Commenta

Mamma a Cremona, e
non per mia scelta:
casalasco, sempre peggio

Lettera scritta da Benedetta Bertoli

Caro direttore,

Qualche tempo fa vi scrissi per portare all’evidenza la condizione di precariato, vissuta da molti giovani nel nostro paese. A distanza di qualche anno, con rammarico, molto onestamente bisogna ammettere che non solo la disoccupazione è un problema reale ma anche che gli stipendi sono restati fermi, in contrapposizioni a tasse che sono sempre più alte. Inoltre la situazione viene aggravata da servizi che si fanno sempre più deboli se non inesistenti. Il territorio casalasco, in particolare, ha sofferto particolarmente di questa situazione, prima con la chiusura del Punto nascite Oglio Po; iniziative, appelli e manifestazioni sono sono stati inascoltati perché la logica della politica di oggi è quella di speculare sui servizi a scapito delle future mamme e delle creature che portano in grembo. Così di punto in bianco quello che per anni è stato un reparto d’eccellenza è stato chiuso, lasciando solo il personale che vi ha sempre operato con tanta passione e professionalità e orfane le donne che come me diventeranno madri e speravano di veder nascere proprio lì i loro figli. La scorsa settimana pero il Tar ha spento però ogni speranza. Io ho scelto, per poter dare nel mio piccolo un segnale positivo, di essere seguita durante la gravidanza presso l’Ospedale di Vicomoscano ma la verità è che il mio bambino nascerà a Cremona … e non per mia scelta.
Ci saranno altre donne del territorio che daranno invece alla luce il proprio bimbo a Mantova … in ogni caso i chilometri da percorrere saranno comunque molti visto che qualche politico incurante dei rischi per madre e bimbo, ha deciso che che il Punto nascite andava chiuso. Se la maternità l’abbiamo già persa, pare altri reparti siano a rischio chiusura. Voci di questi ultimi giorni, che purtroppo sembrano avere un fondamento, vogliono a rischio anche il Consultorio di Bozzolo, punto di riferimento per molte famiglie. Da cittadina onesta che lavora e con un minimo stipendio paga regolarmente le imposte, non posso che indignarmi di questa condizione. E arrabbiarmi perché uno Stato che taglia sui servizi e abbandona malati, anziani, donne in gravidanza e bambini è destinato a morire. Per tanto chiedo a cittadini, amministratori e midia di dare risonanza a quelle che sono ingiustizie intollerabili perché siamo persone e non solo il portafoglio dello Stato, con dei doveri si ma anche dei diritti e dei bisogni. Ma domenica andiamo tutti a votare! La triste realtà però è che negli anni cambiano i governi ma la nostra Italietta regredisce.

© Riproduzione riservata
Commenti