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Rondoni, mobilità scolastica
e favole: il terzo giorno
de 'La città dei bambini'

"Casalmaggiore - ha ricordato il Comitato - non ha un piano di mobilità scolastica, non ha un attraversamento rialzato davanti a nessuna delle scuole". Si parta, almeno da qui per dimostrare di aver appreso una lezione

CASALMAGGIORE – E’ arrivato in treno insieme a tre suoi studenti Andrea Beseghi, professore del Liceo Ulivi di Parma. La Città dei Bambini del sabato si è aperta con un’esplorazione davvero unica. Il Liceo Ulivi di Parma si era aggiudicato nel 2018 il primo posto del bando Chiarini con un bellissimo progetto, ‘Edifici Viventi. Un piano di azione per salvare i Rondoni nei centri storici’. Un progetto attuato da 135 studenti del Liceo. L’obiettivo che i ragazzi si erano posti, era stato quello di condurre una ricerca sul campo, innovativa, altamente cooperativa e orientata alla tutela della biodiversità nell’ecosistema urbano. Attraverso la mappatura della presenza e consistenza numerica di Rondoni, Rondini e Balestrucci nella città ducale, è stata stesa una relazione scientifica messa a disposizione del Comune di Parma. Da quella relazione, in accordo con l’amministrazione parmense, la tutela della biodiversità urbana è divenuta regola nella ristrutturazione edilizia.

Si è partiti da piazza Garibaldi. Oltre al professor Beseghi e agli studenti, Damiano Chiarini ed una delegazione di Persona Ambiente (tra gli altri Mauro Ferrari, Cesare Vacchelli ed Anna Gallio) ed una rappresentanza del Polo Scolastico Romani. L’idea – frutto anche della disponibilità dell’Ulivi a fare da supporto – quella di un progetto similare per l’anno scolastico 2019-2020 per la città di Casalmaggiore e le sue frazioni. Una mappatura dei nidi utile alla tutela della biodiversità urbana che possa essere utile al paese (e alle sue frazioni).

Quella di ieri è stata una – lectio magistralis – su come si fa ricerca sul campo. Individuazione, schedatura, osservazione. Rondoni nei pressi dell’Isola Bella e tanti nidi (favoriti dalla conformazione della copertura dei tetti, con coppi senza pluviali sotto i quali i rondoni fanno il proprio nido) presso Santo Stefano. Rondini in una casa privata sempre all’Isola Bella. Poche ore, con una tappa sulla torre campanaria del Duomo per una osservazione dall’alto dei siti d’interesse. I ragazzi del Liceo Ulivi hanno fotografato, insegnato a riconoscere gli uccelli dal volo, dall’apertura alare e dal verso e lasciato le schede compilate alla professoressa di biologia del Romani che – entusiasta – perorerà la causa.

Alle 10.30 la Città dei bambini si è trasferita a Palazzo Mina – nello splendido contesto di Palazzo Porcelli – dove è stato presentato il bando Chiarini 2019. A presentarlo Damiano Chiarini che è partito proprio dall’esperienza dell’Ulivi: “Oggi abbiamo creato un nuovo genere di migranti forzati per la mutazione del clima perché noi stiamo erodendo degli ecosistemi come stiamo erodendo un ecosistema, i siti di nidificazione delle rondini, dei balestrucci e dei rondoni, così stiamo erodendo degli ecosistemi umani. Questo è quel che ci ricorda l’ultimo documento dell’EPCC, il rapporto intergovernativo sui cambiamenti del clima ci dice che i principali responsabili dei cambiamenti sono gli uomini. Occorre stare attenti, occorre un cambiamento. E’ la comunità scientifica che ce lo ricorda, è quello che in questi mesi ci ha ricordato una ragazzina, Greta, e tutti i giovani. Occorre un cambiamento. Non un tempo di cambiamento perché il tempo non c’è più: occorre cambiare. Noi abbiamo delle bellezze attorno a noi, una ricchezza di biodiversità, una ricchezza ecosistemica, una natura viva che tenacemente resiste e non cogliamo perché siamo presi dalla quotidianità, dalla incapacità di osservare. Cambiare il punto di vista, quello che abbiamo fatto oggi, con l’osservazione degli uccelli. Cambiare punto di vista è quello che ha fatto la Città dei bambini, cambiare punto di vista con il punto di vista del bambino. Una città a misura di bambino: se una città è sicura per tuo figlio e tuo nipote è sicura anche per tutti gli altri. Queste iniziative ci obbligano a vedere quello che non cogliamo. Ecco che lo strumento del bando Chiarini si inserisce in questo contesto. Come associazione lo promuoviamo da 8 anni, da quando Umberto ci ha lasciato. Gli obiettivi sono fondamentalmente tre, un piccolo strumento per dare spazio a quelle scuole che guardano oltre, quelle scuole che mettono l’educazione ambientale al centro dei programmi didattici. Secondo oggi c’è un gran bisogno di ripartire dall’educazione. Educazione al bene comune, educazione ai diritti, al bello, alla solidarietà. Tutti valori che si stanno perdendo. Terzo c’è bisogno di ricreare delle comunità vive fatte anche di persone, delle comunità ecosistemiche dove tutti siamo interconnesse”. 28 progetti finanziati, 70 scuole”.

