o chiusura che avrebbe effetti devastanti su tantissime famiglie – si è chiesto l’intervento del Ministero dello Sviluppo Economico “Per queste ragioni – aggiungono i sindacati – abbiamo risollecitato la direzione aziendale a farci chiarezza una volta per tutte sul destino di uno dei principali attori della distribuzione moderna organizzata. SMA Simply continua a fornire informazioni parziali e poco attendibili, evitando qualsiasi confronto in merito per ricercare soluzioni condivise per la gestione della fase di crisi e, fatto ancor più grave, alle richieste sindacali di fornire un’informazione univoca circa le paventate cessioni di supermercati ed Iper risponde con la totale incapacità di impedire che siano i suoi stessi preposti a veicolare illazioni che gettano nel panico ogni giorno le lavoratrici ed i lavoratori”.

I sindacati ed i lavoratori non sono contro la cessione. Dicono no a cessioni e dismissioni che non conservino tutti i diritti dei lavoratori coinvolti. Chiedono un piano di rilancio “Serio e convincente”.

Chiedono di non essere lasciati soli. Stamattina l’Iper Simply di Viadana le braccia si sono incrociate. In maniera allegra, e senza nessun momento di tensione. Discreto e attento il presidio dei Carabinieri della Compagnia di Viadana, che ha visto la presenza anche del comandante Gabriele Schiaffini. Tante le auto di chi va a fare la spesa hanno suonato il clacson in segno di partecipazione e tutti sono stati salutati con calore. Questa mattina anche le telecamere de La7 – la trasmissione era ‘L’aria che tira’ hanno mandato in diretta la protesta. Protesta che continuerà sino a che l’azienda non chiarirà quali saranno obiettivi e strategie per i prossimi mesi.

“Il rischio – ci racconta un’altra dipendente – è che da un giorno all’altro ci si trovi a piedi, e senza stipendio”. Oltre 50 persone unite dalle stesse preoccupazioni. 50 persone che attendono una risposta sul loro presente e sul loro futuro.

N.C.

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