Mauro Ferrari ha ricordato la figura di Umberto, un gigante della storia della città.

Poi è stato il turno Elisabetta Ghidini, prossima come lei stessa ha annunciato alla pensione, e della presentazione del progetto ‘Città dei Bambini: una città per la scuola… una scuola per la città. Piano di mobilità sostenibile’. Ad illustrare i risultati del progetto alcuni ragazzi. Obiettivo del progetto, è stato quello di ‘Sensibilizzare la popolazione scolastica alle tematiche legate all’ambiente urbano nell’ottica della promozione della cultura dello sviluppo sostenibile, mettere in sicurezza i percorsi casa-scuola a piedi e in bicicletta e le zone davanti ai plessi scolastici Marconi e Diotti, coinvolgere e far progettare ai ragazzi direttamente interessati i luoghi che frequentano ed utilizzano nei loro spostamenti, la promozione di una mobilità scolastica sostenibile, promozione di una vita sana per gli alunni, abbattimento degli inquinanti nel territorio. Un piano di mobilità scolastica vero e proprio quello elaborato dai ragazzi, progetto che ha visto la copartecipazione dei ragazzi che hanno individuato i problemi e proposto soluzioni.

Infine è stato il turno dei tre candidati sindaco. Tutti è tre si sono detti disponibili ad affrontare tematiche quali la mobilità sostenibile, Filippo Bongiovanni convenendo sullo sviluppo ‘insostenibile’ di una città cresciuta in maniera non equilibrata al di là della ex statale, Fabrizio Vappina sull’esigenza di sviluppare idee e di risolvere una volta per tutte il problema degli ultimi 20 metri della tangenziale e Orlando Ferroni quella di strutturare una rigenerazione urbana a partire dall’apporto fondamentale di tecnici di comprovata esperienza, anche per la possibilità di accesso ai bandi. Gli ultimi due hanno pure firmato un impegno formale per agire in tal senso.

Nel pomeriggio bellissima esperienza nell’Ambulatorio Ferrari Franzoni, con i bimbi che hanno ascoltato la storia dei lupi e l’esigenza di una loro tutela. I lupi spiegati ai più piccoli, in maniera piacevole e dialogica. Poi la performance, davanti a tantissime famiglie e piccoli, dei Casalmattori al parco di via Italia. Un parco diventato bellissimo, strapieno di gente, in cui l’opera del Comitato Slow Town va avanti con le iniziative per l’acquisto di giochi adatti ai più piccoli e panchine. L’8 giugno un’apericena dal Tato – Piasa Vecia – che si è detto disponibile a sostenere l’iniziativa, con la musica dei Simpsong. Ma ne riparleremo approfonditamente.

Si è chiusa così, in maniera straordinaria e con una partecipazione da record quella che – a detta degli organizzatori – dovrebbe essere l’ultima edizione de ‘La città dei bambini’ organizzata da Slow Town. L’iniziativa era nata da un fine preciso, quello di rendere più vivibile una città che fa fatica comunque a cambiare. Gli strumenti per il cambiamento ci sono, gli strumenti per l’accesso ai bandi, con tutti i premi ricevuti dalla tangenziale, il patrocinio ultimo di Ministero dei Trasporti ed ATS Valpadana pure. Ora stà alla politica che verrà decidere se proseguire su questa strada o proseguire come da 20 anni a questa parte. “Casalmaggiore – ha ricordato il Comitato – non ha un piano di mobilità scolastica, non ha un attraversamento rialzato davanti a nessuna delle scuole”. Si parta, almeno da qui per dimostrare di aver appreso una lezione.

Nazzareno Condina

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